Breiner David, ambientalista 14enne, è stato ucciso mentre difendeva le terre del suo popolo indigeno. È successo in Colombia, nel dipartimento rurale del Cauca: qui imperversano gruppi paramilitari e narcotrafficanti, in competizione fra loro per i corridoi della droga verso i porti del Pacifico. Il ragazzino, hanno denunciato i gruppi indigeni, è stato assassinato a colpi d’arma da fuoco. L’omicidio ha suscitato commozione e indignazione in tutto il Paese. Su Twitter, il presidente Ivan Duque ha parlato di una morte che “ci riempie di tristezza”.

Secondo le ricostruzioni Breiner stava partecipando a un pattugliamento quando il suo gruppo si è imbattuto in alcuni uomini armati. Gli ex guerriglieri hanno quindi aperto il fuoco uccidendo un adulto, Guillermo Chicame, e il 14enne. Nella sparatoria sono rimasti feriti altri due uomini, tra cui il capo della riserva. Sospettato dell’omicidio dell’adolescente è un dissidente del dissolto movimento guerrigliero Farc, noto come ‘El Indio’. Il ragazzo era nativo della tribù Nasa e prestava servizio come “guardiano della Madre Terra”. Secondo l’Ufficio del Difensore civico colombiano, gli attivisti uccisi nel 2021 sono stati 145, di cui 32 membri di gruppi indigeni, mentre il Paese sudamericano è diventato per Global Witness il luogo più pericoloso al mondo per gli ambientalisti, con 65 vittime sulle 227 del 2020. Inoltre, stando all’Ufficio per gli affari umanitari delle Nazioni Unite e Indepaz, la Colombia è il Paese con più massacri in assoluto: 286 dal 2016.

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