di Raffaele Garbellano

Recentemente ho sentito da più parti parlare bene di Giorgia Meloni. In tanti hanno apprezzato la rassicurante svolta conservatrice. Anche a valle dei risultati elettorali recenti, mi sono fatto qualche domanda sul favore che gode in questo momento Fratelli d’Italia, non tanto da parte dell’elettorato quanto da parte dell’establishment.

A pensarci bene all’interno di FdI sta accadendo lo stesso fenomeno che finora ha caratterizzato il consenso della Lega negli ultimi anni. La coesistenza di due anime: quella sovranista e popolare e quella conservatrice. La prima è decisiva per il consenso di massa. Offre una risposta nazionalistica, protezionista e tradizionalista sul piano dei valori alle difficoltà della popolazione. Ma da sola non sarebbe sufficiente. Ha bisogno della legittimazione dell’establishment, inteso come l’insieme dei poteri economici e politici.

Ecco che la svolta conservatrice rassicura (anche lessicalmente) questi ultimi, i quali accettano la presenza di istanze populiste, pur di vedere assicurata la conservazione dello status quo. E tutto sommato niente di nuovo, dato che questo dualismo è una costante storica nelle diverse espressioni delle destre, dall’inizio del Novecento a oggi.

Mi permetto una riflessione ulteriore. Nelle nostre democrazie occidentali questo connubio tra potere economico e sovranismo populista si manifesta in forme ovviamente legittime e congruenti con il sistema di valori democratici. Negli Stati con sistemi democratici più deboli invece (penso all’Est europeo) il fenomeno si declina in modo decisamente più reazionario e discutibile dal punto di vista dei nostri valori. Ma esiste sempre con (e probabilmente per) il favore dei poteri economici.

L’estrema forma dello stesso paradigma la vediamo in Russia e in sistemi di governo simili. La dittatura mascherata da democrazia che si fonda sempre sugli stessi pilastri: nazionalismo e conservatorismo sul piano del consenso popolare e appoggio del potere economico, in questo caso oligarchico.

Allora, mentre i servizi segreti indagano sui presunti sostenitori di Putin in Italia, dovremmo invece chiederci quale sia il modello a cui tendere per la nostra società. Dovremmo chiederci se davvero preferiamo un modello economico con una scarsa distribuzione della ricchezza e con risposte regressive al bisogno di protezione sociale.

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