Se c’è un filo conduttore nel calcio agreste narrato dalle Domeniche Bestiali è quello di industriarsi: darsi da fare senza fighetterie, trovando soluzioni alternative di fronte ai problemi…anche rustiche, meglio se rustiche. È quello che facciamo noi ogni volta che, puntuale come uno stopper che spedisce il pallone nel boschetto dietro il campo, arriva il Covid a sottrarci il nostro argomento principale, costringendoci ad attingere altrove. E arriva la Coppa d’Africa a darci materiale fresco, o i nostri archivi, o i campionati esteri: la Divina Provvidenza delle Domeniche Bestiali insomma.

MA-LAVI
Forti e pure educati i calciatori del Malawi. Dopo aver giocato la gara con Zimbabwe, vincendo, i giocatori della nazionale al ritorno negli spogliatoi si sono adoperati, di loro iniziativa, per far trovare l’ambiente che li aveva ospitati il più pulito possibile. Iniziativa assai apprezzata: pare siano state già diverse le richieste per far giocare la nazionale dell’Africa orientale nei campionati nostrani.

IN…NO!
Sugli inni nazionali non si scherza. E basterebbe questo incipit per capire il sentiment dei poveri calciatori della Mauritania dopo l’inizio del match col Gambia, sempre in Coppa d’Africa. Dagli altoparlanti dello stadio parte l’inno della nazione africana. Ma non è quello, perché nel frattempo è cambiato. Dunque tutto da rifare, per il fastidio dei calciatori. Ci si riprova: ma ancora una volta non è l’inno giusto. Ci ha pensato uno speaker che probabilmente era Ciro dei The Jackal a risolvere la situazione, chiedendo ai calciatori di cantarselo da soli.

EL TRACTOR
No, non c’entra niente il mitico Javier Zanetti: parliamo di un trattore vero stavolta. Eh già, perché grande soddisfazione avranno provato gli amanti del calcio bucolico nel vedere le immagini di Port Vale-Salford di League Two inglese: un difensore si è schiantato contro il palo, piegandolo (giusto per far capire di che pasta sono fatti i difensori dei campionati minori). Per raddrizzarlo (il palo) è dovuto entrare in campo un trattore: applaudito come vero eroe di giornata. Giustamente.

CACCIA ME O PICCHIO LUI
Come dicevamo: in situazioni di emergenza nel calcio che piace a noi, ci si industria anche con metodi rustici per ottenere un risultato. Ad esempio per farsi sostituire, quale miglior metodo di minacciare il proprio allenatore di picchiare l’arbitro? È il trucco che arriva dalla prima categoria calabrese, costato sei giornate a Natalino Viscomi del Magisano: “Perché chiedeva al proprio allenatore di essere sostituito minacciando di picchiare l’arbitro in caso contrario; nonché per avere, dopo l’espulsione per somma di ammonizioni, sfilato la propria fascia di capitano lanciandola in faccia all’arbitro”.

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