Secondo quanto riportano siti russi, ai media statali sarebbe stato proibito di citare nei loro materiali il capo della Cecenia Ramzan Kadyrov, senza avere prima ottenuto un permesso dall’alto. Un tentativo evidente di arginarne la visibilità: il leader ceceno è stato molto attivo sui social network dall’inizio della guerra. I pezzi sul leader ceceno dovranno quindi prima essere autorizzati dai vertici delle singole testate che a loro volta dovranno ricevere un via libera dalle autorità politiche.

Fonti giornalistiche spiegano questo diktat potrebbe essere il motivo del mancato rilancio da parte dell’agenzia ufficiale Tass del messaggio di Kadyrov sulla resa di 260 militari ucraini. La stessa agenzia ha iniziato a ritardare in maniera sempre più evidente – o addirittura a non pubblicare – notizie sul conflitto in Ucraina ritenute ‘scomode’. A Kadyrov verrebbero contestate le affermazioni sui presunti successi dei combattenti ceceni ma anche le critiche al portavoce del Cremlino Dmitry Peskov per essersi rifiutato di chiamare ‘traditori’ gli artisti che hanno lasciato la Russia.

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