Spiacevole episodio per Tiémoué Bakayoko. Il centrocampista del Milan è stato fermato dalla polizia in centro, a Milano, è stato fatto scendere dalla sua auto e perquisito. Come si vede nel video, durante l’operazione un’agente puntava la pistola contro la macchina del calciatore. Dopo qualche secondo, però, è intervenuto un terzo poliziotto, che si è avvicinato al collega che stava perquisendo Bakayoko. Tra i due avviene uno scambio di battute e il secondo reagisce con grande sorpresa, probabilmente dopo aver appreso l’identità dell’uomo che aveva fermato.

Dopo i commenti e le polemiche suscitate dal, la polizia di Stato ha sottolineato come le misure prese, tra cui la decisione di operare con armi in pugno, erano state dettate dalle necessità del contesto operativo: “Con riferimento al video diffuso in data odierna, relativo a un controllo effettuato da un equipaggio dell’UPG-SP a carico del calciatore del Milan Tiémoué Bakayoko – si legge in una nota – si rappresenta che lo stesso, occorso in un contesto operativo che giustificava l’adozione delle più elevate misure di sicurezza, anche in funzione di autotutela, si è svolto con modalità assolutamente coerenti rispetto al tipo di allarme in atto. Identificata la persona e chiarita la sua estraneità ai fatti per cui si procedeva il servizio è ripreso regolarmente, senza alcun tipo di rilievo da parte dell’interessato”. In pratica il calciatore francese è stato fermato per uno scambio di persona. “Le immagini del fermo di Bakayoko fanno pensare a una profilazione etnica. Una pratica discriminatoria che su una persona non famosa avrebbe potuto avere conseguenze gravi”, ha scritto Amnesty Italia sul proprio profilo Twitter.

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