Porto illegale di armi e di caccia di frodo sia al di fuori del periodo venatorio che in aree protette. È stato condannato dal gup di Imperia, Massimiliano Botti, 2 anni e 4mila euro di multa il sindaco di Triora (Imperia) Massimo Di Fazio. Il primo cittadino era finito ai domiciliari nel 2019 per una ipotizzata partecipazione a battute di caccia al cinghiale non consentite. Il pm Luca Scorza Azzarà aveva chiesto 2 anni e 10 mesi.

L’inchiesta risale al 2019 e le indagini vennero condotte dalla polizia postale attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali condotte anche con l’uso di malware utilizzati per infrangere i sistemi informatici. Anche altre cinque persone sono state condannate. Gli imputati sono tutti accusati, a vario titolo, di porto illegale di arma da sparo, bracconaggio e uccisione di animale. Il giudice ha poi accolto le istanze di non luogo a procedere per tre imputati che avevano scelto il rito ordinario e le tre richieste di messa alla prova ai servizi sociali. Il non luogo a procedere nasce dal fatto che i tre erano finiti sotto inchiesta sulla base delle intercettazioni telefoniche di un altro processo a carico del sindaco Di Fazio e per questo motivo inutilizzabili in base a un pronunciamento della Cassazione. Nei confronti del sindaco Di Fazio, in carica dal 2018, era stato pure contestato l’uso del fucile, malgrado la revoca del porto d’armi in Italia. La difesa, sostenuta dall’avvocato Alessandro Moroni, aveva cercato di dimostrare che l’attività di caccia si era svolta in territorio francese, dove era in possesso di regolare permesso.

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