La Serie A comincia, ma il calciomercato intanto va avanti fino al primo settembre: guardando le rose e i risultati delle amichevoli estive, è facile rendersi conto che tutte le big hanno dei vuoti abbastanza marchiani, difficili ma non impossibili da colmare proprio con gli ultimi guizzi di mercato.

I campioni in carica del Milan hanno scelto, come spesso gli accade, bene e giovane, riuscendo nel colpo De Ketelaere che in Serie A può fare sfracelli. La rosa però ha un vuoto a centrocampo, dopo l’addio di Kessiè, abile nel fare da mediano e mezzala allo stesso tempo. L’idea Renato Sanches era perfetta per sostituirlo ma il portoghese ha scelto Parigi, ora si parla di Adli, da provare subito in quel ruolo, visto anche l’infortunio di Tonali. Un altro uomo però servirebbe.

La Juventus era partita forte. Pogba e Di Maria presi subito per dare un senso al centrocampo che gli scorsi anni è stato l’anello debole della squadra. Con l’infortunio di Pogba, oggi la Juve si ritrova a dover prendere in poco tempo qualcosa che tolga al solo Di Maria l’incombenza di creare gioco offensivo: il colpo Kostic può rispondere a questa logica. Manca comunque un regista, perché Locatelli è un adattato (vedi Paredes), magari un altro centrale di difesa dopo Bremer perché il quarto ad oggi è Rugani. E ancora, anzi soprattutto, una seconda punta che serve come il pane per far giocare meglio anche Vlahovic. Senza almeno tre di queste pedine, la Juve può avere molte difficoltà. Sarebbe bello poi se trovassero spazio e minuti Fagioli e Miretti a centrocampo.

L’Inter non ha problemi in attacco, ma in difesa. Ha tre centrali contati, De Vrij, Bastoni e Skriniar, con quest’ultimo sempre più tentato dal Psg. Se parte lo slovacco, l’ansia da difensore diventerebbe angoscia e ne servirebbe subito uno pronto all’uso. Si fanno tanti nomi ma i nerazzurri non hanno scelto ancora su chi puntare davvero. Alla fine della fiera, il più facile da prendere potrebbe essere Acerbi.

Il Napoli ha salutato gli ultimi sarriani rimasti (colpevoli anche dell’ammutinamento di qualche anno fa) e se la gioca con tanti volti nuovi. Ci sono però molti dubbi da sciogliere in questi pochi giorni d’agosto. Meret è il titolare o andrà via? In questo caso serve un portiere. A centrocampo Fabián Ruiz c’è o non c’è? Ma anche se resta e gioca il Napoli è cortissimo e servirebbe almeno un altro uomo (Barak o Nandez per avere anche un incursore temibile). Si vuole consegnare tutto il peso realizzativo sulle spalle di Osimhen? Se si teme il sovraccarico, allora bisogna mettergli vicino una seconda punta che sa fare gol, come Raspadori o Deulofeu. Insomma è ancora tutto in alto mare, sarà pure quello del Golfo di Napoli.

La Roma ha poco da ritoccare e da aggiungere, ma comunque non basta mai a Mourinho che ha sempre voluto rose extralarge con l’innesto (salvifico per il calcio italiano) di giovanissimi. Fosse per Mou comprerebbe ancora due centrocampisti, in primis uomini di corsa come Frattesi o Solbakken, un altro centrale, magari Senesi o ancora meglio il già conosciuto Bailly, e se partisse Zaniolo, di sicuro vorrebbe un’altra punta. Sembra la squadra più completa di tutte e invece la Roma in queste due settimane potrebbe essere la squadra che cambia di più, cercando di diventare ancora più forte.

La Lazio è un cantiere sarriano aperto. Bisogna ricostruire la difesa sulla coppia Romagnoli-Casale, rendere Marcos Antonio il motore ritmico del gioco e capire cosa vuole fare Luis Alberto. Servirebbe come l’aria un grande esterno, ma costano ormai quanto gli attaccanti, e un centrocampista di qualità, in caso di partenza dello spagnolo. Chi può fare al caso della Lazio è difficile dirlo, ma negli anni Sarri ha saputo anche rimodellare calciatori e ruoli riuscendo a farli rendere anche meglio.

Inizia una Serie A piena di vuoti, il tempo dirà chi saprà colmargli meglio. Il tempo scorre.

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