Nel frullatore di eventi sportivi a cui il blocco biennale dovuto al Covid ci sta abituando, arrivano i Mondiali di volley con le nostre Nazionali in prima fila. Partono prima gli uomini: il 26 agosto parte il torneo in Polonia e Slovenia. E il nostro ct, Ferdinando De Giorgi, ha in testa di giocare un altro scherzetto alle grandi favorite, come fatto lo scorso anno per gli Europei vinti con una squadra giovane e bella. Si riparte proprio da quella squadra e quelle emozioni, affidando a giovani e giovanissimi il compito di sostituire alcuni grandi totem del volley italiano. Il grande assente – per scelta dello stesso ct – è Ivan Zaytsev, che verrà sostituito da due opposti, Giulio Pinali, che ha fatto molto bene agli Europei 2021, ma soprattutto Yuri Romanò, grande scommessa di De Giorgi. Con due opposti senza l’esperienza e la forza dei grandi bomber che possono schierare le squadre top, il tecnico ha però sempre in caldo una seconda opzione, con tre schiacciatori: da affiancare a Michieletto e Lavia, fondamentale per la ricezione, anche Francesco Recine, classe 1999, anche lui in rampa di lancia a livello internazionale. Tutto verrà organizzato e gestito dal capitano, Simone Giannelli, il quale sembra un veterano ma ha solo 26 anni. I centrali sono affidabili e possono spesso ruotare in quattro, anche se i titolari dovrebbero essere Anzani e Galassi, con Fabio Balaso libero titolare che dovrà ripetere le prestazioni straordinarie di un anno fa.

La Nations League di quest’anno, con la Final Four giocata a Casalecchio di Reno, ha fatto capire che, anche se campioni d’Europa in carica, gli azzurri devono ancora salire dei gradini alti per arrivare dove dimorano le grandi nazionali di questi anni. Durante la “regular season” l’Italia ha imposto la sua gioventù e freschezza, ottenendo anche scalpi importanti e terminando in prima posizione. Quando poi è arrivato l’atto conclusivo, sono arrivate anche le sconfitte per 3-0 sia contro i campioni olimpici della Francia che contro i bicampioni del mondo della Polonia.

Saranno proprio queste due squadre le superfavorite della manifestazione. Dopo la vittoria di Tokyo, la Francia ha raggiunto una spaventosa consapevolezza nei propri mezzi, che fa brillare ancora di più atleti come Earvin N’gapeth, il centrale Bathelemy Chinenyeze e soprattutto l’opposto Jean Patry, capace di un salto di qualità enorme in questi due anni. Ad allenare i transalpini Andrea Giani, il vecchio idolo della “Generazione di fenomeni”, che ha già fatto bene con le Nazionali di Slovenia e Germania. La Polonia non può schierare per problemi fisici Wilfredo León, ma resta una grande squadra con i due volte campioni d’Europa per club Lukasz Kaczmarek, Kamil Semeniuk e Aleksander Sliwka a dare una consistenza difficile da superare.

Un passo dietro ci sono il Brasile con l’asse Bruno in palleggio e Lucarelli-Leal schiacciatori, un connubio eccezionale per creatività ed equilibrio. E gli Stati Uniti, che hanno battuto gli azzurri 3-0 in un’amichevole pre-Mondiale e sono sempre da temere. C’è anche qui un grande palleggiatore, Micah Christenson, uno schiacciatore/opposto che sa fare tutto come Matt Anderson e schiacciatori imprevedibili come Taylor Sander e Thomas Jaeschke.

Nella stessa fascia degli azzurri anche la Serbia piena di vecchie conoscenze mai dome, come Aleksandar Atanasijević, Uroš Kovačević e Marko Podraščanin. Anche l’Argentina conosce benissimo l’Italia, perché nel nostro campionato giocano o hanno giocato i loro migliori uomini, a partire da uno dei più bravi palleggiatori del mondo, Luciano De Cecco, per continuare con il centrale di Milano Agustín Loser e gli schiacciatori Facundo Conte ed Ezequiel Palacios. A questi Mondiali torna anche una squadra cubana di alto livello, guidata dal centrale più forte in circolazione, Robertlandy Simón, che ha fatto le fortune della Lube Civitanova negli ultimi anni. Sarà un Mondiale pieno di campioni e giovani promesse. L’Italia può fare di tutto, come gli Europei hanno insegnato, ma anche perdere male contro i colossi, come nell’ultima VNL.

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