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Cronaca Nera

Cronaca

16 Dicembre 2021

Ultimo aggiornamento: 13:54 del 16 Dicembre 2021

Covid, la Danimarca autorizza l’uso della pillola di Merck: è il primo Paese in Ue

di F. Q.
Il National Board of Health di Copenaghen autorizza il trattamento anti-Covid realizzato dalla casa farmaceutica americana e commercializzato con il nome di Lagevrio. Gli ultimi dati però dicono che l'efficacia nel proteggere da ricoveri e morte è al 30 per cento
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Danimarca

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La Danimarca approva la pillola di Merck: è il primo Paese Ue ad autorizzare il trattamento anti-Covid realizzato dalla casa farmaceutica americana. Commercializzato con il nome di Lagevrio, il farmaco è stato approvato a metà novembre dal regolatore europeo per un utilizzo in casi di urgenza, in attesa che venga messo definitivamente sul mercato. Da novembre la pillola è autorizzata nel Regno Unito ed è in corso di autorizzazione negli Usa. Ora il via libera del National Board of Health di Copenaghen.

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Per l’antivirale orale sviluppato da Merck Sharp & Dohme in collaborazione con Ridgeback Biotherapeutics, l’Ema aveva emanato a novembre delle raccomandazioni provvisorie per supportare le autorità nazionali in eventuali decisioni sull’uso precoce del prodotto, prima dell’autorizzazione all’immissione in commercio (Aic). Dopo i primi dati che avevano suscitato entusiasmo sulla diminuzione fino al 50% di ricoveri e di morti nei pazienti non gravi, c’era stata però la doccia fredda e quella percentuale è scesa fino al 30%. Mercoledì l’Agenzia europea del farmaco ha iniziato a esaminare i nuovi dati emersi dallo studio principale sulla pillola antivirale molnupiravir (Lagevrio), che mostrano appunto un’efficacia ridotta del farmaco per il trattamento di Covid-19, in termini di riduzione del rischio di ricovero o morte.

Intanto l’azienda farmaceutica Pfizer ha reso noto che gli studi clinici hanno confermato l’efficacia della sua pillola antivirale contro Covid-19, che ha ridotto i ricoveri e i decessi tra le persone a rischio di quasi il 90% quando è stata assunta nei primi giorni dopo la comparsa dei sintomi. L’azienda ha anche affermato che il trattamento sembra essere efficace contro la variante Omicron. Per l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, “se autorizzato o approvato, questo potenziale trattamento potrebbe essere uno strumento fondamentale per aiutare a fermare la pandemia”.

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di Redazione Cronaca,
Youssef Taby,
Simone Bauducco,
Fabio Capasso,
Lucio Musolino,
Alberto Sofia,
Vincenzo Bisbiglia,
Tommaso Rodano,
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  • 13:45 - Risparmio, buono fruttifero postale per minorenni rende 5% annuo lordo

    Roma, 30 ott. (Adnkronos) - Un rendimento annuo lordo del 5% fino al compimento dei 18 anni. È la novità dei Buoni fruttiferi postali dedicati ai minori, pensati per costruire e progettare l’età adulta, un pensiero per il futuro che può arrivare da genitori, nonni, parenti e amici, partendo anche da una piccola somma. I Buoni sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti, garantiti dallo Stato italiano e distribuiti da Poste Italiane. Si possono sottoscrivere a partire dal taglio minimo di 50 euro e possono essere intestati a bambini e ragazzi fino a 16 anni e mezzo. Al compimento dei 18 anni, il “tesoretto” accumulato potrà diventare una risorsa per gli studi, l’ingresso nel mondo del lavoro o altri progetti personali. (VIDEO)

