di Pietro Francesco Maria De Sarlo

Mi spiace questa volta di non essere d’accordo con Travaglio ma l’articolo sul Corsera, a firma Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini, sui putiniani d’Italia proprio non riesco a prenderlo sul serio. Mi pare più il segno di una triste deriva del giornalismo italiano con delle vene di comicità surreali, che credo involontaria, frutto della pochezza intellettuale della epoca in cui tristemente sopravviviamo.

Leggo: Quello degli ucraini bollati come “neonazisti” è un filone molto battuto dai sostenitori di Putin e spesso rilanciato da Alberto Fazolo. È un economista e pubblicista che in tv e su Facebook ha sostenuto che “i giornalisti uccisi in Ucraina negli ultimi 8 anni sono 80 e questo numero elevato è correlato alla presenza di formazioni paramilitari di matrice neonazista”. In realtà, evidenziano gli analisti, “i giornalisti uccisi a partire dal 2014 sono circa la metà, ma il post di Fazolo ha registrato moltissime condivisioni sia su profili Facebook filorussi, sia su canali Telegram”. Ma che volevano dire le giornaliste? Che fino a 40 giornalisti uccisi si è una democrazia occidentale scevra da neonazisti e a 80 no? Basterebbe questo, ma c’è dell’altro.

E poi: La campagna di strumentalizzazione via social si concentra sull’immagine delle bolle di spedizione dei dispositivi militari, sottolineando la data dell’11 marzo: una settimana prima dell’approvazione del decreto in Parlamento che avverrà il 18 marzo. A condurre gli attacchi è Maria Dubovikova, giornalista russa. Perdonatemi ma quale è la data vera sulle bolle? Perché se è l’11 marzo qualcuno ha violato una valanga di articoli di legge e sarebbe un vero scoop. Le giornaliste chiariranno?

Secondo l’articolo del Corriere alcune frasi di un libro dell’ottantaquattrenne Manlio Dinucci: Sono stati citati da Putin nel discorso del 9 maggio per le celebrazioni del Giorno della vittoria. Potrei sapere, così per curiosità, quali frasi ha ‘plagiato’ Putin? Con tutto il rispetto per il signor Dinucci ma se è così Putin è messo proprio maluccio. Neanche uno spin doctor russo?

Riguardo Orsini: Inizialmente si era sparsa la voce che era stato licenziato, ma la Luiss in realtà ha più volte precisato che Orsini è «un professore associato dell’Ateneo ma che l’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale da lui diretto è giunto a scadenza e non sarà rinnovato come comunicato il 30 aprile» quindi quando Orsini era già finito al centro delle polemiche per le apparizioni televisive. Ma come? A me sembra proprio che le due giornaliste abbiano stabilito un legame causa effetto. Se non fosse stato al centro delle polemiche sarebbe stato invece rinnovato l’Osservatorio? L’articolo non precisa.

Sotto tiro anche Cesare Sacchetti, “che sul suo canale Telegram conta oltre 60mila iscritti”.

L’Ue è costretta a tornare sui propri passi e a pagare il gas in rubli. Strano che non ci sia nell’elenco dei putiniani anche Sky TG24 visto che il 22 aprile 2022 scrive: “Negli scorsi giorni Bloomberg ha riportato come dieci Stati dell’Unione europea avrebbero deciso di aprire il conto. Altri quattro Stati avrebbero invece già completato i pagamenti seguendo il nuovo procedimento. Tra i Paesi che avrebbero aperto il conto ci sarebbe anche l’Italia. I pagamenti che Eni dovrà fare a Gazprom sono in scadenza per metà maggio”.

Fortuna che c’è Franco Gabrielli che dice che l’intelligence italiana: “non ha mai stilato alcuna lista di politici, giornalisti, opinionisti o commentatori, né ha mai svolto attività di dossieraggio”. E vorrei anche vedere che dicesse il contrario. Credo che invece l’attività di dossieraggio, come in tutti i paesi del mondo, l’intelligence la faccia e come! Spero che, come negli ultimi 77 anni, lo faccia nell’interesse del Paese e con la dovuta discrezione e poche ‘deviazioni’. Piero Ottone nel mentre si rigira nella tomba.

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