Il Comitato tecnico scientifico ha dato il via libera al governo per uniformare le regole sulle quarantene degli studenti a quelle valide al di fuori del sistema scolastico. Il parere degli scienziati influirà sulla discussione in Cabina di regia che porterà a varare un nuovo decreto in Consiglio dei ministri. Il Cts espresso un orientamento chiaro: la quarantena può passare da 10 a 5 giorni per i ragazzi che risultano contatto stretto di un positivo ma non sono vaccinati. Chi ha completato il ciclo vaccinale o è guarito da meno di 4 mesi non deve invece fare la quarantena: quindi per tutti loro ci sarà lo stop alla didattica a distanza.

Le nuove misure riguarderebbero tutte le scuole di ogni ordine e grado, dalle elementari in su, escluse quindi le scuole materne. Tuttavia un alleggerimento è previsto anche per loro: i bambini da 0 a 6 anni infatti andranno in dad per cinque giorni se in classe ci sono più di cinque casi positivi al Covid. La didattica a distanza – viene spiegato – scatterà per tutti, dal momento che a questa età i bambini non sono vaccinabili e stanno in classe senza mascherina.

La riunione sulla gestione dei casi Covid a scuola arriva a circa tre settimane dal rientro in classe voluto fortemente dal presidente del Consiglio Mario Draghi e dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi all’indomani della vacanze natalizie. Il governo aveva particolarmente insistito per riportare tutti gli alunni in classe allestendo una serie di regole piuttosto cervellotiche per stabilire chi avrebbe dovuto continuare le lezioni in presenza in caso di positività in classe e chi invece sarebbe stato costretto alla didattica a distanza.

Così in queste settimane la situazione ha creato non pochi disagi a presidi, responsabili Covid nelle scuole e genitori. A protestare sono state anche le Regioni che negli scorsi giorni hanno inviato un documento al governo chiede una “semplificazione” generale delle regole, anche relativamente alla gestione dei contatti stretti nelle scuole.

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