Per gli insegnanti l’estate è tempo di ricaricare le batterie in attesa dell’inizio del nuovo anno scolastico. È però anche il momento per cercare stimoli e pensare a strategie didattiche differenti, per andare incontro alle esigenze di una scuola sempre più votata all’inclusione e a un apprendimento significativo. In questo periodo, dunque, può essere utile imbattersi in consigli o esperienze ben riuscite.

Chi segue questo blog saprà bene quanto mi stia a cuore l’ambito dell’introduzione della canzone a scuola come metodologia didattica innovativa. Oggi vi voglio parlare del progetto “Note di strada”, una bella idea avuta dalle colleghe dell’Istituto Comprensivo di Torano Nuovo, in provincia di Teramo. Le docenti Mayra Ciavattini, Paola Marozzi ed Emanuela Tritella hanno fatto realizzare agli alunni di quinta primaria e della secondaria il volto di Ivan Graziani sulla scalinata del centro storico, in Piazza Madonna delle Grazie. Il lavoro è importante per diversi motivi; intanto la realizzazione celebra la memoria del più importante cantautore abruzzese di sempre, fondamentale a livello nazionale per l’unione della canzone d’autore con il rock.

Parola alle colleghe:

L’obiettivo era cercare di “riqualificare” un angolo poco frequentato del paese attraverso un intervento creativo e concreto, capace di mettere al centro di questo processo ogni singolo alunno coinvolto. Ci è sembrato doveroso far conoscere e riflettere gli alunni sullo spessore culturale di alcuni artisti attraverso lo studio e l’analisi dei testi, delle loro scelte musicali e stilistiche. Ivan Graziani incarnava appieno tutti gli aspetti su cui volevamo focalizzarci. Un cantautore teramano, di cui non si parla mai abbastanza, che ha raccontato anche spaccati della vita di “provincia” con uno stile personale.

Ma ancora più importante era il percorso attraverso il quale arrivare al risultato:

Abbiamo letto la storia della sua vita, iniziato ad ascoltare le sue canzoni per poi sceglierne due su cui lavorare: Il lupo e il bracconiere e Monna Lisa. Prima sono state analizzate le partiture, dopo i testi, soprattutto per capirne storia e significato. Gli studenti hanno amato fin da subito la musica di Ivan Graziani e si sono sentiti coinvolti emotivamente leggendone i testi. Attraverso questo lavoro più approfondito hanno preso coscienza di come possa essere rilevante il contenuto testuale di una canzone, l’importanza del suo significato, la consapevolezza che contiene qualcosa di profondo e interessante, è una poesia che va interpretata e capita. Abbiamo poi lavorato sulle canzoni dal punto di vista musicale, analizzandone alcune parti, sia dal punto di vista armonico che melodico, anche se in maniera semplice e adeguata alla loro età.

Un lavoro del genere riesce se le docenti operano in totale sinergia, in questo caso in ottica multidisciplinare tra musica, letteratura e arte. È importante che facciano sì che quella poetica diventi familiare, affinché gli studenti entrino in sintonia con il loro conterraneo illustre, che aveva un sogno ed è andato a realizzarlo “al centro del mondo”. È il passo decisivo perché gli apprendimenti non restino tra le quattro mura di una classe: la consapevolezza del fatto che sia possibile realizzare i propri sogni. Senza di essi la scuola fallisce sempre.

E infatti – lo dico per esperienza personale – il momento più delicato è passare dalla teoria alla pratica. “In teoria” tutti sono capaci a riempire di nozioni gli studenti e argomentare un concetto. I ragazzi rispondono alle domande, si mette il voto e spesso non resta niente. No, bisogna colmare la strada lunghissima dalla teoria alla pratica; ai docenti spetta un compito difficilissimo: farla durare un lampo. Se ci si riesce, si ha una soddisfazione incredibile:

Il momento più “difficile” ed emotivamente più forte per gli alunni è stato quello in cui hanno iniziato a dipingere. Il pensiero di lasciare traccia del proprio operato in un angolo del paese li rendeva felici, ma si sentivano poco competenti. Pervasi dalla paura di sbagliare, cercavano di sviare dagli iniziali compiti assegnati, ma più l’immagine prendeva forma, più il timore iniziale spariva per lasciare spazio alla voglia di mettersi in gioco. È stato bello vederli impegnati e uniti per il raggiungimento di un obiettivo comune.

E chissà che soddisfazione, oggi, da parte di docenti e studenti, passare per quelle scale con in testa una canzone di Ivan! Magari proprio canticchiando le parole che sono state riportate accanto al suo volto, quelle di Monna Lisa. Siamo sempre lì, dalla teoria alla pratica: “La scuola è una gran cosa soprattutto se ti insegnano ad amare i capolavori del passato, però peccato che tu non li puoi vedere né toccare”. A Torano Nuovo da oggi si può.

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