Emilio Salgari. Scrittore di avventure, di Claudio Gallo e Giuseppe Bonomi (Oligo Editore) è, probabilmente, la biografia definitiva di uno dei più grandi e importanti scrittori italiani moderni. In oltre 700 pagine di appunti, note, articoli, analisi e documenti finora sconosciuti, i due autori tracciano il percorso umano di Salgari confrontando il mondo della sua dirompente creatività con gli avvenimenti storici che influenzarono il suo tempo. Il risultato è un microuniverso affascinante che racchiude il Melodramma, la Scapigliatura, il Positivismo, Verne, May, Kipling, Stevenson, Franzoj, le guerre coloniali, i supporti enciclopedici, la vita popolare nell’Italia post-unitaria e le visioni di un mondo nuovo, più giusto, sicuramente più affascinante di quello reale.

L’altare nero, di Marcello Argilli (Bordeaux Edizioni), è un affresco straordinario di chi ha combattuto dalla parte sbagliata della Storia. Un romanzo che si colloca tra Preti, Fenoglio e Calvino, nel drammatico periodo seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943. Il protagonista è Alberto, uno studente che decide di partire volontario in un reparto di paracadutisti della Repubblica Sociale Italiana. Crudo, cinico, scritto in modo semplice ed efficace, L’altare nero non fa sconti alla pietà. Alberto e i suoi commilitoni sono trascinati dentro un orrore guerrafondaio più grande di loro, e a poco serviranno gli incontri fugaci con le donne o gli atti di generosità delle persone. Le valli del Canavese, Torino, Milano fanno da sfondo a questa testimonianza indimenticabile di formazione e di sconfinamento nella prematura maturità.

Perché tornavi ogni estate, di Belén López Peiró (traduzione di Amaranta Sbardella; La Nuova Frontiera), è un crudo e diretto tracciato narrativo sul percorso di una vittima di abuso sessuale. Tutto si consuma alle porte di Buenos Aires, nella casa degli zii della protagonista, ragazzina lasciata sola a convivere con il proprio dolore. Attraverso una struttura originale per ciò che concerne plot e sequenze, l’autrice smaschera e denuncia con forza l’omertà maschilista donando ai lettori quello che potrebbe essere accolto come una sorta di manifesto della dignità femminile latinoamericana, espressione di un concetto universale: trovare il coraggio di rialzarsi davanti ai soprusi.

La lettera e il pianoforte, di Ahmet Altan (traduzione di Nicola Verderame; Edizioni E/O), è un romanzo ambientato nei primo Novecento, a Istanbul, mentre impazza la guerra contro la Bulgaria e il secolare Impero Ottomano è sull’orlo del collasso. Terzo volume del Quartetto Ottomano, La lettera e il pianoforte mantiene la struttura corale delle precedenti opere, pubblico e privato si confondono, il colpo di Stato dei Giovani Turchi si mescola alla storia d’amore di Nizam con una pianista russa. L’impianto storico del libro è un escamotage ben riuscito per attaccare la censura, gli aspetti più triviali e bigotti della religione, il nazionalismo e la violenza verso le donne che Altan osserva nel quadro generale della Turchia contemporanea.

Muse nascoste. La rivolta poetica delle donne, di Nicola Vacca (prefazione di Luigi Beneducci; Galaad Edizioni), è un tributo alle poetesse gettate nell’oblio della storia della letteratura. È un grido di giustizia, quello del critico e poeta: ricordare e studiare incarnazioni viventi della forza della parola. Amelia Rosselli, Antonia Pozzi, Marina Cvetaeva, Sylvia Plath, Claudia Ruggeri, Anne Sexton, Nadia Campana, Nina Cassian, Jolanda Insana, Margherita Guidacci, Cristina Campo, Alejandra Pizarnik, Simone Weil, Hilde Domin, Fernanda Romagnoli, Piera Oppezzo, Paola Malavasi, Eunice Odio, Lalla Romano, Ada Negri e Giorgia de Cousandier. Ribelli, fragili, controverse, resistenti, passionali, ermetiche: la mappa tracciata è quella della totalità dell’animo umano.

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