    Il risparmio postale accompagna le famiglie italiane da generazioni, rappresentando il porto sicuro in cui gli italiani custodiscono in modo redditizio il loro denaro. Attualmente, sono oltre 6 milioni e 800 mila i Buoni dedicati ai minori in circolazione, per un valore complessivo superiore ai 10,5 miliardi di euro. La regione che guida questa speciale classifica è la Campania, seguita da Lombardia e Lazio. La Lombardia è invece la regione con il più alto numero di Libretti di risparmio dedicati ai minori, che, articolati in tre fasce d’età, diventano anche un’opportunità per imparare gradualmente a gestire le somme accantonate: fino ai 12 anni, con operazioni gestite da genitori o tutori; dai 12 ai 14 anni, per i primi passi verso l’autonomia; dai 14 ai 18 anni, per una gestione più attiva grazie all’app e ai canali digitali.

    I Buoni non hanno costi di sottoscrizione, godono di un regime fiscale agevolato, con ritenuta sugli interessi del 12,50% e sono esenti da imposta di successione. Si possono sottoscrivere in forma cartacea da parte del genitore, di un familiare o di un conoscente, purché maggiorenne, o in forma dematerializzata solo in caso di genitore o tutore. Attraverso i Buoni e i Libretti, il risparmio postale continua così a crescere e ad accompagnare le famiglie e le nuove generazioni coniugando la sicurezza della garanzia statale sul capitale investito, educazione finanziaria e innovazione digitale.

  • 13:08 - 'World Buffalo Congress' road map per futuro con meno burocrazia e più innovazione

    Sorrento, 30 ott. - (Adnkronos) - Eliminare l’eccesso di burocrazia, superare il 'digital divide' tra nord e sud del Paese e utilizzare le nuove tecnologie al servizio della qualità.

    La sfida dell’innovazione agroalimentare deve diventare uno strumento per migliorare l’eccellenza dei prodotti, rendere più efficienti i processi produttivi e rafforzare il legame tra cibo e territorio. È questa la direttrice per il futuro della filiera bufalina e della mozzarella di bufala campana Dop, emersa dal 'World Buffalo Congress', che si è concluso oggi a Sorrento. L’ultima giornata è stata dedicata al focus sulla mozzarella di bufala campana Dop. A indicare le opportunità e le criticità del settore è la ricerca Il comparto zootecnico italiano: stato dell’arte, sfide e opportunità per il Sud Italia, realizzata dall’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano. Il documento fotografa una filiera chiamata ad affrontare contemporaneamente l’aumento dei costi, la complessità degli adempimenti amministrativi e un accesso non omogeneo alle tecnologie digitali. “Per il comparto bufalino e per la Mozzarella di Bufala Campana Dop, il tema è strategico: l’innovazione può contribuire a rafforzare la competitività di una produzione che esprime qualità, competenze, tradizione e identità territoriale, a condizione che sia concretamente accessibile alle imprese e orientata a risultati misurabili”, commenta il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani.

    Uno degli elementi più significativi evidenziati dalla ricerca riguarda il peso degli adempimenti amministrativi sulle aziende zootecniche. Secondo uno studio di Confagricoltura citato nel documento, un’azienda media può dover gestire fino a 20 registri obbligatori e oltre 2.000 registrazioni annuali. Il problema non è soltanto la quantità degli obblighi, ma anche la frammentazione dei sistemi informativi, che aumenta il rischio di errori formali, ritardi e sanzioni, sottraendo tempo e risorse alla gestione dell’attività produttiva. La seconda criticità riguarda la diversa capacità dei territori di adottare le tecnologie più avanzate. I dati riportati dall’Osservatorio Smart AgriFood mostrano che, nel 2025, il tasso di adozione delle soluzioni di Agricoltura 4.0 raggiunge circa il 50% al Nord, contro il 33% nel Sud e nelle Isole. Il divario emerge anche nelle tecnologie applicate direttamente agli allevamenti: i robot autonomi o semi-autonomi per le attività in stalla sono utilizzati dal 29% delle aziende del Nord contro appena l’8% di quelle del Sud. Alla base di questa differenza ci sono dimensioni aziendali, disponibilità di capitali, competenze e possibilità di sostenere investimenti iniziali.

