E’ passato oltre un mese da quando il criminale Putin ha iniziato la guerra di invasione contro l’Ucraina. L’America ci aveva avvisato, ma molti politici nostrani amici di Putin e i grandi esperti delle solite trasmissioni tv, ci dicevano che mai il presidente russo avrebbe usato la violenza e bombardato l’Ucraina.

Il 24 febbraio la guerra è iniziata e ad oggi, purtroppo, non è ancora finita. Le bombe di Putin hanno completamente tolto il grande velo di ipocrisia che circondava l’operato del Cremlino nel mondo e soprattutto nel nostro Paese. Ogni giorno di assurda, vigliacca e criminale guerra voluta dalla Russia ci sta facendo scoprire i legami stretti fra Putin e parte della società italiana.

Abbiamo visto e ricordato i legami ancora ben saldi fra la Lega di Salvini e il partito di Putin.
Abbiamo visto i rapporti di Conte e dei grillini con la Russia.
Abbiamo notato ancor oggi il silenzio di Grillo sulla guerra contro l’Ucraina.
Fa ridere ad esempio che molti grillini usino in rete denigrare il presidente ucraino, Zelensky, per il suo passato da comico. Ma oltre alla prima risata fa sempre più inorridire verificare che su parte dell’informazione italiana ci sia la lunga mano del Cremlino.

Non è più un mistero che molti siti Internet che prima sostenevano tesi no vax e no green pass siano diventati ora siti di propaganda russa. Intrecci incredibili che iniziano a far riflettere. Come devono far riflettere le grandi speculazioni ed investimenti degli oligarchi russi in Italia. Il tutto oltre al grave problema energetico, ossia alla dipendenza dal gas russo: negli ultimi 10-15 anni, sostiene Draghi, tale dipendenza è stata aumentata complici anche i blocchi voluti dai 5stelle contro il Tap e le trivellazioni.

Insomma, pian piano la storia di quello che è accaduto in Italia con la Russia dovrà essere analizzata e studiata attentamente. Così come dovrà essere ben verificata nel periodo di piena pandemia. Infatti, anche in questo caso Conte fece arrivare con molte ombre una folta delegazione russa in Italia per non meglio precisate operazioni sanitarie. Il tutto è oggetto di analisi.

Ma non basta.

Bisogna ricordare che sempre i filo putiniani da subito hanno cercato di mascherarsi da novelli pacifisti particolari. La loro concezione di pace è molto peculiare: a loro dire la pace la dovevano fare e la dovrebbe fare l’Ucraina in modo unilaterale, ossia non difendersi e arrendersi a Putin. Per questi grandi filosofi, professori esagitati e vecchi comunisti amanti della patria Russia la pace la si potrebbe ottenere con la non difesa del popolo ucraino. E da qui la grande demagogica lotta contro le armi e l’aumento delle spese militari.

Se l’Ucraina avesse dato retta a questi personaggi oggi Putin avrebbe conquistato una Nazione sovrana con tutte le conseguenze geopolitiche del caso. Merita anche in questo caso evidenziare quella che considero ancora una volta la ridicola posizione di Giuseppe Conte.

Galvanizzato dalle sanatorie per riconfermarlo leader dei grillini, ove ha preso il 36% dei voti degli aventi diritto (ve lo preciso altrimenti fate finta di non capire, ossia 42% ha partecipato al voto e circa il 6% non ha votato sì per Conte), il facente funzioni pugliese del Movimento 5Stelle si è messo a protestare contro il governo per l’aumento delle spese militari. Ma il povero Conte non ha a che fare con un suo valletto.

Il Premier Draghi gli ha ricordato con la freddezza dei numeri che gli accordi con la Nato sono stati ratificati anche dai precedenti governi Conte e che gli aumenti sono stati maggiori rispetto a quello del governo Draghi. Insomma, la solita pagliacciata contiana. Ma il problema più grave sono le motivazioni che spingono Conte a queste figuracce: dire che in Italia ci sono altre priorità oltre ad essere banale e demagogico e insensato. Gli aumenti erano già stati previsti e concordati dallo stesso Conte: l’unica motivazione che ritengo valida potrebbe essere legata al rapporto con la Russia. Perché è indiscutibile che la posizione di Conte andrebbe a favore di Putin in un momento delicato per l’intera comunità mondiale.

Per questo Draghi ieri è andato direttamente da Mattarella.
E per questo che la Ditta del Pd non può far finta di non vedere: l’alleato strutturale del Pd è questo, quello che ha legami e posizioni filorusse. E su questo non ci possono più essere giustificazioni. L’Italia è un Paese Europeo e un Paese Nato, non ci possono essere ambiguità. E se il Pd non vuole trascinarsi questa ambiguità stacchi la spina alle vanità di un Conte Tacchia qualunque.

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