La differenza tra Napolitano bis e Mattarella bis? L’altra volta c’erano i numeri, ma mancò la lealtà. Io mi dimisi, potevo anche non dimettermi. Chi mi avrebbe mandato via dal Pd? Avrei potuto fare un congresso contro i 101 franchi tiratori e star lì. Ma c’era una idea di politica, la dignità, un profilo da tenere”. Così, a “In onda” (La7), il deputato di LeU Pier Luigi Bersani rievoca la rielezione di Napolitano nel 2013 e la vicenda dei 101 franchi tiratori del Pd che affossarono Romano Prodi, portando l’ex segretario del Pd alle dimissioni.

Bersani concorda col giornalista Paolo Mieli, che definisce “peggiore” l’attuale situazione che ha condotto al Mattarella bis e puntualizza: “Stavolta non si è razionalizzato il fatto che, dopo la cura del 2018, le maggioranze non c’erano più. Nel caso del Mattarella bis c’è stata lealtà? Mediamente sì, ma la novità vera è stata che, a dispetto della narrazione secondo cui i peones sono lì tremebondi per mettersi in sicurezza per qualche mese, stavolta l’assemblea si sentiva più in libertà – conclude – E questo è avvenuto certamente per la debolezza dei partiti, ma anche perché ormai per tanti valeva il motto: ‘Non ci fate bere qualsiasi cosa’. Questo si è capito dal primo momento. Il punto è: ma perché il centrodestra si è voluto caricare di questo ruolo qui? Tra l’altro, è finito in un boomerang per alcuni di loro. Non capisco perché, come non capisco il motivo per cui sono partiti con la candidatura di Berlusconi. Ma, insomma, c’erano le occasioni per dire: qui nessuno ha i numeri”.

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