Negli ultimi due anni con l’attenuarsi della pandemia lo sport che più ha fatto breccia nel cuore degli italiani, ma più in generale nel mondo intero, è senza dubbio il padel. La disciplina nata negli anni ’70 in Messico è letteralmente esplosa e nel nostro Paese e l’aumento dei campi in cui è possibile è stato esponenziale: solo nell’ultimo anno la crescita è stata del 155%. Questa esplosione, però, ha portato con sé una problematica: un alto numero di infortuni. Leggo ha pubblicato un’inchiesta che testimonia questo incremento di pazienti negli studi ortopedici dopo una partita di padel tra amici. Il quotidiano ha intervistato l’ortopedico e traumatologo Andrea Grasso, che con Consulcesi Club si occupa di formazione per medici e operatori sanitari. Il medico ha spiegato che: “Stiamo assistendo sempre più a numerose rotture e lesioni del tendine di Achille, oltre a strappi e lesioni muscolari del polpaccio – spiega – A livello informale di ambulatorio, negli ultimi anni è lo sport che, in assoluto, porta più pazienti al suo interno”.

Consueto è il paragone tra questa disciplina e il tennis, ma in realtà esistono differenze sostanziali, al di là del gioco in sé: “La principale – spiega Ezio Adriani, direttore di Traumatologia dello sport e Chirurgia del ginocchio del policlinico Gemelli di Roma – sono le rotazioni. Giocando a padel viene sollecitato molto il ginocchio, tanto è vero che vediamo diverse lesioni del crociato anteriore. A rendere ancora più rischioso il gioco a 4, è lo spazio ristretto del campo, per cui è sempre possibile il trauma da contatto”. Nonostante ciò, chi lo pratica non fa troppa attenzione ai rischi. “Visto che tecnicamente è più facile rispetto al tennis – sottolinea Adriani – spesso si gioca impreparati. Non dimentichiamo poi che un 70 per cento dei pazienti operati di crociato per padel sono donne, questo per via di una caratteristica fisica. Le donne sono più predisposte alle lesioni del crociato perché il bacino è un po’ più largo e il ginocchio un po’ più valgo. Questi infortuni, infatti, avvengono anche nel calcio femminile. Da un anno ormai li stiamo osservando anche nel padel”.

Al fine di prevenire circostanze spiacevoli è importante avere una buona preparazione atletica che non deve limitarsi a pochi minuti di stretching prima della partita. “Il grande problema è che si tratta di uno sport ad alta velocità rispetto al tennis e spesso viene praticato da chi non ha un adeguato allenamento – ribadisce Fabrizio Cortese, vicepresidente di Otodi (la Società degli ortopedici e traumatologi ospedalieri d’Italia) – Di solito, replicando con il movimento alto della testa, sia della battuta che del diritto, molti giocatori hanno problemi a livello dell’articolazione della spalla, oppure tendiniti a causa dell’uso eccessivo di alcuni muscoli. Stiamo osservando anche numerose distorsioni di caviglia, dovuti ai rapidi cambi di direzione”. Nel caso si incappi in una distorsione alla caviglia, Cortese consiglia di applicare del ghiaccio: “Ma non per più di 5-10 minuti – avverte – altrimenti si rischia un’ustione da ghiaccio. Se si riescono a fare 3-4 passi, allora si può aspettare un po’ per vedere se la caviglia si sgonfia. Se invece non si riesce a camminare, una radiografia diventa d’obbligo”.

Oltre alle caviglie, è bene prestare attenzione anche al gomito: “Se fa male bisogna fermarsi. Se c’è un trauma va valutato caso per caso. Il gomito spesso è causa di tendiniti, quindi di un problema che insorge non in maniera traumatica, ma piano piano e poi va a peggiorare. Il classico errore dello sportivo, in generale – mette in guardia Cortese – è quello di continuare a giocare senza fermarsi per il recupero muscolare. È un comportamento che può portare a una cronicizzazione che poi richiede trattamenti ulteriori. Se il dolore non passa, il consiglio è rivolgersi a un ortopedico”.

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