Nessuna decisione su Luigi Di Maio, ma un situazione di crisi dentro il Movimento che si logora sempre di più ogni ora che passa. Ieri notte il Consiglio nazionale M5s si è riunito via zoom con Giuseppe Conte, ma per il momento non si è parlato di espulsione del ministro degli Esteri. Anche se ormai, la scissione è nei fatti. A esporsi pubblicamente questa mattina è stato Roberto Fico, presidente della Camera e uno degli storici esponenti dei 5 stelle: “Siamo arrabbiati e delusi“, ha detto. “Noi contro la Nato? E’ una stupidaggine. Ha parlato di posizioni che nel Movimento non esistono”. Frasi che pesano ancora di più perché arrivano appunto da una figura che, sugli aspetti di politica interna al Movimento, preferisce sempre non esporsi. Di Maio ha scelto di non replicare, ma ha mandato avanti il portavoce Peppe Marici: “Stupiti e stanchi”, si legge in una nota, “per gli attacchi che diversi esponenti M5s, titolari anche di importanti cariche istituzionali, oggi hanno rivolto al ministro Di Maio, impegnato in questo momento a rappresentare l’Italia” a Lussemburgo. “Il ministro Di Maio non replicherà a nessuno degli attacchi che sta ricevendo in queste ore. C’è un limite a tutto, ciononostante non si può indebolire il governo italiano davanti al mondo che ci osserva, in una fase così delicata”.

Le tensioni sulla risoluzione: “Non ci sarà un testo M5s” – Mentre si attende la nota finale del Consiglio nazionale, che dovrebbe capire la posizione dei vertici M5s sul caso, l’altra partita aperta è quella della risoluzione di maggioranza che sarà votata in Aula dopo le comunicazioni di Mario Draghi. Oggi alle 15.30 i delegati dei partiti di maggioranza dovranno vedersi per sciogliere il “nodo armi”, lo stesso nodo sul quale il Movimento si è spaccato nel weekend. Sabato è infatti stata fatta circolare una bozza di alcuni senatori M5s, nella quale il Movimento chiedeva l’impegno del governo a non inviare altre armi a Kiev. Una proposta che, secondo Di Maio, “ci disallinea dalla Nato” e “mette a rischio al sicurezza dell’Italia“. Conte e i suoi hanno fatto sapere che sono pronti a una mediazione e quel testo è una versione superata. Oggi vedremo che posizione il Movimento deciderà di tenere sul punto. In mattinata c’è stata una pre riunione dei componenti M5s in commissione Esteri e Politiche Ue. Secondo quanto filtra dall’incontro non ci sarà una risoluzione separata del M5s, ma si lavorerà in linea con la maggioranza a una risoluzione condivisa. Sono in corso – apprende LaPresse – ancora interlocuzioni con le varie forze che sostengono il governo.

Il vertice notturno – I 14 membri del Consiglio nazionale si sono riuniti nella notte insieme al presidente M5s. All’ordine del giorno c’era appunto la crisi aperta da Di Maio e la linea politica da tenere sul caso delle armi all’Ucraina. Conte, hanno fatto sapere fonti a lui vicine, si è detto “molto rammaricato” per le parole usate dal capo della Farnesina. Ma nel corso del vertice, è la ricostruzione dell’agenzia Adnkronos, è emersa chiaramente la preoccupazione per una “implosione del Movimento” nel caso in cui non si riesca a ricompattarsi. Nel corso delle quattro ore di riunione notturna è stata anche ribadita la linea sulla risoluzione: il Movimento continuerà nella mediazione con il resto della maggioranza sulla risoluzione unitaria, ribadendo la centralità del Parlamento, ma senza creare problemi. Nessun riferimento perciò alle armi, ma a una de-escalation militare e alla centralità del Parlamento.

Ma all’interno del gruppo, alcuni componenti hanno sottolineato i rischi che emergerebbero da una frattura interna. Come scrive Adnkronos, è stato l’ex ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, a chiedere di evitare attacchi personali, il muro contro muro, la lotta tra fazioni. Come lui, altre voci hanno chiesto di evitare la guerriglia interna. Bonafede ha sollevato la questione richiamando l’intervista su Repubblica del vicepresidente grillino Riccardo Ricciardi che ha parlato del responsabile della Farnesina come un “corpo estraneo” al Movimento. Parole che a suo parere possono solo danneggiare il M5s e per questo ha invitato Ricciardi alla compattezza e all’unità, evitando attacchi personali “che finiscono per fare male a tutti, ledendo innanzitutto il Movimento”. Chiara Appendino ha invece messo in guardia dal rischio “Armageddon” – ovvero che il Movimento imploda proprio a causa della guerra interna – e che potrebbe scaturire da una comunicazione aggressiva, dagli attacchi ad personam, dal braccio di ferro tra fazioni.

Fonti interne alla riunione sostengono però che le parole di Di Maio si basino su un principio inesistente: “La linea euroatlantica non è mai stata messa in discussione”, sostengono. Lo dimostrerebbe il fatto che la bozza redatta da alcuni senatori pentastellati che chiedeva lo stop alle armi a Kiev “non è mai stata condivisa”. Era stato proprio questo documento, una volta messo in circolazione, a scatenare lo scontro. “Ci disallinea dall’alleanza della Nato e dell’Ue” e “se ci disallineiamo dalla Nato mettiamo a repentaglio la sicurezza dell’Italia”, aveva commentato proprio Di Maio.

Chi potrebbe disinnescare quella che è una potenziale bomba nel cuore del Movimento è proprio il suo fondatore, Beppe Grillo, che nelle ore passate non è intervenuto direttamente sulla questione ma ha lanciato messaggi chiari. Soprattutto quello sul rispetto della regola dei due mandati, invisa proprio a Di Maio, che per Grillo però “previene il rischio di sclerosi del sistema di potere, se non di una sua deriva autoritaria, che è ben maggiore del sacrificio di qualche (vero o sedicente) Grande Uomo”.

Le parole di Fico – Intanto, tra i primi a parlare dopo il vertice, nella mattinata di lunedì, e tra i primi a farlo pubblicamente è stato appunto Fico: “In questo momento ci sono delle frizioni all’interno del Movimento, è vero”, ha esordito, “però io non riesco proprio a comprendere che il ministro degli Esteri attacchi su delle posizioni rispetto alla Nato e all’Europa che assolutamente nel Movimento non ci sono e di cui non si sta dibattendo. Non si sta dibattendo ora e non si stava dibattendo prima”. E ha poi ribadito il concetto: “Il Movimento è saldamente ancorato all’Unione europea, abbiamo combattuto in Europa per avere i fondi del Recovery fund e sulla Nato non c’è alcuna discussione in corso, è saldamente ancorato al Patto Atlantico”. A chi gli parla di uno scontro in corso tra Conte e Di Maio, la terza carica dello Stato ha risposto che “non c’è alcun Conte-Di Maio, state sbagliando prospettiva. L’unica cosa che c’è è, al massimo, Movimento-Di Maio perché attaccare il M5s su posizioni che non sono in discussione dispiace a tutta la comunità del Movimento. È questo il punto”. Anche sul tema di una possibile strategia dimaiana per cercare un distacco dal Movimento e costruire una sua corrente, forte di un buon bacino di voti, in vista delle elezioni del 2023 Fico non offre risposte certe, ma non esclude la possibilità: “Non ho idea di quello che fa Luigi su una costruzione di altro, perché non ne ho contezza. Poi, se si sta costruendo qualcos’altro, lo vedremo solo vivendo“.

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