    La ricerca evidenzia inoltre che le aziende settentrionali sono maggiormente predisposte ad autofinanziare l’innovazione, mentre quelle meridionali dipendono più frequentemente dal sostegno pubblico. Gli incentivi all’innovazione hanno infatti guidato fortemente la crescita degli investimenti in digitalizzazione negli ultimi anni nell’intero settore agricolo, con l’80% delle aziende che ha investito in una soluzione digitale perché guidato dalla presenza di una tipologia di incentivo. Ma solo il 21% avrebbe comunque investito. Il ricorso alle forme di assistenza caratterizza in particolare il Meridione. Le aziende del Sud, in ogni caso, tendono a diversificare maggiormente i propri investimenti, con un’attenzione particolare alla gestione della risorsa idrica, la salute del suolo e la qualità alimentare (Istat, Osservatorio Smart AgriFood).

  • 13:05 - Saccani (Consorzio Mozzarella Bufala Campana Dop): "Per esportare di più serve innovazione"

    Roma, 30 ott. - (Adnkronos) - “I mercati più importanti sono quelli più vicini, perché noi, per questioni logistiche e di shelf life, cioè di durata del prodotto, purtroppo non possiamo andare troppo lontano. La Francia continua a darci grandi soddisfazioni". Così Pier Maria Saccani, direttore del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, che a margine del World Buffalo Congress, in corso a Sorrento, indica nell’innovazione tecnologica una strada per ampliare le opportunità di esportazione. “Per internazionalizzare il nostro commercio dobbiamo guardare anche a mercati un po’ più distanti. Le riflessioni che stiamo facendo in questi giorni, durante questo congresso mondiale, riguardano anche l’innovazione tecnologica e gli strumenti che ci possano consentire di soddisfare le richieste che arrivano, per esempio, dagli Stati Uniti e dal Giappone", spiega Saccani.

    È proprio sulla tecnologia che Saccani richiama l’attenzione, invitando a superare le diffidenze nei confronti dell’innovazione: "non deve essere vista come un demonio. L’innovazione tecnologica ha sempre spaventato l’uomo, dalla notte dei tempi. Noi dobbiamo applicarla per mantenere livelli qualitativi di eccellenza del nostro prodotto, perché solo sulla qualità possiamo competere sui mercati. La qualità, dunque, resta il punto di partenza anche nella prospettiva di raggiungere consumatori geograficamente lontani. Dobbiamo anche mettere il consumatore lontano nelle condizioni di poter apprezzare il nostro prodotto. Per questo l’innovazione è il punto sul quale dobbiamo lavorare per esportare di più”.

    “Il rapporto tra nuove tecnologie e tipicità rappresenta, secondo il direttore del Consorzio, una delle questioni centrali per il futuro della filiera. Le nuove tecnologie sono la sfida per il futuro. Sembra una contraddizione, ma per mantenere la tipicità dobbiamo aprire la porta all’innovazione”, conclude Saccani.

  • 13:05 - Raimondo (Tutela mozzarella bufala campana Dop): "Filiera 1,2-1,3 mld, quasi una Fiat"

    Sorrento, 30 ott. - (Adnkronos) - "Per l'economia del Sud Italia, la filiera della mozzarella di bufala Campana Dop, vale tanto.

    Solo in Campania, senza contare le altre aree della mozzarella di bufala campana, come il Basso Lazio e qualche comune in provincia di Foggia, siamo circa al 14% del Pil, con un volume d'affari complessivo di circa 1,2-1,3 miliardi. Non diciamo che siamo una Fiat, ma quasi". Lo ha detto Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di Tutela della Mozzarella di bufala campana Dop, a margine della giornata conclusiva del World Buffalo Congress la tre giorni dedicata al settore bufalino.

