Questa mattina è stata recapitata al Ministero del Lavoro una busta con una lettera di minacce, indirizzata al Ministro Andrea Orlando, il cui contenuto (una sostanza non meglio definita) ora è oggetto delle analisi dei Vigili del Fuoco intervenuti insieme agli agenti dell’ispettorato della Polizia di Stato del ministero e al personale sanitario del 118. La busta, fa sapere l’Ufficio stampa del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, è stata aperta da un membro della segreteria che è stato preso in carico dal personale sanitario e messo in isolamento per le analisi di rito degli organi competenti, che saranno effettuate anche sul contenuto. Al momento dell’apertura della lettera Orlando non era presente negli uffici del ministero.

Solidarietà al ministro arriva da tutto il mondo politico. Dal governatore del Veneto Luca Zaia “Le minacce ai rappresentanti delle Istituzioni stanno purtroppo diventando pane quotidiano, e questo è un brutto segnale da tenere in altissima considerazione”, al sindaco di Roma Roberto Gualtieri “Non si farà di certo intimorire da queste ignobili intimidazioni. Sono sicuro che porterà avanti il suo impegno a tutela di lavoratrici e lavoratori come sempre”. Oltre a loro anche esponenti del governo, come per esempio il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta: “Vicinanza e solidarietà al ministro Orlando per le minacce ricevute. Sono certo che di fronte alla violenza e all’intimidazione continuerà, con ancora più forza e fermezza, il suo impegno nelle istituzioni”. E il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini “Ancora una volta ci troviamo a dover commentare un gesto assurdo e inaccettabile. Il confronto civile si fonda sul dialogo e non su atteggiamenti violenti e anti democrati”.

Vicino al ministro Orlando anche il mondo sindacale, a cominciare dal leader Cisl Luigi Sbarra “Le istituzioni ed il mondo del lavoro hanno il dovere di respingere uniti questo clima di odio e di intimidazioni”. Il leader della Uil Pierpaolo Bombardieri ha parlato di “Un gesto grave e inquietante su cui auspichiamo venga fatta luce al più presto”. E infine Maurizio Landini, segretario generale Cgil, ha sottolineato che “occorre fare piena luce, individuando i responsabili e rispondendo con fermezza e determinazione”.

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