Salario minimo ok ma attenzione a fissare una cifra, sarebbe pericoloso. Anzi, no, forse meglio fissarla: “Nessuno dovrebbe lavorare per meno di 9 euro l’ora“. Carlo Calenda torna sui suoi passi e durante la conferenza stampa di presentazione del programma elettorale della lista Azione/Italia Viva contraddice quanto dichiarato e ribadito in precedenza.

Sul salario minimo “io sono d’accordo, ma deve essere fissato con criteri trasparenti da una commissione indipendente che lo decida su basi oggettive e non per fare campagna elettorale“, diceva il 10 giugno arrivando al Salone del Mobile a Milano. “Il rischio mortale – continuava – è che il Movimento 5 stelle, il Pd e altri si mettano a dire che il salario minimo è di 9, 15 o 25 euro, provocando poi una disoccupazione di massa“. Lo ha ribadito anche a fine luglio su Twitter: “Salario minimo, ma non stabilito nell’entità dalla politica“.

Adesso però, dopo le continue contestazioni alla proposta del Movimento (“Ci manca solo Casalino che decide il valore del salario minimo”, scriveva sui social il leader di Azione), arriva l’allineamento: 9 euro – la proposta avanzata da Giuseppe Conte – è una giusta cifra. Calenda lo dice in conferenza stampa nonostante questo aspetto non è presente nel programma appena presentato dal leader di Azione. E si allinea al tetto indicato da anni dal Movimento 5 Stelle. Stessa convergenza per il Pd, che nel programma depositato in vista del voto cita per la prima volta come valore indicativo proprio i 9 euro lordi orari.

Il salario minimo è entrato ormai a pieno titolo tra i temi più dibattuti di questa campagna elettorale. Giorgia Meloni lo definisce uno “specchietto per le allodole”: “In Italia la gran parte dei lavoratori è coperta da un contratto nazionale e mediamente i contratti nazionali hanno un salario minimo”, ha detto la presidente di Fratelli d’Italia ospite di Radio 24. “Quello che serve per aumentare i salari – ha aggiunto – è il cuneo fiscale, tagliare la tasse sul lavoro”. A Meloni replica Andrea Orlando del Partito democratico: “Specchietto per le allodole? Che vuol dire? Per un lavoratore che percepisce 5/6 euro l’ora una norma che fissi un minimo salariale accettabile significa cambiare le proprie condizioni di vita. Né specchietti né allodole. Dignità“, scrive su Twitter il ministro del Lavoro.

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Elezioni, ai programmi gli italiani preferiscono gli specchietti per le allodole

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