    Sulle sfide per crescere sui mercati internazionali, Raimondo ha spiegato: "La sfida importante è essere sempre più tecnologici e all'avanguardia, senza mai dimenticare la ricetta del nonno, perché alla fine è solo questa che fa sì che il consumatore, quando mangia questo prodotto, mangi sempre un prodotto che fa la differenza come eccellenza. Per far sì che questo succeda bisogna tenere sempre la guardia molto alta sulla tecnologia da una parte e sulla vecchia ricetta dall'altra". Sul fronte delle imitazioni: "Come consorzio abbiamo una squadra ispettiva: siamo come i cani da tartufo, sempre in giro a cercare di scovare qualche furbo dell'ultimo minuto. Da un anno abbiamo messo in campo anche l'intelligenza artificiale, che ci ha già aiutato tante volte a trovare qualche furbetto in giro, non solo in Italia, dove ce ne sono pochi, quasi nessuno. Il problema è soprattutto l'Europa e l'oltreoceano. La squadra ispettiva è sempre in giro e, quando trova qualcosa di poco chiaro, cerca di bloccare sul nascere queste mozzarelle fake che circolano per distogliere il consumatore dalla realtà".

    Quanto al bilancio della manifestazione: "La cosa bella è che si sono iscritte circa 700 persone da 150 Paesi: in questa tre giorni il mondo è arrivato in Campania per capire la nostra bufala, il nostro prodotto, la nostra mozzarella e l'economia che gira intorno a questo animale e a questo prodotto. Anche noi abbiamo visto come lavorano gli altri e cosa fanno. Noi puntiamo molto sul prodotto finito, la mozzarella di bufala campana; negli altri Paesi lavorano anche sull'animale come carne. Ci sono quindi due visioni che fanno la differenza: probabilmente loro impareranno qualcosa dal nostro sistema e noi dobbiamo sicuramente imparare qualcosa dal loro". E per il mercato nazionale, ha concluso Raimondo, "sicuramente emerge il mondo delle carni. Nel nostro Paese la carne di bufala non è ancora capita, se ne consuma pochissimo; forse se ne consuma di più in Europa che in Italia. Bisogna far capire ai nostri consumatori che anche la carne di bufala è molto buona, molto nutriente, con valori nutrizionali in alcuni casi persino superiori a quelli della vacca, del manzo. C'è ancora tanto da studiare e da mettere a punto in questo nuovo mondo, ma da questo congresso è emerso che dobbiamo lavorare in questa direzione".

  • 13:03 - Gdo, Celenta (Metro): "Supplier Conference 2026 per rafforzare collaborazione con fornitori e continuare a creare valore per l’HoReCa"

    Milano, 30 ott. - (Adnkronos) - Oltre 700 persone, di cui circa 500 rappresentanti di aziende fornitrici e circa 200 persone di Metro Italia, tra grandi realtà e piccole e medie imprese locali, riuniti alla Supplier Conference Metro 2026, organizzata a Milano. Un momento di incontro nato con l’intento di mettere a confronto i diversi attori della filiera sulle trasformazioni che stanno interessando il mercato HoReCa: “La Supplier Conference è un grande momento di incontro e confronto con le aziende della nostra filiera. Abbiamo voluto mettere insieme oltre 500 nostri fornitori, associazioni di categoria, e ristoratori per condividere come sta evolvendo il mercato e quali sfide abbiamo davanti - spiega Marco Celenta, Direttore Acquisti di Metro Italia, intervenendo nel corso della Supplier Conference Metro 2026 - Per Metro significa soprattutto rafforzare una collaborazione che consideriamo fondamentale per creare valore e continuare a crescere insieme”. (VIDEO)

    La giornata si è aperta con un videomessaggio di saluto del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che ha richiamato il ruolo strategico della ristorazione e dell’ospitalità nella valorizzazione delle filiere agroalimentari nazionali e nella promozione delle eccellenze del Made in Italy. I lavori sono quindi proseguiti con una sessione plenaria, un confronto sull’andamento e sui principali trend del mercato HoReCa e approfondimenti dedicati alle esigenze di ristoranti, pizzerie, bar e strutture ricettive. Tra i focus della giornata, le opportunità comuni di crescita, innovazione e competitività e il ruolo strategico che fornitori e realtà produttive territoriali possono svolgere nello sviluppo del mercato professionale.

