Il Parlamento austriaco ha approvato l’obbligo vaccinale con una larga maggioranza: i deputati hanno votato 137 a favore, 33 contro. È il primo Paese in Europa a scegliere questa misura. L’obbligo si applicherà a tutti i residenti in Austria con età pari o superiore a 18 anni. Sono previste esenzioni per le persone in gravidanza, che per motivi medici non possono essere vaccinate o che si sono riprese da un’infezione da coronavirus negli ultimi sei mesi. La coalizione di governo del cancelliere Karl Nehammer ha collaborato con due dei tre partiti di opposizione in Parlamento. L’applicazione dell’obbligo è prevista dalla metà di marzo, nonostante l’entrata in vigore a febbraio.

Il ministro della Salute, Wolfgang Mückstein, aveva presentato il disegno di legge – sostenuto anche dai Social democratici all’opposizione – definendo il vaccino come un atto di solidarietà: “Si tratta di un grande e, per la prima volta, duraturo passo” nella lotta alla pandemia. “Questo è il modo in cui possiamo riuscire a sfuggire al ciclo di aperture e chiusure, di lockdown”, ha proseguito. “Ecco perché questa legge è così urgentemente necessaria in questo momento”. Anche la leader dell’opposizione, l’epidemiologa Pamela Rendi-Wagner, sostiene il progetto: “Le vaccinazioni salvano vite umane. La vostra e quella degli altri”, ha dichiarato. Per incentivare la campagna vaccinale, il disegno di legge stanzia circa un miliardo di euro.

Il leader dell’ultradestra Fpoe ed esponente del movimento no vax Herbert Kickl ha invece definito in aula il disegno di legge “un attentato alla cittadinanza”, accusando il governo di essere “il peggiore e il più insensibile” della storia del paese. L’obbligo vaccinale – ha aggiunto – è la “strada verso il totalitarismo“. Dopo il voto nel Nationalrat il disegno di legge passerà al Bundesrat, la seconda camera del parlamento, che si pronuncerà il 3 febbraio. I primi controlli sono previsti da metà marzo. Nel frattempo il governo ha prolungato il lockdown per i non vaccinati fino a fine mese.

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