“I membri della Nato non accetteranno mai l’annessione illegale della Crimea. Ci siamo sempre opposti al controllo russo su parti del Donbass nell’Ucraina orientale”. Il segretario generale Jens Stoltenberg, in un’intervista al quotidiano Welt am Sonntag, ha detto che l’Alleanza atlantica prevede un “ulteriore aggravamento” della guerra in Ucraina “nelle prossime settimane”, e ha messo in guardia Mosca dall’uso di armi nucleari. Parole, quelle sulla Crimea, che suonano più dure di quelle pronunciate dal presidente ucraino Zelensky, che solo ieri sera si era detto disposto a “tornare alla situazione del 23 febbraio“, cioè della vigilia dell’invasione. La Crimea era già annessa dalla Russia dal 2014, quindi l’uscita del presidente di Kiev – che non ha più fatto alcuna precisazione o smentita – è stata interpretata come una volontà di non rivendicare anche quelle terre. Il ministro degli Esteri Di Maio, accreditando questa lettura, ha parlato oggi di “segnale importantissimo”. L’ipotesi invece non è ritenuta accettabile dal segretario Nato Stoltenberg, che ha usato un’espressione forte: “Non lo accetteremo mai”. Poi ha aggiunto che “saranno però il governo e il popolo ucraino a decidere in maniera sovrana su una possibile soluzione di pace”.

La Nato, ha continuato il suo segretario, continuerà ad aiutare l’Ucraina finché il Putin proseguirà con la guerra, “anche se ci vorranno mesi o anni”. Stoltenberg ha inoltre previsto “ancora più distruzione di infrastrutture critiche e aree residenziali”, sottolineando che dall’inizio del conflitto l’Alleanza non ha notato alcun movimento negli arsenali nucleari russi, il numero uno della Nato ha definito irresponsabili le minacce nucleari di Mosca. E che la guerra in Ucraina stia entrando in una “fase decisiva“, lo ha detto anche il vicesegretario generale della Nato, Mircea Geoana, nel corso di un’intervista ad Al Jazeera: “Pensiamo che le prossime settimane saranno veramente decisive, anche se la guerra potrebbe trascinarsi per un periodo di tempo più lungo”, ha precisato. Per il momento, ha proseguito, “Non vediamo in termini militari indicazioni secondo cui la Russia è disposta ad una escalation della situazione con la Nato, né che ne abbia la capacità. Quindi, probabilmente la guerra continuerà a infuriare, anche più intensamente, con ulteriori vittime e sacrifici, ma in questo momento non vediamo un rischio di escalation tra la Russia e la Nato. E stiamo anche cercando di evitare una escalation tra la Nato e la Russia”.

Nel frattempo gli Usa hanno offerto garanzie di sicurezza a Svezia e Finlandia nel periodo che passerà tra la loro richiesta di adesione alla Nato, alimentata dall’aggressione russa a Kiev, e l’accesso formale nell’Alleanza, che richiede una ratifica parlamentare per la quasi totalità degli alleati. Un periodo che potrebbe durare diversi mesi e durante il quale Stoccolma ed Helsinki non sarebbero protette dall’articolo 5, quello che prevede l’intervento degli altri Paesi membri in caso di attacco esterno. In questo caso un attacco di Mosca, che ha già minacciato una risposta e che nei giorni scorsi ha lanciato attacchi simulati con missili capaci di trasportare testate nucleari a Kaliningrad, l’enclave russa sul Mar Baltico che guarda proprio a Svezia e Finlandia.

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