Svetta alta la bandiera monegasca a Montecarlo: è un Charles Leclerc super quello visto finora nel weekend di casa sua, il vero mago del giro secco. E il duo Max Verstappen-Red Bull deve inseguire ancora, come era già accaduto a Miami e Barcellona. Il corretto bilanciamento di una monoposto che ha (sin da inizio stagione) come principale qualità l’agilità tra le curve di medio-alto carico, ha fatto sì che entrambe le Rosse finissero indiscutibilmente davanti alle rivali anglo-austriache, più prestazionali sul dritto (caratteristica che nulla ha a che fare col circuito del Principato). Sergio Pérez, terzo, è lontano 253 millesimi, Verstappen è quarto, ma con la rabbia in corpo per la bandiera rossa arrivata a 30 secondi dalla fine delle qualifiche, complici il compagno di squadra messicano e Sainz. Il suo ultimo tentativo dopo un giro di raffreddamento, infatti, lo aveva visto chiudere nel primo settore in 18.8 contro il 18.7 di Leclerc, segno che il campione del mondo 2021 non avrebbe raggiunto il monegasco — che nel frattempo si stava migliorando di quattro decimi nella prima sezione di circuito — ma avrebbe potuto chiudere al secondo posto.

Verstappen, la prima fila era possibile
Una posizione nettamente migliore per l’olandese del quarto finale, per così tentare l’attacco alla partenza su un circuito stretto e che non permette sorpassi. Verstappen avrebbe potuto mettersi davanti alla Ferrari di Sainz e alla Red Bull di Pérez, anche loro in pieno giro lanciato, ma con primi settori non alla pari dei primi due. Il tutto prima del botto del Portier, che ha chiuso in anticipo la sessione come accaduto già nel 2021. Allora, l’errore fu di Leclerc, che centrò il primo posto ma andò a sbattere contro le barriere delle Piscine, danneggiando la trasmissione. Non bastò il lavoro di tutta una notte da parte dei meccanici del Cavallino, alla fine Charles non riuscì a prendere parte alla gara, proseguendo una maledizione che a Monaco gli dura sin da quando correva nelle formule minori.

Leclerc contro la maledizione Montecarlo
Nel 2017, in F2 con l’italiana Prema — categoria appena sotto la F1 — Charles si ritirò in entrambe le gare e tornò a casa con lo “zero” in casella. Escluso oggi, ha finora disputato tre edizioni di casa sua in F1 (quella 2020 venne cancellata per Covid). Nel 2018, nell’anno d’esordio nel Circus con l’Alfa Romeo-Sauber, ebbe un incidente con la Toro Rosso di Brendon Hartley all’uscita del Tunnel. La stagione seguente, poi, la prima con la Ferrari, si ritirò dopo aver sbattuto alla Rascasse contro la Renault di Nico Hulkenberg: il danno al fondo e la conseguente foratura lo costrinsero a dire addio anche a quel Gp. Il tutto prima dell’errore nel 2021 alle Piscine, che gli costò (probabilmente) l’unica vittoria di stagione possibile su una SF21 lontana da Red Bull e Mercedes.

L’incognita è la pioggia
Oggi, comunque, Leclerc avrà una grande occasione, così come il suo compagno di squadra. Senza errori al via e nessuna cosa fuori posto — dai pit-stop alla strategia — la Ferrari ha tutta dalla sua per rispondere alla tripletta Red Bull delle precedenti gare. Per il duo Pérez-Verstappen e per chi insegue, invece, la speranza oggi si chiama pioggia, attesa nel Principato poco prima del via. La stessa che vorrebbe Verstappen: “L’unica speranza per fare qualcosa in gara — ha detto l’olandese al suo team via-radio dopo le qualifiche, per poi concludere polemico — Succede sempre così. Bisogna cambiare qualcosa, altrimenti finisce che conviene fare un giro buono e poi metterla a muro”.

Dove vedere la gara
Oggi la gara di Montecarlo è in diretta alle 15 su Sky Sport F1, con differita in chiaro alle 18 su TV8. In totale 78 giri nel GP più corto della stagione — 260 km contro gli oltre 300 usuali –, tra le memorabili curve Mirabeau, Sainte Devote, Piscine, Noghès, Tabaccaio e Rascasse. Per Leclerc il sogno di vincere davanti ai suoi come prima volta, per la Ferrari la risposta a Verstappen e Red Bull, finiti in testa nelle classifiche Piloti e Costruttori. Dopo il Principato, poi, si volerà a Baku (il GP il 12 giugno), su una pista soprattutto di motore e con lunghi rettilinei da oltre 330 orari: caratteristiche ideali proprio per i principali rivali del Cavallino.

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