Sarà a porte chiuse il processo a Tempio Pausania il processo che vede imputati Ciro Grillo, figlio del comico e fondatore del M5S, Beppe, e i suoi tre amici Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria, accusati di violenza sessuale di gruppo su una studentesse in Costa Smeralda nel 2019. All’apertura del dibattimento con rito ordinario le parti civili hanno presentato l’istanza a cui si sono associate e difese e il procuratore Gregorio Capasso. Non sono presenti né i quattro imputati, né la studentessa che ha denunciato e l’amica che era presente all’interno della villa. Oltre 70 i testimoni citati.

Sono stati tutti ammessi i testimoni tranne – al momento – due giornalisti che erano stati citati dalla parte civile. Dovranno così presentarsi in aula, nel corso delle prossime udienza, la moglie di Beppe Grillo, Parvin Tadijk, che la notte del presunto stupro dormiva nello stesso residence, ma anche il ragazzo norvegese, citato dalla difesa degli imputati, che secondo quanto raccontato dalla ragazza agli investigatori, avrebbe abusato di lei. Anche se la giovane non lo ha mai denunciato. “Ma sarà sentito solo sui fatti non sulle sue abitudini sessuali – tiene a sottolineare Giulia Bongiorno – dunque la sua testimonianza è stata ammessa”. E ancora, psicologi e medici legali, tra cui la psicologa che ha in cura la giovane, che nel frattempo si è trasferita all’estero. Il processo è stato rinviato al prossimo primo giugno.

Ammesse anche tutte le intercettazioni. “In quell’hard disk c’è tutto lo scambio di messaggistica, di chat che c’è stato tra la mia assistita e altre persone, a mio avviso è una prova importante perché attesta la genuinità di quanto racconta dopo la sua esperienza. Dunque questo hard disk farà parte del patrimonio in dibattimento. Ci sono poi state delle discussioni su alcuni documenti – dice – quello che è entrato nel fascicolo è l’accertamento irripetibile di intercettazioni e chat che a mio avviso sono molto importanti” ha detto l’avvocata Giulia Bongiorno, che tutela la studentessa. La prossima udienza è stata fissata per il prossimo 1 giugno.

La denuncia che ha fatto scattare l’inchiesta era partita dalla ragazza italo-norvegese che rientrata a casa dopo le vacanze in Sardegna si era rivolta ai carabinieri a Milano. Ai militari aveva raccontato di essere stata stuprata dai quattro amici nella villa di Grillo senior in Costa Smeralda, dopo una serata trascorsa al Billionaire. Proprio nel locale notturno la studentessa e la sua amica avevano conosciuto i quattro ragazzi e, non trovando un taxi che le riaccompagnasse al B&B di Palau dove alloggiavano, avevano poi accettato di essere ospitate nella casa di Grillo.

Nella denuncia la giovane, all’epoca 19enne, ha dichiarato di essere stata costretta a bere vodka, quindi stuprata prima dal solo Corsiglia e in un secondo momento anche dagli altri tre. Tutto è stato ripreso con gli smartphone dai quattro amici, video e foto che sono agli atti del processo insieme ai tanti messaggi in chat scambiati fra di loro e fra le due ragazze. Dopo l’analisi delle immagini sequestrate, la Procura di Tempio ha modificato il capo d’imputazione accusando il gruppo di stupro anche nei confronti della seconda ragazza, oggetto di foto oscene scattate mentre lei dormiva.

Fatti che ora saranno discussi in aula con le deposizioni decisive dei tanti testimoni citati dalle parti: una quarantina quelli chiamati dal procuratore Capasso, altri trenta dal collegio difensivo composto dagli avvocati genovesi Gennaro Velle, Ernesto Monteverde, Sandro Vaccaro, Enrico Grillo (nipote di Beppe), Andrea Vernazza, Romano e Barbara Raimondo. e dai legali sassaresi Mariano Mameli e Antonella Currureddu. Più i testi citati dagli avvocati di parte civile, Giulia Bongiorno, che rappresenta la ragazza e Vinicio Nardo che tutela la sua amica. Nel lungo elenco dei testimoni ci sono la moglie di Beppe Grillo, Parvin Tadijk, che soggiornava nella villa la notte del presunto stupro, e il figlio acquisito di Grillo senior, Matteo Scarnecchia.

Sarebbe stato lui a filmare Ciro mentre scambiava baci in discoteca con una delle presunte vittime, la notte tra il 16 e 17 luglio 2019. In aula si annuncia anche battaglia fra periti: alla psicologa nominata dalla Procura la difesa opporrà la sua, Lucia Pattoli. Sulla parte tecnica il pool difensivo cita tra gli altri il consulente Mattia Epifani che si dovrà occupare dei telefonini, elementi fondamentali nella ricostruzione dell’accusa. La difesa ha inoltre citato un giovane norvegese, denunciato dalla ragazza sua connazionale per un’altra presunta violenza subita un anno prima dei fatti della Costa Smeralda. Sarà il Tribunale a decidere quanti delle decine di testi saranno ammessi al dibattimento, segnando così l’andamento delle udienze.

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