Siamo scappate dall’inferno. Quando vedi granate e missili cadere in mezzo a zone abitate sembra di vivere in un incubo”. Anja è arrivata in Italia nella mattina di martedì 1 marzo dall’Ucraina dopo tre giorni di viaggio insieme al suo figlio piccolo. “Il nostro villaggio oggi è sotto le bombe”, racconta soltanto poche ore dopo essere arrivata in Lombardia grazie al supporto delle comunità e delle associazioni ucraine della Lombardia che hanno organizzato bus per accogliere i rifugiati. Insieme a lei c’era anche Ivana con i suoi tre figli: “Non volevo lasciare il mio Paese ma me lo ha chiesto mio marito che fa il poliziotto ed è rimasto a combattere in difesa del nostro paese”. Oggi hanno trovato un tetto grazie alla solidarietà di alcune famiglie ma sperano di tornare presto a casa: “Non avrei mai immaginato di dover fuggire dal mio Paese ma spero di tornare presto a casa”. E all’Italia che cosa chiede? “Di pregare e di far arrivare aiuti umanitari per la popolazione che in questo momento sono fondamentali”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it:
portiamo avanti insieme le battaglie in cui crediamo!

Sostenere ilfattoquotidiano.it significa permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti.

Ma anche essere parte attiva di una comunità con idee, testimonianze e partecipazione. Sostienici ora.


Grazie Peter Gomez

Sostienici ora Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Ucraina, l’Italia chiama i bimbi di Chernobyl: le associazioni al lavoro per stilare le liste e ritrovarli. “Ecco le famiglie pronte ad accoglierli”

next
Articolo Successivo

Covid, appello di un gruppo di primari: “Fateci restare oltre la pensione per aiutare nel turn over e sostenere i giovani”

next