Non è certo una questione Vasco sì o Vasco no. Vasco Rossi è un grande artista su questo non c’è dubbio; non è certo lui il problema. I temi in discussione sono altri, molto più complessi. Per far venire a Trento il grande artista, la giunta provinciale trentina, capitanata dal presidente Maurizio Fugatti (Lega), ha messo in campo soldi pubblici e personale della protezione civile, come mai era accaduto per altri eventi. Oltre tre milioni di euro per predisporre un’area agricola, situata nel bel mezzo della Valle dell’Adige, per questo mega evento che ospiterà 120.000 persone; un terreno di 27 ettari, cioè 270.000 metri quadrati; quindi 2,5 metri quadrati per persona, tutti concentrati in una zona dove da una parte c’è la ferrovia del Brennero e l’autostrada A22 e dall’altra la tangenziale di Trento. Che saranno bloccate per tutto il giorno del concerto, paralizzando una città.

Tre milioni per realizzare un’opera che doveva diventare la “Trentino Music Arena”; quindi, si poteva anche capire l’investimento; poi, invece tutto cambia! Finito l’evento, o poco dopo, si smantellerà tutto per costruire il nuovo ospedale di Trento, quindi letteralmente soldi buttati! Ma andiamo oltre con le spese. Oltre a quelle note e dichiarate, vi sono i costi di un dipartimento della protezione civile, con tutti i macchinari e gli operatori, che sono stati impiegati per oltre tre mesi per realizzare le opere edili sull’area; escavatori, camion, tonnellate di terra movimentate per inventarsi uno spazio per accogliere tante persone quante ne abitano a Trento. Ma non solo: aree agricole limitrofe “espropriate” temporaneamente, dietro lauto compenso ai proprietari, per ampliare la zona di sicurezza del concerto.

Non è certo Vasco il problema, ma le risorse pubbliche messe in un progetto per interesse privato. Alcuni calcoli rapidi: stimando un indotto di circa sette milioni di euro, come afferma il presidente Fugatti, si può dire che la tassazione di tale indotto resterà a Trento per circa l’80%; bene, ciò significa che stimando la metà di tale cifra come tasse, cioè 3,5 milioni, l’80%, cioè 2.800.000 euro, torneranno nelle casse pubbliche. Si spendono più soldi di quelli che rientrano nelle casse pubbliche. Bell’investimento di denaro pubblico per finalità indispensabili. E gongolano gli albergatori, ovviamente e giustamente, perché nella zona per due o tre giorni ci sarà il tutto esaurito; fa parte ovviamente dell’indotto. Guadagnano i privati con investimenti di soldi pubblici. Da qui, ovviamente le critiche, quindi non certo a Vasco.

E che dire del concerto? Che il totale incasso andrà proprio a lui, così come la gestione del food all’interno dell’area sarà di esclusivo appannaggio sempre del brand dell’artista, senza nessuna percentuale a comune o provincia che ci ha messo tutti i soldi. Nostri! Ma nessuno ha pensato, come invece avvenne a Modena, di chiedere una percentuale a copertura delle spese. Insomma, un mega spot elettorale di Fugatti & C, a spese dei cittadini; il tutto mentre i contratti del pubblico sono fermi e non si parla nemmeno di valutarne il rinnovo, mentre la sanità trentina soffre dell’abbandono di medici e dei tagli degli investimenti, che peraltro risultano tali anche nel mondo della scuola.

E non si osi alzare la testa per sollevare qualche problema, nemmeno se si parla di sicurezza; già, perché il funzionario provinciale che aveva in capo la decisione di firmare o meno l’autorizzazione al piano della sicurezza dell’evento è stato rimosso dall’incarico, poiché ha sollevato grandi perplessità sulle condizioni di sicurezza dell’area, proprio in ragione della presenza di 120.000 persone.

Ultima banalità nemmeno considerata: la zona è immersa in area agricola adiacente la città di Trento, ricca di fauna selvatica; immaginatevi che delirio per questi animali con la situazione che si genererà; compreso l’orso M49-Papillon, che sentirà il concerto proprio sotto i suoi piedi (poche centinaia di metri dall’area lager del Casteller dove è ancora in gabbia); ma questo è un problema banale ai più, ovviamente insensibili a tali argomenti e degni di nota solo per pochi ambientalisti come il sottoscritto.

Insomma un mega evento che porta molte polemiche, gestito malissimo in termini di investimenti di denaro pubblico; molte perplessità su un evento di portata troppo elevata per la città di Trento; voluto a tutti i costi da una giunta provinciale che sta tralasciando tutti gli altri problemi per occuparsi di questo evento. Passerà anche il 20 maggio, c’è da augurarsi senza incidenti, questo sicuramente. Poi, faremo i conti veri, di spese e introiti (privati, comunque). Intanto rimane la vergogna della spesa di denaro pubblico in tali momenti.

Un’ultima cosa mi sovviene: il Covid evidentemente non esiste più, dato che ci saranno 120.000 persone assembrate in poco spazio e senza mascherine. Perché mi chiedo come faranno a farci tornare in restrizione in caso contrario. Anche qui attendiamo gli sviluppi. Intanto la polemica in Trentino continua; non certo contro Vasco, che comunque riderà pensando agli introiti a costo zero come investimenti; grande cosa fare impresa così, comunque.

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