Vladimir Putin insiste sul pagamento in rubli del gas russo per i paesi giudicati ostili, in sostanza tutta Europa. Il Cremlino ha fatto sapere che il presidente attende un rapporto dal Gabinetto dei ministri, dalla Banca centrale russa e da Gazprom sull’attuazione della nuova metodologia di pagamento. “Il governo della Federazione Russa , insieme alla Banca di Russia e alla società per azioni Gazprom, dovrebbe attuare una serie di misure per modificare la valuta di pagamento delle forniture di gas naturale ai Paesi dell’Unione Europea e ad altri Paesi che hanno introdotto misure restrittive nei confronti dei cittadini della Federazione Russa e delle persone giuridiche russe, al rublo russo. Rapporto – 31 marzo 2022, poi mensile”. Nelle intenzioni di Putin il pagamento in rubli dovrebbe partire già da aprile.

Oggi l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi ha affermato che “L’Eni non pagherà il gas russo in rubli. Eni non ha rubli; i contratti prevedono il pagamento del carburante in euro e i contratti dovrebbero essere modificati per cambiare i termini”, afferma sottolineando che “l’Europa dovrebbe guardare all’Africa per più forniture di gas”. “L’Europa – conclude – è una scatola vuota quando si tratta di energia”. I paesi del G7 hanno detto che chiedere il pagamento in rubli per il gas russo è “inaccettabile” e mostra che il presidente russo Vladimir Putin ha “le spalle al muro”. Lo ha detto il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck in una dichiarazione resa nota da Berlino in quanto presidente di turno. “Tutti i ministri del G7 hanno convenuto che si tratta di una chiara violazione unilaterale dei contratti esistenti (…) il che significa che un pagamento in rubli non è accettabile”, ha detto Habeck dopo una riunione virtuale con i suoi omologhi del G7.

“L’Europa non vuole pagare il gas in rubli? Certamente la Russia non distribuirà gratis il proprio gas, “non faremo beneficenza”, ha garantito il portavoce del Cremlino, Dmitry Pesko secondo la Tass. Peskov non si è sbilanciato sulle contromisure che Mosca potrebbe adottare al diniego occidentale sul pagamento delle forniture in rubli come richiesto dall’amministrazione russa riferendosi a “Paesi ostili” non meglio identificati. “Ma di sicuro non forniremo gas gratuitamente, questo è certo. È quasi impossibile fare beneficenza nella nostra situazione”, ha aggiunto Peskov.

Difficile però che in questa fase si possa far leva sull’interpretazione giuridica dei contratti. La mossa di Putin non fa altro che portare in superficie la contraddizione di fondo europea che ogni giorno versa a Mosca circa un miliardo di euro per gas, petrolio e carbone contribuendo indirettamente a finanziare la guerra che condanna. Il colosso statale russo Gazprom ha reso noto oggi che il transito di gas verso l’Europa attraverso l’Ucraina procede normalmente con un flusso di 109,5 milioni di metri cubi al giorno. Gli Stati Uniti hanno concordato la fornitura di 15 miliardi di metri cubi di gas liquido all’anno all’Europa. Si tratta di circa un decimo del gas che l’Unione europea importa annualmente dalla Russia.

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