Scotland Yard ha chiesto che nell’atteso rapporto dell’alta funzionaria pubblica Sue Gray sul partygate siano “minimi i riferimenti” alle vicende collegate all’inchiesta indipendente che la polizia britannica sta conducendo sulle feste a Downing Street durante il lockdown. La polizia londinese ha precisato che “non è stato chiesto che il rapporto di Sue Gray sia ritardato o limitato su altri eventi”. Anzi, “sono in corso contatti con il Cabinet Office, incluso sul contenuto del rapporto, per evitare qualsiasi pregiudizio alla nostra indagine”. “Per quanto riguarda gli eventi su cui sta indagando la Polizia metropolitana, abbiamo chiesto che siano fatti riferimenti minimi nel rapporto del Cabinet Office”, si legge quindi nella dichiarazione diffusa da Scotland Yard.

La dichiarazione della polizia arriva dopo che Boris Johnson, da giorni oggetto di attacchi e di richieste di dimissioni per questa vicenda, ha affermato che “è il momento che la verità venga resa nota”, in risposta alle richieste che il rapporto cui sta lavorando la funzionaria del governo venga pubblicato integralmente. Tutto questo mentre cresce l’attesa per la pubblicazione del rapporto stesso: “Dovete chiedere a Sue Gray perché i tempi del rapporto dipendono da lei”, ha risposto il sottosegretario alla Tecnologia, Chris Philp, a chi gli chiedeva perché la pubblicazione, che doveva avvenire il 28 gennaio, fosse stata rinviata. “Abbiamo visto sulla stampa che lei sta discutendo con avvocati e polizia su quello che può stare e quello che non può stare nel rapporto”, ha aggiunto, ribadendo che la funzionaria sta operando in maniera completamente “indipendente” dal governo.

Anche la polizia di Londra ha lanciato, parallelamente all’inchiesta di Gray, un’indagine sui party tenuti al numero 10 di Downing Street durante il lockdown legato alla pandemia di coronavirus. Ad annunciarlo la commissaria di polizia Cressida Dick il 25 gennaio, in una dichiarazione davanti all’Assemblea di Londra. La notizia mette ulteriore pressione sul governo del primo ministro Johnson. Scotland Yard sta ora indagando su “una serie di eventi” a Downing Street, ma “il fatto che ora stiamo indagando non significa, ovviamente, che verranno necessariamente emesse multe in ogni caso e per ogni persona coinvolta, ha detto la commissaria, aggiungendo che “non faremo una cronaca in diretta delle indagini in corso”.

Il governo di Johnson è infatti sotto pressione per aver presumibilmente organizzato eventi durante i mesi in cui il Paese era in lockdown a causa del Covid-19. L’ultima accusa, riportata da Itv News, è relativa al compleanno di Johnson: a giugno del 2020 il premier avrebbe partecipato a una festa nel suo ufficio di Downing Street e poi avrebbe ospitato amici nel suo appartamento al piano superiore. L’ufficio di Johnson ha negato le accuse dicendo che “in linea con le regole al tempo il primo ministro ha ospitato un piccolo numero di familiari all’esterno quella sera”. Le accuse del cosiddetto partygate nel Regno Unito hanno fatto infuriare molti a cui è stato impedito di incontrare amici e familiari per mesi nel 2020 e nel 2021 per frenare la diffusione del Covid-19.

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