    L’azienda della distribuzione all’ingrosso opera come punto di raccordo tra produttori e mondo HoReCa, mettendo in relazione le imprese con il mercato professionale attraverso la propria presenza sul territorio. In Italia l'azienda conta 46 punti vendita in 16 regioni e 3 depositi dedicati alle consegne dirette, operando attraverso un modello integrato di distribuzione al servizio dei professionisti della ristorazione e dell'ospitalità.

    Nel corso dell’evento si è tenuta anche una tavola rotonda con protagonisti i diversi attori della filiera, che si sono confrontati sull'evoluzione delle abitudini di consumo e del mercato HoReCa; competitività delle imprese e risposta ai nuovi bisogni della ristorazione e dell'ospitalità; collaborazione tra aziende fornitrici, distribuzione e professionisti; valorizzazione delle produzioni italiane e delle eccellenze territoriali e le opportunità di crescita; innovazione e internazionalizzazione per le imprese della filiera.

    Attraverso la Supplier Conference, quindi, Metro si è affermata come ponte tra produzione e ristorazione per favorire una maggiore conoscenza e diffusione delle produzioni italiane nel canale HoReCa, ribadendo il proprio posizionamento come partner di riferimento per le aziende della produzione e dell'industria che vogliono raggiungere tutto il mondo della ristorazione e dell'ospitalità: “Vogliamo confermare il ruolo di Metro come distributore partner di riferimento per le aziende della produzione e dell’industria che vogliono raggiungere tutto il mondo HoReCa. Grazie alla nostra offerta multicanale unica nel settore, fatta di punti vendita, canali digitali e consegna diretta, siamo l’operatore all’ingrosso che può creare il migliore collegamento concreto tra chi produce e chi ogni giorno lavora nella ristorazione e nell’ospitalità. La Supplier Conference nasce proprio per rafforzare questa collaborazione e generare nuove opportunità di crescita per tutta la filiera”, conclude Celenta.

  • 12:44 - A Roma congresso Siso per il futuro dell'oftalmologia tra ricerca e innovazione

    Roma, 30 ott. (Adnkronos Salute) - Ricerca, formazione, innovazione e confronto clinico: si è aperto a Roma il V Congresso nazionale della Siso - Società italiana di scienze oftalmologiche Ets, in programma dal 29 al 31 ottobre al Centro congressi Rome Cavalieri. L'edizione 2026 fotografa la crescita della comunità scientifica riunita attorno a Siso attraverso numeri di particolare rilievo, si legge in una nota: 1.059 relatori, oltre 2.400 metri quadrati di area espositiva, 148 corsi e simposi, 70 aziende presenti, 45 società scientifiche, 27 chirurgie in diretta e 11 sale attive in contemporanea. Il congresso propone tre giornate di formazione e confronto sulle principali aree dell'oftalmologia, con sessioni dedicate alla retina medica e chirurgica, cataratta e chirurgia del segmento anteriore, glaucoma, cornea e superficie oculare, refrattiva, oftalmologia pediatrica, ortottica e strabismo, annessi oculari e tematiche interdisciplinari. Accanto alle relazioni scientifiche, la chirurgia in diretta rappresenta uno dei momenti più qualificanti del programma, consentendo il confronto immediato sulle tecniche e sulle soluzioni chirurgiche più attuali.

