Sono almeno 53 i morti in un incidente che ha coinvolto un camion che aveva stipati a bordo oltre duecento migranti, avvenuto giovedì nello Stato del Chiapas, nel Sud del Messico. Le vittime si trovavano a bordo del rimorchio del mezzo, che si è capovolto e schiantato contro i piloni di un ponte: altre 58 persone sono rimaste ferite, tre delle quali in modo grave. Quasi tutti provenivano dal Centroamerica, in particolare dal Guatemala, e stavano cercando di raggiungere gli Stati Uniti. Stando alle prime ricostruzioni, sembra che l’autista del camion abbia perso il controllo per eccesso di velocità e sia poi fuggito dopo l’incidente. È stato necessario l’intervento dei soccorritori per estrarre i sopravvissuti dalla pila di corpi.

A quanto riporta l’Associated Press, i migranti scampati alla morte hanno raccontato di aver pagato dai 2.500 ai 3mila dollari per raggiungere lo Stato di Puebla, nel Messico centrale. Lì si sarebbero affidati a un’altra rete di trafficanti per raggiungere il confine Usa. Il presidente messicano Andres Manuel Lopez Obrador ha espresso su Twitter il proprio cordoglio per l’incidente, mentre il governatore del Chiapas, Rutilio Escandon, ha espresso solidarietà alle famiglie delle vittime, promesso pronta assistenza ai feriti ed un’inchiesta per stabilire le responsabilità dell’incidente. Si tratta della peggiore strage di migranti in Messico dal 2010, quando in 72 furono massacrati dal cartello dei Los Zetas nello Stato di Tamaulipas.

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