Palazzo Chigi sempre più sotto pressione per il ritardo nella ratifica del trattato di riforma del Meccanismo europeo di stabilità, che è stato firmato da tutti i paesi dell’Eurozona il 27 gennaio 2021 e doveva a entrare in vigore questo gennaio dopo l’ok dei Parlamenti nazionali. Francia e Portogallo hanno proceduto alle ratifiche nelle ultime settimane, mentre la Germania attende per marzo il pronunciamento della Corte costituzionale su un ricorso presentato da alcuni parlamentari Fdp. L’Italia è l’unico Paese a non aver proceduto non per problemi esterni ma per palesi difficoltà interne alla maggioranza che sostengono il governo Draghi. E il ministro dell’Economia Luigi Franco, che all’Eurogruppo di mese fa era stato già chiamato a dare rassicurazioni sulla ratifica, venerdì prossimo a Parigi dovrà spiegare. L’Eurogruppo “si aspetta che l’Italia proceda il più presto possibile“, per evitare di “finire in una situazione in cui è l’Italia a frenare”, ha fatto sapere un alto funzionario Ue in vista della riunione. “E’ un impegno politico preso dagli Stati e confidiamo che lo rispettino”.

Ma la Lega, che tre anni proprio sulla riforma aveva duramente attaccato il governo Conte 2, è assolutamente contraria ad approvare il testo che attribuisce al Mes la funzione di “paracadute” per le banche in crisi e la possibilità di concedere prestiti precauzionali a Paesi colpiti da choc esogeni il cui debito è “sostenibile” a parere dello stesso Fondo (sentita la Commissione Ue) e che rispettino i requisiti del Patto. I 5 Stelle sono spaccati: non a caso il leader Giuseppe Conte ha rinviato ogni commento alle discussioni in Parlamento, ricordando: “Quando ero presidente del Consiglio ho risposto decine e decine di volte, mi ricorda vecchi tempi in cui il Mes era all’ordine del giorno e sembrava l’unico strumento che potessimo sfruttare. Abbiamo dimostrato che quando si governa con equilibrio e ragionevolezza, a volte le urgenze del momento non sono tali. Anziché 30 miliardi abbiamo portato a casa 209 miliardi, senza ricorrere al Mes”.

Le uniche posizioni chiare a favore della ratifica sono quelle di Forza Italia e Pd. Il ministro forzista Renato Brunetta in un intervento su Il Foglio scrive che “è un passaggio indispensabile alla luce del dibattito in corso sulla governance economica e arricchirebbe la cassetta degli attrezzi dei policy maker europei dotando l’unione europea di una capacità di bilancio aggiuntiva”.

Il deputato di Alternativa Raphael Raduzzi nei giorni scorsi aveva presentato un ordine del giorno al decreto Milleproroghe che impegnava il governo a rimandare la ratifica. E’ stato dichiarato inammissibile. “Questo ordine del giorno avrebbe smascherato la vera posizione della Lega e del Movimento cinque stelle su uno strumento pericoloso per il nostro Paese e in grado di ipotecarne il futuro”, sostiene Raduzzi.

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