È stata di nuovo fermata dalle forze dell’ordine russe, per la terza volta in meno di 5 mesi, la giornalista Marina Ovsyannikova, diventata famosa per aver esposto in diretta tv un cartello per manifestare contro l’invasione russa dell’Ucraina. Oggi la polizia è tornata a farle visita nella sua abitazione dove ha svolto una perquisizione senza aspettare l’arrivo dell’avvocato della reporter e trasferendo quest’ultima nuovamente in stato di fermo.

Questo nuovo provvedimento nei suoi confronti va ad aggiungersi a quelli di metà marzo, dopo la sua ormai famosa apparizione in tv, e quello successivo di metà luglio. Anche questa volta le accuse nei suoi confronti sono quelle di “aver screditato” l’esercito, come raccontato all’Afp dal suo avvocato, Dmitri Zakhvatov, nell’ambito delle nuove leggi di Mosca approvate dopo lo scoppio del conflitto e con le quali si cerca di reprimere l’opposizione interna alla guerra: “Siamo attualmente con gli investigatori – ha raccontato il legale – Un’indagine è stata aperta per diffusione di informazioni false” sull’esercito russo. E ha poi aggiunto che la reporter “è stata fermata”.

L’avvocato ritiene che le accuse nei confronti di Ovsyannikova siano legate a una protesta solitaria di inizio luglio non lontano dal Cremlino durante la quale la giornalista aveva stretto in mano un cartello in cui denunciava la morte di bambini a causa della guerra in Ucraina. Per quella protesta, la giornalista era stata fermata dalla polizia e poi rilasciata, ma con l’accusa di aver “screditato l’esercito” ed era stata condannata a pagare una multa di 50mila rubli.

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