    Particolare attenzione - si legge - è riservata alle tecnologie emergenti, alla diagnostica avanzata, all'evoluzione delle terapie e all’integrazione degli strumenti digitali nella pratica clinica. Il congresso intende inoltre valorizzare il contributo dei centri italiani alla ricerca clinica e alla formazione, favorendo la condivisione delle migliori evidenze e delle esperienze maturate sul territorio. Il programma prevede anche momenti di dialogo con le istituzioni sui temi dell'assistenza oftalmologica, della sostenibilità dell'innovazione, della prevenzione e dell'accesso alle cure. Il ministro della Salute Orazio Schillaci partecipa ai lavori istituzionali.

    "L'oftalmologia sta attraversando una fase di straordinaria evoluzione scientifica e tecnologica - afferma Teresio Avitabile, presidente Siso - Il compito di una società scientifica è trasformare questa crescita di conoscenze in formazione di qualità, appropriatezza clinica e cure sempre migliori. Il congresso è il luogo nel quale esperienza, ricerca e innovazione possono confrontarsi e diventare patrimonio comune della comunità oftalmologica". Il congresso Siso - conclude la nota - si propone quindi come una piattaforma scientifica ampia e multidisciplinare, nella quale professionisti, ricercatori, società scientifiche e imprese possono confrontarsi sul futuro dell’oftalmologia italiana, con l’obiettivo di coniugare qualità clinica, innovazione e sostenibilità.

  • 12:39 - Binance, maxi attacco hacker da 6,3 miliardi di dollari: sospetti sulla Corea del Nord

    New York, 30 ott. (Adnkronos/Afp) - Maxi attacco hacker a Binance. La piattaforma di criptovalute ha dichiarato di essere al lavoro per risolvere un "attacco complesso" che ha interessato fondi per circa 6,3 miliardi di dollari e che ha coinvolto diversi "punti di violazione". Di questa cifra, circa la metà è stata congelata per impedire un furto su vasta scala.

    "Le nostre indagini iniziali suggerivano che l'incidente di sicurezza potesse aver riguardato un portatile compromesso; tuttavia, gli accertamenti successivi hanno rivelato ulteriori punti di violazione", ha scritto l'azienda su X. "Si è trattato di un attacco complesso e stiamo facendo tutto il possibile, in coordinamento con le forze dell'ordine, per risolverlo".

    L'azienda – il più grande exchange di criptovalute al mondo per volume di scambi giornalieri – ieri ha pubblicato una serie di messaggi, talvolta contraddittori, sul social network X, ribadendo che "i fondi degli utenti sono completamente al sicuro", ma promettendo al contempo di "coprire tutte le perdite". Successivamente, attraverso il proprio account X dedicato all'America Latina, la società ha precisato che "l'impatto totale stimato è di circa 6,3 miliardi di dollari".

    "Abbiamo collaborato con i nostri partner nel settore blockchain per bloccare gli asset coinvolti; finora sono stati congelati circa 3 miliardi di dollari direttamente sulla blockchain", ha aggiunto l'azienda. Si tratterebbe di una cifra quattro volte superiore a quella sottratta nel più grande attacco informatico di questo tipo mai registrato finora: il furto di 1,5 miliardi di dollari ai danni della piattaforma Bybit, avvenuto nel febbraio 2025. All'epoca, il colpo ai danni di Bybit fu attribuito a un gruppo di hacker legato alla Corea del Nord, noto come TraderTraitor.

    La società di analisi blockchain TRM Labs ha dichiarato di ritenere "con un alto grado di certezza" che anche l'attacco a Binance sia stato orchestrato da TraderTraitor, citando "solide prove raccolte sia on-chain che off-chain". "Diverse caratteristiche di questo attacco corrispondono a precedenti furti riconducibili alla Corea del Nord", ha affermato TRM. Si ritiene che TraderTraitor faccia parte del Lazarus Group, salito agli onori della cronaca nel 2014 in seguito all'accusa di aver hackerato Sony Pictures per ritorsione contro il film "The Interview", una pellicola che prendeva in giro il leader nordcoreano Kim Jong Un.

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