Sarà la decisione su una possibile alleanza tra Pd e Movimento 5 Stelle a cambiare le sorti delle prossime elezioni, fermo restando il fatto che la coalizione di centrodestra, al momento, rimane largamente in vantaggio rispetto a una qualsiasi formazione più o meno sbilanciata a sinistra. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio pubblicato da Quorum/YouTrend per Sky TG24 in vista del voto del 25 settembre per la formazione del nuovo Parlamento e, di conseguenza, per la nascita del nuovo esecutivo.

I tre partiti di centrodestra, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, secondo le risposte date dagli intervistati sentiti dal centro di ricerca, viaggia stabilmente oltre il 45% dei consensi, con un picco del 48% in caso di alleanza tra Dem e Movimento. Sarà proprio la decisione di coalizzarsi o meno di questi ultimi due a spostare gli equilibri tra gli scranni di Camera e Senato. Se dovessero correre separate, un eventuale campo largo del centrosinistra, con Sinistra Italiana/Europa Verde, Articolo 1, Pd, Azione e +Europa, Italia Viva e Insieme per il Futuro (Di Maio), porterebbe a casa il 36,1% dei consensi elettorali, togliendo anche sostegno proprio alla destra. Forbice più larga, invece, nel caso in cui Dem e M5s volessero portare avanti l’alleanza che, però, allontanerebbe il sostegno delle formazioni centriste, da Italia Viva a Calenda, fino ovviamente al partito di Luigi Di Maio. In quel caso, i Dem vivrebbero, secondo le rilevazioni del centro di ricerca, un’emorragia di voti che farebbe perdere loro quasi il 5% dei consensi, con l’alleanza tra Pd, M5s, Sinistra Italiana e Articolo 1 che non andrebbero oltre il 34% dei consensi, con il centrodestra che salirebbe al 48%. A questo si deve aggiungere che la maggioranza degli elettori del M5S vorrebbe che il partito andasse da solo (56,6%) e analogo discorso vale per il Pd rispetto all’alleanza col centro (50,4%). C’è da rilevare che da parte dell’elettorato PD l’alleanza col M5S è comunque l’opzione meno gradita (12,4%), meglio andare da soli (25,4%).

Numeri destinati a subire modifiche con la campagna elettorale che entrerà nel vivo nel corso delle settimane, ma al momento gli ultimi numeri suggeriscono un voto con Pd e Movimento separati. Per quanto riguarda i consensi dei singoli partiti, Fratelli d’Italia rimane la prima formazione per consensi, con il 23,8%. Seguono il Partito Democratico (22,5%), la Lega (13,4%), il Movimento 5 Stelle (9,8%), Forza Italia (8,3%), Azione +Europa (4,9%), Sinistra Italiana/Europa Verde (4,2%), Insieme per il Futuro (2,6%). Infine, ItalExit è al 2%, Italia Viva al l’1,8% e Articolo 1 – MDP all’1,6%.

Per il sondaggio, le figure in cui le persone ripongono ancora maggiormente fiducia sono il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (64%) e Mario Draghi (54%). Seguono: Giorgia Meloni (38,7%) , Silvio Berlusconi (34,3%), Giuseppe Conte (30,7%), Matteo Salvini (30,4%), Enrico Letta (25%), Luigi Di Maio (22%) e Matteo Renzi (15,5%). Per quanto riguarda la scelta del prossimo presidente del Consiglio espresso da una coalizione di centrodestra, per gli elettori non sembrano esserci dubbi: per l’86% Giorgia Meloni può essere una buona leader di governo.

Al campione di riferimento è stato infine chiesto un giudizio sia sull’operato del governo uscente che un parere sulle responsabilità della crisi di governo. Il giudizio sul lavoro dell’esecutivo guidato da Mario Draghi è positivo per il 57,5% degli italiani e il 50,7% ritiene che abbia fatto bene a dimettersi al venir meno della maggioranza di unità nazionale, anche se il 49,7% pensa che le elezioni anticipate siano un evento negativo per l’Italia (in particolare il 42% degli elettori di Lega e FI). Emerge inoltre chi siano stati, per gli italiani, i responsabili della crisi di governo (Giuseppe Conte per il 41,1%) e delle elezioni anticipate (Giuseppe Conte per il 29%, Mario Draghi per il 17,2%, Matteo Salvini per l’11,1%).

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Caro Giuseppi, non c’entravi niente col Movimento ma adesso tocca a te ricostruirlo

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