Sono 155.659 i nuovi casi di Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore in Italia, in calo dai 197.552 di ieri. Un decremento dovuto alla minor quantità di tamponi processati di sabato: i test molecolari e antigenici sono stati 993.201 (di nuovo sotto la soglia di un milione), per un tasso di positività che però scende ancora al 15,67% dal 16,2% di ieri (e dal 22% di venerdì). I nuovi decessi sono 157 (ieri erano stati 184). Non si ferma la crescita delle ospedalizzazioni: in un giorno, nel saldo tra entrate e uscite, ci sono stati 717 pazienti in più ricoverati per Covid in area non critica (per un totale di 15.647 posti letto occupati) e 38 in terapia intensiva (1.595 i ricoverati, con 142 nuovi ingressi).

Il numero degli attualmente postivi individuati sul territorio nazionale cresce di 125.086 unità e arriva a sfiorare quota due milioni (1.943.979), più del doppio rispetto al picco della seconda ondata registrato il 22 novembre 2020, quando erano stati 805mila. Più di un contagiato su quattro si trova in Lombardia, che con i 36.858 nuovi casi di oggi sfonda la soglia dei 500mila positivi (509.128); seguono l’Emilia-Romagna (199.855, +17.698), il Veneto (184.459, +13.973) e la Toscana, che ha raddoppiato il numero degli attuali positivi in appena una settimana (sono 175.048 contro i 94mila del 2 gennaio). I ricoverati in terapia intensiva, invece, sono ancora lontani dai picchi raggiunti finora (4.068 durante la prima ondata, 3.848 durante la seconda e 3.743 durante la terza).
Rispetto ai dati della scorsa domenica (2 gennaio) il numero dei nuovi positivi è cresciuto del 150% (155.659 vs 61.046), quello dei deceduti del 18% (157 vs 133). Gli ingressi nelle terapie intensive sono 38 in più (142 vs 104), i posti letto occupati in rianimazione 276 in più (1.595 vs 1.319), quelli nei reparti ordinari 3.891 in più (15.647 vs 11.756) Considerando invece il periodo lunedì-domenica rispetto ai sette giorni precedenti, l’impennata dei casi è stata del 62% (1.108.961 vs 680.688), quella dei decessi del 35% (1.392 vs 1.035) quella degli ingressi in rianimazione del 17% (981 vs 837). I nuovi ricoverati, invece, sono stati il 53% in più (+3.891 vs +2.536).

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