È stato assegnato un “porto sicuro” alla nave di Medici Senza Frontiere Geo Barents: le autorità italiane faranno sbarcare i 558 migranti a bordo, tra cui molti minori, ad Augusta. Ad annunciarlo la stessa organizzazione umanitaria.

L’imbarcazione è arrivata in rada, poi inizieranno le operazioni di ormeggio e i controlli sanitari a bordo. Mentre le operazioni di sbarco dovrebbero svolgersi nella mattina del 29 dicembre. Già da alcuni giorni l’equipaggio della Geo Barents chiedeva una soluzione, dopo aver salvato migranti in otto diversi interventi, l’ultimo alla vigilia di Natale. A bordo, appunto, 145 minori, di cui l’80% non accompagnati e 3 donne incinte. Sei bimbi hanno meno di quattro anni.

“Siamo felici perché potranno sbarcare in Italia e avere accesso alle cure a cui hanno diritto – ha fatto sapere Fulvia Conte, del team Msf – Siamo felici per la donna all’ottavo mese di gravidanza che potrà finalmente essere visitata a terra; siamo felici per il bambino che sta viaggiando da solo e che potrà quindi essere inserito in un percorso per la sua tutela in Italia; siamo felici per il ragazzo che ha ancora delle ferite aperte dovute alle violenze che ha subìto in Libia, siamo felici per tutti gli altri che abbiamo soccorso e che sono a bordo della Geo Barents. Sappiamo che questa non è la fine del loro viaggio, ma siamo felici perché il loro sbarco è un passo molto importante perché la Libia non è un porto sicuro”.

Immagine d’archivio

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO DAVVERO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire perché noi, come tutti, non lavoriamo gratis. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Covid, ancora un record di nuovi casi: 78.313 e 202 morti, più di un milione di test. In 7 giorni +20% di ricoverati: superata quota diecimila

next
Articolo Successivo

Covid e terapie intensive, gli anestesisti: ‘Aumentare i posti non è la soluzione. Servono misure per i no vax, che ingolfano gli ospedali’

next