Nel secondo trimestre dell’anno l’Arabia Saudita, il più grande esportatore mondiale di petrolio, ha più che raddoppiato la quantità di olio combustibile importato dalla Russia. Il greggio di Mosca viene usato per alimentare le centrali elettriche e liberare il petrolio estratto nel paese per le esportazioni, approfittando delle quotazioni che rimangono elevate nonostante i cali degli ultimi giorni. Il dato ha però un significato anche politico e viene diffuso mentre il presidente statunitense Joe Biden sta compiendo il suo viaggio in Medio Oriente che lo porterà ad incontrare anche i regnanti sauditi e il discusso principe Mohammad bin Salman. Le cifre ottenute dall’agenzia Reuters attraverso il monitoraggio dei movimenti navali effettuato da Refinitiv Eikon hanno mostrato che l’Arabia Saudita ha importato 647mila tonnellate (48mila barili al giorno) di petrolio russo rispetto alle 320mila tonnellate dello stesso periodo di un anno fa.

L’Arabia Saudita, come molti paesi asiatici a cominciare da Cina ed India, approfitta dei prezzi da “saldo” a cui viene venduto il greggio russo colpito dalle sanzioni di Stati Uniti, Gran Bretagna e, in prospettiva, Unione europea. Mosca dal canto suo sta reindirizzando le spedizione via mare verso i nuovi clienti. La Russia continua a incassare circa un miliardo di euro al giorno dalla vendita di idrocarburi. I ministeri dell’energia dell‘Arabia Saudita e della Russia hanno rifiutato di commentare il dato. Nei mesi estivi, quando aumenta l’utilizzo dei condizionatori, l’Arabia consuma 600mila barili al giorno mentre nei mesi invernali la quantità di dimezza. Uno degli hub in cui il petrolio russo viene consegnato è il porto di Fujairah negli Emirati Arabi Uniti. Nei primi sei mesi del 2022 Fujairah ha ricevuto 1,17 milioni di tonnellate di greggio russo, rispetto a 0,9 milioni nello stesso periodo dell’anno scorso. Altre 900mila tonnellate potrebbero essere consegnate nel solo mese di luglio, portando il totale a 2,1 milioni, superando già gli 1,64 milioni di tonnellate scaricate in tutto il 2021. L’Arabia Saudita è il secondo paese al mondo dopo il Venezuela per riserve di greggio. Nel sottosuolo saudite si trovano 258 miliardi di barili di greggio. Il paese è il primo produttore al mondo insieme a Stati Uniti e Russia. Ogni giorni immette sul mercato 11 milioni di barili.

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