A un mese dallo scoppio della guerra, avvenuto lo scorso 24 febbraio, secondo i dati di Unhcr, sono oltre 3 milioni i profughi che hanno lasciato l’Ucraina per cercare rifugio negli Stati limitrofi come Polonia, Romania, Ungheria, Slovacchia e Moldavia. Tra questi, oltre a donne e bambini, anche diverse ragazze molto giovani, poco più che maggiorenni, costrette a volte a viaggiare da sole senza i propri genitori.

”Sono contenta di essere arrivata in Polonia – ci racconta Polina, una ragazza che in seguito ai bombardamenti a Kiev ha abbandonato l’università di psicologia che stava frequentando – sono scioccata, ho solo 20 anni e non ero preparata a questa situazione, adesso devo pensare a come sopravvivere”. ”Ho alcuni colleghi che studiavano medicina con me che sono nell’esercito – aggiunge una giovane ventunenne fuggita dall’Ucraina insieme alla cugina diciasettenne – non ho molte notizie. Vedere tutti quei video e quelle foto (della guerra), è difficile. Quando è scoppiato il conflitto – continua – abbiamo cercato su Google un posto dove poter scappare, dove ripararci dalle bombe.”

”I primi giorni ci siamo nascosti nello spazio sotto terra che abbiamo a casa – racconta Liza, diciottenne, poco dopo aver oltrepassato la frontiera polacca – abbiamo dato ospitalità ad altre 30 persone del quartiere. Tra loro ci sono anche tanti ragazzi che come me vorrebbero scappare verso un posto sicuro, ma non possono perché maschi”. ”Io avevo molti amici – confida Zoya, 21 anni, che a Kiev studiava per diventare attrice – adesso ci troviamo tutti in posti diversi e riusciamo a sentirci solo tramite i social media”. ”Vorrei poter tornare in Ucraina, mi piaceva l’università – conclude Polina – mi piaceva la mia facoltà e vorrei poter studiare ancora”.

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Ucraina, questa è una guerra tra narrazioni: dobbiamo capirlo prima che sia tardi

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