“Vergognosa operazione di greenwashing“, “ossequio alle multinazionali“, “figuraccia”, “finzione ecologica”, “tentata rapina alle rinnovabili“. Tra Roma e Bruxelles si inseguono le critiche alla scelta della Commissione europea di includere gas e nucleare nella Tassonomia verde, il regolamento che indica le fonti di energia considerate “sostenibili” e che potranno essere finanziate da investitori privati con i cosiddetti “green bond” Ue. Durissime le sigle ambientaliste: per Greenpeace Europa “qualcuno sta cercando di togliere miliardi di euro alle rinnovabili per buttarli in tecnologie che non fanno nulla per contrastare la crisi climatica o peggiorano attivamente il problema. Questa proposta antiscientifica dell’Unione europea è il più grande esercizio di greenwashing di tutti i tempi e si fa beffe delle sue pretese di leadership globale sul clima e sull’ambiente”. Il Wwf chiede al Parlamento Ue (che dovrà esprimersi entro sei mesi) di respingere l’atto votato dalla Commissione, che – scrive – “ha ceduto oggi alle pressioni della Francia e di altri Paesi, pubblicando una serie di regole di finanza sostenibile che faranno un danno enorme all’Ue e all’azione globale per l’ambiente”. Anche Legambiente annuncia una mobilitazione “con tutti gli ambientalisti europei per far rigettare la proposta”.

Sul fronte politico italiano, il presidente del M5S Giuseppe Conte annuncia che il partito “contrasterà questa soluzione in tutte le sedi. Il futuro è nel segno di rinnovabili, risparmio energetico e tutela dell’ambiente”, scrive su Twitter. In una nota congiunta, i senatori grillini delle Commissioni Ambiente e Industria aggiungono di volersi opporre a “questa indecente operazione di greenwashing dettata dalle potenti lobby del nucleare e del gas. Il netto parere contrario degli scienziati consultati dalla Commissione europea non lascia spazio a dubbi: gas e nucleare non sono fonti green“, scrivono. Per il portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli la decisione è “una pagina buia della Ue, perché è stata pesantemente condizionata dalle lobby e dal diktat governo francese. In questo contesto – attacca – è vergognosa la posizione del governo italiano“, espressa dal ministro Roberto Cingolani, ” del quale torniamo a chiedere con forza le dimissioni, perché non ha curato gli interessi dell’Italia: con questa decisione della Commissione, infatti, le risorse del Green deal serviranno a finanziare il nucleare francese anziché le rinnovabili italiane ed europee”.

Critici anche i Socialisti e democratici europei (S&D), che con la vicepresidente Simona Bonafè (Pd) hanno inviato una lettera alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, e alla commissaria per i servizi finanziari Mairead McGuinness, esprimendo la propria opposizione all’inclusione di gas e nucleare. “Un messaggio politico sbagliato, sia dal punto di vista ambientale che economico”, commenta Bonafè. Per il gruppo della sinistra unita (The Left) al Parlameno di Bruxelles “il tentativo di introdurre gas e nucleare nella tassonomia è la più grande operazione di greenwashing nella storia dell’Ue. La Commissione europea preferisce proteggere le lobby energetiche invece che il nostro pianeta e la nostra salute. Dobbiamo bloccare questa follia!”, si legge in un articolo postato su Twitter, in cui gli eurodeputati lamentano la mancanza di “dialogo con la società civile” e di “disponibilità ad ascoltare scienziati ed esperti”. L’atto varato dalla Commissione, sostiene The Left, è “incompatibile con il regolamento sulla tassonomia, le raccomandazioni scientifiche e l’obiettivo zero emissioni entro il 2050 dell’Ue”.

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