Mentre Kiev accettava l’offerta di negoziati alla frontiera bielorussa sul fiume Prypjat vicino a Chernobyl per trattative di pace, il cancelliere Olaf Scholz condannava di nuovo Vladimir Putin per avere avviato “a sangue freddo una guerra di aggressione”, parlando di “ingiustizia che grida al cielo”. Scholz ha sottolineato che gli avvenimenti bellici nel cuore dell’Europa segnano “una cesura nella storia del continente” ed ha quindi annunciato una corsa al riarmo della Germania. Fuori dal Bundestag, riunitosi in una riunione straordinaria a cui ha partecipato anche l’ambasciatore ucraino a Berlino Andrij Melnyk – sventolava anche la bandiera dell’Ucraina.

Il governo tedesco inserirà a bilancio uno stanziamento straordinario di cento miliardi di euro per rafforzare l’esercito e fisserà la spesa annuale di oltre il 2% del Pil per fini difensivi, operazione che necessita di una modifica costituzionale. Il cancelliere ha sottolineato che verrà data priorità a progetti europei per nuovi panzer ed aerei, con particolare riferimento alla collaborazione con la Francia. L’Eurofighter dovrà essere equipaggiato per la guerra elettronica ed altri velivoli, probabilmente gli F-35, saranno resi idonei al trasporto di armi nucleari. Già ieri Scholz, dopo che Berlino aveva dato il via libera al rifornimento di armi di produzione tedesca all’Ucraina attraverso l’Olanda e l’Estonia, aveva annunciato via Twitter la fornitura diretta all’Ucraina di 1.000 armi anticarro e 500 missili terra-aria Stinger delle Bundeswehr.

La Germania diversificherà anche il più possibile le fonti energetiche e si doterà di due terminal per il gas liquido a Brunsbüttel e Wilhelmshaven, tanto più che potranno essere poi convertiti al trasporto di idrogeno. Con questo la Germania compie un’inversione di 180 gradi nella sua politica di appeasement con la Russia pur sottolineando di non voler chiudere la strada alla diplomazia. “Per parlarsi però si deve essere pronti in due” ha detto Scholz. È tanto più significativo che la svolta politica verso il riarmo avvenga con la partecipazione al governo dei Verdi. Il vicecancelliere Robert Habeck (Alleanza dei Verdi) ha spiegato tuttavia che l’Ucraina adesso è come una donna violentata ed assistere ad una violenza carnale senza far nulla è rendersene complici, per questo è giusto che la Germania abbia rotto le sue riserve, preso una chiara posizione e deciso di fornire armi all’esercito di Volodymyr Zelensky, anche se ha dichiarato che non si può dire se sarà la cosa giusta.

I rappresentanti di Linke, il partito di sinistra, invece pur condannando l’aggressione di Putin hanno ribadito il loro impegno per una politica di disarmo e osservato anche che gli oligarchi sapranno aggirare le sanzioni occidentali. Critiche anche dalla destra con AfD. Alice Weidel ha sostenuto che per quanto Putin sia chiaramente l’aggressore, il continuo allargamento della Nato ha portato al superamento della linea rossa per Mosca, a cui sarebbe stato negato lo status di superpotenza. Per Tino Chrupalla (AfD) i governi tedeschi hanno finanziato l’Ucraina senza aver saputo costringerla a tenere fede agli accorti di Minsk, allora si sarebbe trattato di autonomia ed adesso è guerra. Il vicepresidente del Bundestag Wolfgang Kubicki (FDP – Partito liberale democratico) ha commentato che questi discorsi si possono fare in un parlamento democratico, mentre in Russia le proteste popolari contro la guerra vengono soffocate con la forza. Lo stesso Scholz ha detto “sappiamo che siete molti, a voi tutti dico: non arrendetevi!”.

Il capo del principale partito di opposizione Fredrich Merz (Cdu/Csu) ha definito apertamente Putin un “criminale di guerra” ed ha garantito pieno appoggio all’azione di governo, criticandone tuttavia il progetto di una modifica costituzionale che indebiti le generazioni future. In un tweet il capo dell’Esercito Alfons Mais aveva apertamente indicato che decenni di risparmi nelle spese militari hanno portato l’esercito a non poter difendere il Paese. Anche se è stato subito smentito dalla ministra della difesa Christine Lambrecht, la quale si era precipitata a ribadire che la Germania fa fede agli impegni nella Alleanza Atlantica rafforzando la propria presenza in Lettonia. Il ministro delle Finanze, Christian Lindner, in uno show televisivo di Sandra Maischberger ha voluto aggiungere – ad intervista praticamente conclusa – che si dovesse parlare della situazione delle forze armate, dando poi piena ragione alle preoccupazioni di Mais. D’altronde lo stesso Scholz nove giorni fa alla Conferenza per la sicurezza di Monaco, aveva egli stesso sottolineato come la Germania abbia bisogno di navi che navighino ed aerei che volino.

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