Sono 88.173 i nuovi contagi da Covid nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 30.630. Le vittime sono invece 194, in aumento rispetto alle 125 di ieri. Il numero di vittime registrate da inizio pandemia supera quota 160mila: sono 160.103. Il confronto con una settimana fa dice che le infezioni sono in calo (88.173 vs 99.457) e i morti in aumento (194 vs 177). È sostanzialmente stabile il numero di persone attualmente positive al coronavirus Sars Cov 2: sono 1.274.388, 83 in più nelle ultime 24 ore. In totale sono 14.966.058 gli italiani contagiati dall’inizio della pandemia. I dimessi e i guariti sono 13.531.567, con un incremento di 88.637 rispetto a ieri.

Sono 588.576 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati, ieri erano stati 211.214. Una settimana fa i tamponi erano stati 660.708. Il tasso di positività è al 14,98%, in aumento rispetto al 14,5% di ieri. Sono 471 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 12 in meno di ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 57 mentre martedì scorso erano stati 11 di meno ovvero 46. I ricoverati nei reparti ordinari sono 10.246, ovvero 5 in più rispetto a ieri mentre una settimana fa erano stati 244.

Secondo i dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) del 4 aprile 2022 l’occupazione dei posti nei reparti ospedalieri di ‘area non critica’ da parte di pazienti con Covid-19 sale di un punto percentuale raggiungendo il 16% (un anno fa era al 43%) e supera il 20% in 7 regioni: Umbria (40%), Calabria (34%), Basilicata (26%), Sicilia (27%), Marche (24%), Puglia (23%), Abruzzo (22%). L’occupazione delle terapie intensive, invece, è stabile al 5% in Italia (mentre esattamente un anno segnava il 41%), ma resta al 10% in Calabria e al 12% in Sardegna.

Nel dettaglio, in base al monitoraggio quotidiano Agenas, l’occupazione dei posti nei reparti ospedalieri di area medica (o non critica) da parte di pazienti con Covid-19 cala in Basilicata (26%) e Molise (15%), ma cresce in 7 regioni o province autonome: Calabria (al 34%), Emilia Romagna (14%), Marche (24%), Lombardia (11%), Sicilia (27%), Toscana (18%) e Valle d’Aosta (17%).È stabile nelle restanti 12 regioni: Abruzzo (al 22%), Campania (18%), Friuli Venezia Giulia (11%), Lazio (19%), Liguria (15%), Pa di Bolzano (12%), Pa Trento (al 12%), Piemonte (9%), Puglia (23%), Sardegna (20%), Umbria (40%) e Veneto (9%).

Sempre a livello giornaliero, l’occupazione delle terapie intensive da parte di pazienti con Covid-19 cala in 6 regioni: Abruzzo (al 7%), Basilicata (1%), Campania (6%), Emilia Romagna (3%), Friuli Venezia Giulia (4%) e Sicilia (7%). Cresce, invece, in 3: Pa Bolzano (al 4%), Toscana (8%), Umbria (3%). In Valle d’Aosta e Molise (0%) variazione non disponibile. La percentuale è stabile nelle restanti 10 regioni o province autonome: Calabria (al 10%), Lazio (8%), Liguria (4%), Lombardia (2%), Marche (4%), Pa Trento (2%), Piemonte (5%), Puglia (8%), Sardegna (12%) e Veneto (3%). .

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