Per chi ha uno stipendio basso ma un Isee elevato, perché per esempio possiede una casa, il valore dell’assegno unico universale potrebbe essere inferiore alle attese. Le simulazioni della Fondazione Studi Consulenti del lavoro confermano le perplessità già espresse dall’Ufficio parlamentare di bilancio sul disegno del nuovo strumento che sostituirà le attuali misure di sostegno economico per le famiglie, dagli assegni per il nucleo familiare alle detrazioni fiscali per i figli a carico. La cifra che l’Inps, a partire da marzo, erogherà direttamente a chi ha fatto richiesta tramite l’applicazione disponibile sul portale dell’istituto o rivolgendosi ai patronati, sarà infatti calcolata tenendo conto “non solo della situazione reddituale ma anche della situazione patrimoniale (abitazione, autovettura, giacenze medie conti correnti, assicurazioni ecc.) che non necessariamente fotografa la ricchezza di una famiglia“. Classico l’esempio di una coppia che ha ereditato un appartamento per il quale deve pagare una serie di spese “senza trarre benefici di carattere economico”.

Una famiglia con padre e madre che guadagnano rispettivamente 31.350 euro e 19.800 euro e un Isee stimato di 23.850 riceverà per esempio 1.383,48 euro annui in più rispetto ad oggi, mentre a parità di reddito un nucleo con Isee di 38.500 euro subirà una perdita annua di 788,5 euro. E, in presenza di redditi da lavoro medio-alti (35mila euro e 18mila euro per i due coniugi) e di un Isee superiore a 40.000 euro, l’erogazione di un assegno unico con valore fisso di 50 euro determinerà “un sostegno economico decisamente inferiore rispetto a quanto percepito in precedenza”.

I Consulenti evidenziano anche la situazione di un nucleo familiare con un figlio con disabilità grave, un solo reddito da lavoro da 27mila euro e un Isee inferiore a 25.000 euro: “Per i soggetti che si trovano in questa situazione il beneficio annuo è assolutamente contenuto”, scrivono. Circa 1.383 euro all’anno, 115 euro in più al mese.

Benefici sicuri arriveranno per le madri single molto giovani (under 21) con un figlio di meno di tre anni e un Isee basso e per i nuclei con redditi alti che prima erano esclusi dagli aiuti ma ora, in nome dell’universalità, riceveranno l’assegno anche se con cifre ridotte. Nella simulazione dei consulenti, una ragazza nella prima situazione con un reddito da lavoro dipendente da 28.300 euro e un Isee da 11.950 euro avrà un beneficio stimato annuo di 1.092,44 euro. Sul secondo fronte, un padre e una madre con redditi rispettivamente di 110mila e 55.800 euro, con due figli maggiori di 3 anni e che non presentino Isee potrebbero avere un “guadagno” di 732 euro annui.

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO DAVVERO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire perché noi, come tutti, non lavoriamo gratis. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Pensioni, Inps lancia il servizio online Pensami per il calcolo dell’assegno futuro e dell’anno di possibile uscita dal lavoro

next
Articolo Successivo

Fondi pensione, tra 2012 e 2021 quelli negoziali di categoria hanno reso in media il 4,1% annuo. Contro l’1,9% del Tfr lasciato in azienda

next