Procedure più veloci e automatiche per riottenere il green pass da un lato. Maggiori restrizioni per i non vaccinati dall’altro. Sono queste le due direttrici su cui il governo sta lavorando in vista dell’atteso consiglio dei ministri di questa settimana, che probabilmente sarà convocato per mercoledì 5 gennaio. Sul tavolo ci saranno il tema dell’obbligo vaccinale per lavorare e delle nuove regole per la quarantena degli studenti a scuola. Ma è emersa anche un’altra novità: il Green pass sarà sbloccato a seguito di un tampone negativo, molecolare o antigenico. Non sarà più necessario il certificato di guarigione. Questa è l’ipotesi su cui sta riflettendo il governo – come scrive Il Corriere della Sera – per cambiare le regole riguardanti la riattivazione del certificato verde, che oggi è complessa e in alcuni casi ha provocato ritardi, con i cittadini guariti rimasti per giorni senza il loro nuovo pass.

Il green pass viene sospeso – tramite mail o sms – quando viene scoperta la positività. Al momento, la procedura per sbloccarlo segue alcuni passaggi. Prima di tutto, la struttura sanitaria che ha svolto il tampone invia l’esito sulla piattaforma nazionale. In caso di negatività, il paziente deve inviarlo al proprio medico di base. Quindi, quest’ultimo rilascia il certificato di guarigione e sblocca il Green pass sulla piattaforma. Viene così attivato un nuovo certificato, scaricabile attraverso la App Io. Si sta pensando appunto a come aggiornare la procedura di sblocco perché la carta verde sarà sempre più indispensabile a seguito dei nuovi obblighi introdotti con il decreto dei giorni scorsi, che scattano dal 10 gennaio. Il governo, si legge sempre sul Corriere, sta pensando di avviare il “doppio automatismo”: un tampone positivo sospende il Green pass, un tampone negativo lo riattiva. Ma il tempo è poco e se il provvedimento non dovesse arrivare sul tavolo del Cdm, tra una settimana molti cittadini rischiano di rimanere esclusi dalla vita sociale per ritardi burocratici.

Nel frattempo, sul fronte delle restrizioni, continua nel governo la discussione sull’estensione del Super green pass a tutti i lavoratori. L’introduzione dell’obbligo vaccinale a partire dai 18 anni in su è una proposta avanzata nei giorni scorsi da Pd e Forza Italia, ma nella maggioranza l’argomento provoca tensioni e per ora sarebbe stato accantonato. La stretta arriverà solo per il mondo del lavoro e in queste ore, ai piani alti del governo, si ragiona su come procedere. L’obbligo di passaporto vaccinale rafforzato – dunque solo per guariti dal Covid o vaccinati, tenendo fuori chi può certificare l’assenza del virus con il solo esito di un tampone negativo – al momento è già pronto per i dipendenti della Pubblica amministrazione che mancano all’appello: una platea di circa 950mila lavoratori, considerando che per le forze dell’ordine, per la scuola e il mondo della sanità l’obbligo è già realtà.

Per coloro che non sono ancora stati raggiunti dall’imposizione viene dato per assodato che la misura verrà varata nel Cdm che si terrà in settimana. Il nodo da sciogliere nelle prossime 48 ore, “arrivando a una soluzione che il premier Mario Draghi vuole il più condivisa possibile, senza arrivare a strappi o divisioni”, viene spiegato da chi lo ha sentito negli ultimi giorni, è se estendere l’obbligo anche al comparto privato: dunque raggiungendo tutti i lavoratori, nessuno escluso. Una delle ipotesi sulle quali si ragiona in queste ore è prevedere per il settore privato una sorta di road map, così da introdurre l’obbligo procedendo per comparti senza mettere in affanno alcune realtà produttive che, complice l’impennata dei contagi, sono già in difficoltà per le assenze e le scarse presenze. Una sintesi che potrebbe mettere d’accordo tutti, anche Lega e M5s che – per motivi diversi – hanno bloccato questa misura nell’ultimo Consiglio dei ministri del 2021. Considerando che dei 5,5 milioni di italiani che “resistono” alla somministrazione del vaccino anti-Covid, 3 milioni sono nella fascia di età compresa tra i 30 e i 59 anni, procedere con un’estensione dell’obbligo per tutti i lavoratori potrebbe far salire significativamente l’asticella dei vaccinati.

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