Il Partito democratico vince le primarie siciliane, ma il risultato non scioglie le tensioni nella coalizione, così che quella dei dem rischia di essere una vittoria di Pirro. Intanto l’esito: la più votata è stata Caterina Chinnici, che ora dovrà essere la candidata presidente alle Regionali. La partecipazione al voto, però, è stata bassa, e che il risultato tenga fino alle elezioni regionali è sempre più dubbio. Alle dichiarazioni festanti dei dem, sono, infatti, seguiti a ruota gli altolà degli alleati. In primis Giuseppe Conte, che poco dopo l’ufficialità del risultato ha sottolineato come “in queste settimane sono cambiate molte cose rispetto a quando è partito questo percorso. Il Pd deve fare chiarezza”. Ma anche Claudio Fava, candidato per la sinistra, ha avvertito che l’alleanza durerà “a patto che non si tenti un trasversalismo malato”. Un chiaro riferimento quello di Fava alle possibili aperture del Pd all’Mpa dell’ex presidente della regione, Raffaele Lombardo, di cui Caterina Chinnici è stata assessora regionale.

Si è andati al voto, d’altronde, in un clima di incertezza totale. Negli ultimi giorni con la caduta del governo Draghi e la fortissima tensione tra Pd e M5s, le stesse primarie erano sembrate incerte, e ancora più dubbio il risultato: adesso Chinnici sarà davvero sostenuta da tutta la coalizione? Questa era la domanda che alla vigilia delle primarie riecheggiava nelle chat del centrosinistra siciliano. Che si accostava ai sospetti degli alleati: “Non stanno annullando le consultazioni solo perché sono convinti di vincere”. Così, tra dubbi e sospetti la consultazione si è aperta sabato mattina e si è chiusa alle 22 dello stesso giorno con quasi diecimila votanti in meno rispetto a chi si era iscritto a votare: alla fine sono stati 32.426 i votanti ma ad iscriversi al voto erano stati 43mila. E dire che nell’ultima consultazione del Pd, ad Enna il 27 giugno, avevano votato 15 mila persone per scegliere il candidato all’Assemblea regionale. Solo il doppio dei votanti, invece adesso, ha deciso chi per il centrosinistra correrà alla presidenza della Sicilia.

Stando a queste primarie, sarà la candidata dem, che ha vinto con uno scarto di 4235 voti sulla candidata del M5s, Barbara Floridia. Questi i numeri definitivi: Chinnici 13.519+1033, per un totale di 14.552 voti (44,77%), Floridia 10.058+259, per un totale di 10.317 voti (31,74%) e Claudio Fava 6977+570, per un totale di 7547 voti (23,22%). Si votava sia online che ai gazebo, una trentina sparsi per le maggiori città siciliane, previa iscrizione online con tanto di carta d’identità alla mano e tessera sanitaria. Le Regionali siciliane sono previste per novembre ma potrebbero essere anticipate dalle dimissioni di Nello Musumeci per permettere la coincidenza con le Politiche il 25 settembre. Di certo era per decidere un candidato comune che si era messa in moto la macchina delle primarie, una prima volta assoluta per l’asse giallorosso, infrantosi prima ancora di andare a votare.

Intanto fanno subito festa i dem: “È stato una grande momento di partecipazione. Vince Caterina Chinnici e vince il Pd – commenta a caldo Anthony Barbagallo, segretario regionale -. Ringrazio gli altri candidati, Barbara Floridia e Claudio Fava. Ringrazio dirigenti e simpatizzanti che non hanno risparmiato energie e passione. Da oggi parte la sfida al centrodestra. Subito al lavoro per costruire le liste”. Ringraziamenti anche di Chinnici al Pd e a “chi ha scelto di votarmi, dandomi una consegna di fiducia di cui sento forte la responsabilità e che spero di potere mettere a frutto attraverso il mio lavoro per la Sicilia, la terra che amo, e per le persone, tutte, con lo spirito di servizio alla collettività che ha sempre caratterizzato il mio impegno”. Il clima però non è meno fosco di quel che si respirava a poche ore dal voto, quando perfino votare sembrava ormai poco più che un esercizio di stile, e non mancavano appelli – dai centristi ai dem – ad annullare la consultazione.

“Prima di percorrere ancora la strada di un’alleanza progressista in Sicilia il Pd dovrà fare chiarezza sui suoi obiettivi e dire se l’agenda sociale e ambientale del M5s è la loro stessa direzione o se ormai i percorsi e i compagni di strada sono altri, in linea con gli insulti e le dichiarazioni di questi giorni. Per noi quello che succede a Roma succede a Palermo”, così ha commentato Conte il risultato siciliano, facendo riferimento alle dichiarazioni nei giorni scorsi dei dirigenti del Pd che avevano rimarcato la distinzione tra contesto nazionale e regionale, giustificando così il voto siciliano nonostante la rottura su scala nazionale tra Pd e M5s. E a mettere in dubbio la tenuta della coalizione in Sicilia è anche Fava, che intervenuto poco dopo la chiusura del voto in diretta su Facebook, ha chiarito: “Si sta dentro questo quadro se questo quadro è coerente. Non sono disponibile ad accettare contaminazioni che servano ad allargare il campo verso quanto più opaco e antico esista nella storia politica siciliana”.

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