La poesia come strumento per descrivere la sua vita così piena di ostacoli. È uscito “Tutto di me”, il libro scritto da Francesco Venturi che descrive attraverso brani poetici la sua esistenza con la distrofia muscolare di Duchenne, una malattia genetica neuromuscolare degenerativa. “Ho scelto la poesia”, scrive, “poiché l’unico modo per descrivere la mia vita così piena di ostacoli e di “inciampi” è quello di utilizzare un canto, una poetica che sottolinei la bellezza inusuale del mistero di questa esistenza”. E a ilfattoquotidiano.it spiega: “L’idea di scrivere questo libro è nata casualmente e solo dopo qualche poesia scritta appositamente ho capito che quest’idea si poteva mettere per iscritto. E l’ho fatto perché volevo far capire a me stesso e anche agli altri, che se si vuole fare qualcosa le difficoltà non mi, non ci, possono fermare”.

Achille Lauro ne introduce il testo e firma anche la postfazione di questa opera con un brano intitolato “La ricerca della felicità e della stabilità” dichiarandosi “perdutamente innamorato di chi ferma sui fogli i pensieri più nascosti per donarli al mondo, chi sogna l’irreale per poi dipingerlo, chi decide di raccontare la propria storia offrendola a chi la ascolterà”. Venturi racconta che il cantante e rapper nato a Verona è diventato così suo amico: “Ci siamo conosciuti ad un concerto e non credo sia stato un caso perché appena ci siamo visti c’è stata subito un’intesa sia fraterna che artistica. Infatti – aggiunge – conoscendo lui, parlando di tutto con lui ho scoperto in me la voglia di non arrendermi mai nonostante la mia vita zoppicante ed infine mi sono reso conto della mia vena artistica”. Marchigiano, classe 1999, Venturi da sempre coltiva il sogno di scrivere, perché, a suo dire, è solo attraverso l’arte della parola che ha scoperto di poter raccontare il suo posto nel mondo, prima con i testi delle canzoni rap e poi con la poesia. Ed è così che nasce la sua prima raccolta di poesie e flussi di pensiero con i quali l’autore “butta fuori tutto sul mio conto”.

Ma che messaggio esprime Venturi? “Voglio comunicare che qualsiasi siano le difficoltà i nostri sogni, se ci crediamo fortemente, si possono realizzare. L’obbiettivo che mi sono prefissato – afferma – è quello di essere più attaccato al mio essere, a tutto quello che ho attorno prendendo umilmente lezioni dallo scorrere di questo tempo e accettando tutti i miei lati interiori. Intendo dire che per migliorare ciò che sono devo collegarmi alla rete del mio io, alla rete del noi e devo lasciarmi andare senza avere paura delle ombre e dei bui che a volte mi accompagnano ma che vanno accettati come un virus del mio “essere umano portatile”, facendo un parallelismo con l’informatica che rappresenta una delle mie passioni”. I temi principali del libro sono l’amore, anche quello non ricambiato, la solitudine, l’amicizia, la morte, la vita, la società odierna, la rabbia, la tristezza, i sogni, la paura, la sua realtà ‘zoppicante’, come la definisce l’autore. “In parole povere, in questo mio libro troviamo “Tutto di me””. La potenza delle parole che raccontano la sua condizione di vita e questo è in fondo il dono più grande e di cui Achille Lauro ne ha colto l’essenza, condividendo il sogno di un ragazzo che da grande vuole essere uno scrittore.

Parte delle copie sono state donate ai Centri Clinici NeMO, punti di riferimento a livello nazionale per la cura e il trattamento delle patologie neurologiche, per essere messe a disposizione dei pazienti e dei loro famigliari. La distrofia di Duchenne si manifesta già nei primi anni di vita, i bambini perdono progressivamente la capacità di deambulare e, successivamente, vedono un interessamento dei muscoli respiratori e cardiaci. Diventa fondamentale una presa in carico multidisciplinare per tutto il percorso di vita, esattamente come avverrà nel prossimo Centro Clinico NeMO Ancona, provincia delle Marche dove abita Francesco e la sua famiglia. L’apertura del Centro è prevista entro la primavera, presso l’A.O.U. Ospedali Riuniti a Torrette. Quella di Ancona diventa la settima sede di un network già presente a Milano, Roma, Arenzano, Brescia, Trento e Napoli. “Ci tengo a ringraziare la LAB edizioni”, conclude l’autore, “per aver reso possibile la realizzazione del progetto, Lauro per tutto, il mio migliore amico Nicola Pignatale per il suo racconto presente nel libro, Francesca Limardo per il suo lavoro impeccabile sulla comunicazione e Mauro Biani per la sua meravigliosa copertina”.

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