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Processo piazza San Carlo, tre condanne e sei assoluzioni nel rito ordinario

Durante la requisitoria pronunciata lo scorso settembre la procura aveva chiesto nove condanne a pene tra i 2 anni e 3 mesi e un anno e 4 mesi
Processo piazza San Carlo, tre condanne e sei assoluzioni nel rito ordinario
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È terminato con tre condanne e sei assoluzioni oggi a Torino il processo celebrato con rito ordinario per i fatti di Piazza San Carlo. La corte ha inflitto due anni di reclusione al Michele Mollo, dirigente della Questura, un anno e quattro mesi ad Alberto Bonzano, all’epoca dirigente della Questura, e un anno e due mesi a Marco Sgarbi, dirigente della Polizia Municipale. Assolti tutti gli altri imputati. Nel processo con il rito abbreviato era stata invece condannata l’ex sindaca Chiara Appendino.

Cuore del processo le decisioni prese per la sicurezza dell’evento. Invece la sera del 3 giugno 2017 durante la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, proiettata sul maxi schermo nella piazza del capoluogo piemontese, alcuni rapinatori, che tentavano rapine tra i presenti usando spray urticanti, furono scambiati per terroristi dalla folla. Tra la gente si scatenò il panico: una situazione fuori controllo che causò il ferimento di oltre 1600 persone e il decesso di due donne, Erika Pioletti, deceduta in ospedale dopo una decina di giorni, e Marisa Amato, rimasta tetraplegica e deceduta nel 2019.

Durante la requisitoria pronunciata lo scorso settembre la procura aveva chiesto nove condanne a pene tra i 2 anni e 3 mesi e un anno e 4 mesi. Secondo il pm Vincenzo Pacileo ci furono lacune nell’organizzazione e nella gestione dell’evento. Il pm aveva proposto 2 anni e 3 mesi per Michele Mollo (dirigente della Questura), poi un anno e dieci mesi per Paolo Lubbia (dirigente del Comune), Marco Sgarbi (dirigente della polizia municipale), Alberto Bonzano (dirigente della Questura), Dario Longhin (funzionario dei vigili del fuoco), Franco Negroni e Pasquale Piro (componente della commissione provinciale di vigilanza). Tutti, secondo il pm, avevano avuto una parte di responsabilità come “rotelle di un ingranaggio cooperativo”. Il magistrato, nell’esaminare le posizioni di alcuni imputati, ha anche richiamato i principi giurisprudenziali contenuti nelle sentenze sull’incendio del Cinema Statuto del 13 febbraio 1983, costato la vita a 64 persone. Quanto all’evento di piazza San Carlo, ha osservato che “il vero organizzatore è stato la Citta’ di Torino nei suoi vertici politici”.

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