Sono passati ormai 75 anni e qualche giorno da quel 24 giugno in cui dal suo aereo il pilota privato Kenneth Arnold avvistò sullo sfondo del monte Rainier una formazione di nove oggetti dall’aspetto non convenzionale che volavano in maniera inconsueta a una velocità impossibile per l’epoca. Il suo avvistamento fu il primo a subire una forte mediatizzazione, divenendo così convenzionalmente l’inizio dell’era contemporanea del fenomeno Ufo. Da allora sono centinaia di migliaia, secondo le stime più prudenti, gli avvistamenti e le registrazioni di oggetti non identificabili. A parte l’ipotesi dei fenomeni atmosferici ancora non conosciuti, che non deve essere scartata ma certamente non arriva a spiegare, nemmeno da lontano, la stragrande maggioranza dei casi dall’evidente aspetto tecnologico, come si possono spiegare questi numerosissimi casi non identificabili?

L’unica restante ipotesi convenzionale che abbia una parvenza di verosimiglianza è quella che si tratti dell’applicazione di tecnologie terrestri, tipicamente come progetti di sviluppo di sistemi d’arma avanzati. Sembra logico ritenere che tale ipotesi possa effettivamente spiegare qualche caso di avvistamento, ma facciamo adesso un Gedankenexperiment utilizzando il cosiddetto paradosso di Fermi. Ammettendo che tutti gli Ufo siano applicazioni di tecnologie terrestri, dove sono allora tutte le infrastrutture necessarie a progettare, testare, costruire, mantenere in esercizio e conservare fuori della portata del pubblico tutti questi artefatti hi-tec? Quali e quante potenze mondiali hanno a disposizione i mezzi finanziari che consentono tutto questo? E chi ha modo di continuare a fare tutto questo non per qualche anno, ma per tre quarti di secolo? E perché dopo questi tre quarti di secolo, non si è vista nemmeno una applicazione pratica di queste tecnologie avanzate? Quindi, se sono terrestri, dove sono tutti?

È evidente pertanto che la Eth, ovvero la Ipotesi Extraterrestre, per quanto strana o assurda possa in un primo momento apparire, è la più logica per spiegare il fenomeno Ufo e le sue manifestazioni. Naturalmente affinché le nuove idee si affermino occorre tempo e pazienza. L’importante è che adesso le cose hanno cominciato a muoversi nella giusta dimensione. È notizia recente l’audizione sugli Ufo presso il Congresso degli Stati Uniti d’America, mentre è proprio di questi giorni la notizia dell’altra audizione sugli Ufo nel continente americano, che si è tenuta a Brasilia. Due eventi storici tenutisi in ambiti diversi ma istituzionali, che hanno confermato agli occhi del pubblico la serietà del fenomeno Ufo e, soprattutto nel caso di Brasilia, hanno dato voce ai ricercatori ufologici e fatto conoscere eventi brasiliani notevoli ma poco conosciuti come, solo per citare il più rilevante, la cosiddetta ‘Notte Ufficiale degli Ufo’.

Per non parlare poi di iniziative in ambito accademico quali quella dell’astrofisico di Harvard Avi Loeb con il “Progetto Galileo” e gli studi condotti dal Prof. Garry Nolan, docente di patologia presso l‘Università di Stanford, sugli effetti biologici provocati dall’esposizione ravvicinata a Ufo. Tutti segni di un mutamento di paradigma in atto che è particolarmente significativo menzionare nella ricorrenza del Giorno Mondiale degli Ufo a tre quarti di secolo dal primo avvistamento dell’era contemporanea del fenomeno Ufo.

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