Momenti di tensione in plenaria del Parlamento europeo mercoledì 16 febbraio al momento del dibattito sul meccanismo di condizionalità che lega l’erogazione dei fondi europei al rispetto dello stato di diritto, oggetto oggi di una sentenza della Corte di giustizia dell’Ue. L’europarlamentare bulgaro Angel Dzhambazki (Ecr), al termine del suo intervento, è uscito dall’Aula tra le proteste dell’emiciclo facendo un saluto fascista. Immediato l’intervento della vicepresidente dell’Eurocamera, Pina Picierno, che presiedeva la sessione: “Prenderemo visione dei filmati per accertarlo. Simboli e gesti fascisti non sono ammessi in quest’aula”. Poi su Twitter la dem ha incalzato: “Nella seduta che ho presieduto stasera l’eurodeputato bulgaro Dzhambazki ha esibito il saluto romano. Ho subito condannato l’accaduto e chiesto di sanzionare questo gesto ignobile e inaccettabile”.

Secondo le ricostruzioni, diffuse in una nota , l’eurodeputato bulgaro, iscritto al gruppo Ecr (di cui fa parte Fratelli d’Italia) ha prima insultato il collega Sandro Gozi, di Renew Europa, prima del suo intervento sullo stato di diritto in Polonia e Ungheria. Poi, appunto, ha abbandonato l’Aula “salutando” con il gesto fascista verso la vicepresidente Picierno.

Anche la presidente del Parlamento europeo ha condannato l’episodio in un tweet. “Un saluto fascista al Parlamento europeo è per me inaccettabile, sempre e ovunque. Offende me e tutti gli altri in Europa. Sosteniamo il contrario. Siamo la Casa della democrazia. Quel gesto viene dal capitolo più oscuro della nostra storia e deve essere lasciato lì”, ha scritto Roberta Metsola.

Dzhambazki ha poi respinto le accuse, classificando il gesto come un “semplice saluto” che è stato equivocato. “Il mio era solo un umile saluto alla presidente dopo aver detto delle cose sulle quali molti erano in disaccordo, anche per provocare. Immaginate la mia sorpresa quando la conseguenza del mio gesto è stata essere accusato di un saluto nazista”, ha scritto l’eurodeputato in una email diretta ai colleghi del suo gruppo. “Credo che opinioni dissonanti portino beneficio al dibattito. Non sono estraneo alle controversie” ma questa è “una calunnia”, ha aggiunto.

Nel suo intervento, Dzhambazki aveva detto che il dibattito non riguardava lo “stato di diritto”, ma “l’odio per l’idea del concetto di nazione”. “Non saremo mai d’accordo con la vostra agenda”, l’agenda “delle ong che cercano di distruggere l’Europa, trasformandola in qualcos’altro”, aveva avvertito il conservatore, che ha concluso l’intervento augurando “lunga vita a Orban, Fidesz, Kaczynski, la Bulgaria. Lunga vita all’Europa delle nazioni”.

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