“Violazioni dei diritti dei cittadini russi” che vivono in Italia e “un’aperta campagna anti-russa da parte dei media italiani”. La denuncia appare in un lunghissimo post su Facebook dell’Ambasciata russa in Italia che fa riferimento a un rapporto del ministero degli Affari Esteri nel qualche tra le altre cose si da riferimento alla “crescita di sentimenti russofobi nella società italiana”. Nel report vengono segnalati atti di vandalismo e aggressioni. “Le missioni diplomatiche russe in Italia – sei legge nel post – ricevono regolarmente segnalazioni dai loro connazionali sulle minacce che ricevono. L’incidente che ha coinvolto una studentessa russa di 19 anni dell’Università di Bologna che si è recata dal medico per ottenere un certificato di disabilità uditiva ha suscitato il maggior clamore nell’opinione pubblica russa. L’operatore sanitario non solo ha rinviato la ragazza per un esame approfondito (nonostante negli anni precedenti ciò non sia stato richiesto), ma si è anche rifiutato di togliersi la mascherina medica per dare alla paziente la possibilità di leggere le labbra. Poi il medico italiano ha cacciato la ragazza dall’ufficio, sostenendo che ‘non gli piaceva’ il presidente della Russia”.

Il post prosegue con l’elenco con la cronaca dei fatti che hanno riguardati artisti russi come quello del direttore d’orchestra Valery Gergiev “a cui era stato chiesto di condannare pubblicamente le azioni della Russia in Ucraina”. L’artista non ha più lavorato al Teatro alla Scala, anche per la posizione presa dal sindaco di Milano Beppe Sala, ma anche a Vienna e Monaco ed è stato in qualche modo “risarcito” dallo stesso Putin con la nomina alla direzione dei teatri Bolshoi e Mariinsky. C’è poi il caso dello scorso aprile quando il Teatro Comunale di Lonigo di Vicenza, su richiesta del ministero della Cultura ucraino, ha annullato il balletto Il lago dei cigni, che avrebbe dovuto essere eseguito da un gruppo di danza ucraino. Il motivo era anche la nazionalità di Piotr Tchaikovsky. Lo stesso giorno, Il lago dei cigni è stato cancellato al Teatro Bellini di Napoli“. Vengono poi segnalati casi “di servire cittadini russi, compresi i dipendenti delle rappresentanze diplomatiche da parte di singole banche italiane…. In alcuni casi, i problemi con i servizi bancari sono stati risolti con l’aiuto di avvocati locali”.

Nel report viene segnalato anche che “i dipendenti della Missione permanente russa presso la Fao (che ha sede a Roma, ndr) e di altre organizzazioni internazionali a Roma hanno dovuto quindi affrontare il rifiuto dell’operatore mobile Vodafone di collegare un nuovo numero a un contratto di servizio già esistente o di stipulare un nuovo contratto di servizio individuale. A giustificazione del proprio operato, i dipendenti Vodafone hanno sottolineato il fatto che la carta d’identità diplomatica rilasciata dal Ministero degli Affari Esteri italiano non è un permesso di soggiorno e non conferma la presenza di una registrazione permanente nel Paese”.

“I connazionali – viene poi denunciato – sono preoccupati per il limitato accesso ai media russi in Italia e, di conseguenza, per la mancanza di informazioni obiettive sulla politica e sulle azioni della Russia nel quadro dell’operazione militare speciale, che è particolarmente significativa nel contesto della pressione propagandistica dell’Occidente, e per l’aperta campagna anti-russa dei media italiani. La trasmissione di informazioni sugli eventi che si svolgono nel mondo viene effettuata esclusivamente sulla base di fonti occidentali o ucraine. Questo approccio parziale ha un’influenza chiave sull’atteggiamento degli italiani nei confronti dei cittadini russi che vivono in Italia, così come degli immigrati di lingua russa dall’ex Unione Sovietica”. In realtà solo un mese era scoppiato un caso internazionale per l’intervista del ministro degli Esteri russo Lavrov a Rete4. Un intervento che aveva scatenato l’indignazione anche di Israele per una serie di affermazioni prive di ogni fondamento. L’intervista del diplomatico era stata la prima a essere raccolta da un media europeo. Infine nel post si parla delle “decisioni delle organizzazioni regionali italiane di interrompere o sospendere la cooperazione con le associazioni partner russe, così come le minacce in arrivo contro le stesse associazioni russe e i loro singoli membri, testimoniano anche la crescita dei sentimenti russofobi nella società italiana”, conclude il post dell’ambasciata russa.

“In Italia nessuno sta portando avanti una campagna anti-russa, i media hanno solo raccontato le crudeltà commesse dall’esercito russo. Basta con questa mistificazione della realtà e con le provocazioni. L’Italia – afferma il ministro Luigi Di Maio dopo la denuncia dell’ambasciata russa a Roma. – rispetta il popolo russo, che nulla c’entra con le folli scelte di Putin, e continuerà sempre a rispettarlo. Putin si sieda al tavolo delle trattative e metta la parola fine a questa guerra”.

“I media italiani svolgono il proprio lavoro in maniera egregia, e dall’inizio di questa atroce e sanguinosa guerra che – continua il responsabile della Farnesina – Putin sta portando avanti in Ucraina, hanno raccontato i fatti in modo professionale, con inviati sul campo che hanno rischiato la vita per documentare i tragici fatti. Tutto questo, mentre in Russia è vietato parlare di guerra, mentre vengono censurate le immagini terrificanti di civili ucraini uccisi dalle bombe russe, mentre manifestanti russi vengono arrestati perché si oppongono alla guerra. Con la Russia bisogna tenere un canale aperto di dialogo, perché solo la Russia può portarci alla pace, ed è quello che stiamo facendo. Al tempo stesso, però, i nostri mezzi d’informazione non possono prendere lezioni di giornalismo dalla Russia, né tantomeno ricevere minacce”.

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