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10 Dicembre 2021

Ultimo aggiornamento: 10:15 del 10 Dicembre 2021

I trenta giovani alfieri di Mattarella: è sbagliato chiamarli studenti, la scuola non c’entra

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Sergio Mattarella

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di Ilaria Muggianu Scano

Alfieri per la scuola ma non grazie alla scuola: questa l’antifrastica realtà dei 28 giovani studenti recentemente insigniti del titolo di “alfiere della Repubblica” dal Presidente, Sergio Mattarella. Sono trenta gli attestati d’onore (due ad azioni filantropiche collettive), ma probabilmente non è del tutto corretto significare la “meglio gioventù” con la vaga definizione, a largo spettro, di “studenti”. “Ai giovani che si sono distinti per l’uso consapevole e virtuoso degli strumenti tecnologici e dei social network anche durante la difficile gestione della socialità determinata dalla pandemia”, proclama la laurea d’esemplarità prevista dalla Repubblica italiana.

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La stampa si è recentemente sdilinquita nel descrivere i giovani alfieri come destinatari del riconoscimento in relazione al mondo della scuola, parlando di 28 giovani studenti. Nanni Moretti sentenziava con il celebre motto di buon senso: “Le parole sono importanti” che sembra attagliarsi a riflessioni cogenti, in buona compagnia di Nietzsche, che irritato da certo e diffuso fervore ingenuo, si chiede: “Quanta verità può sopportare un uomo?”. Probabilmente poca, si sarebbe risposto, se si concede anche solo un pertugio esistentivo alla, pur soberrima, illusione e ingenuità di chi lascia lingueggiare la fiamma dell’ottimismo scolastico. Sarebbe trascinare nel ridicolo la liturgia dell’integralismo didattico, che di fatto non ha creato cambiamenti permanenti di segno positivo nel periodo in cui gli studenti più avevano bisogno di innovazione scolastica.

Le esperienze più riuscite, come più che spesso accade, sono state in mano alla buona volontà di pochi e creativi docenti che, di fatto, hanno, individualmente, creato il cambiamento a partire da un nuovo umanesimo, avulso, però, dall’universo Scuola, senza tuttavia sottrarsi all’inedita responsabilità educativa, ispirata al servizio pubblico. Ciò che viene in mente analizzando la motivazione al conferimento del titolo onorifico ai diversi giovani è che un simile suggello ai propri mirabili impegni sia arrivato nonostante un intenso impegno scolastico, non grazie alla scuola.

Un esempio tra gli altri – ma eccellentemente paradigmatico ed evocativo del nostro inflessibile postulato d’aletheia, come vorrebbero i greci antichi – è il caso del futuro medico chirurgo ambientalista Alessio Cozzolino, la cui motivazione al prestigioso riconoscimento decreta: “Per l’impegno e la competenza con cui affronta i grandi temi ambientali e il loro riflesso sulla coesione e la giustizia sociale. La sua attività di giornalista è diventata sempre più intensa negli anni del liceo, e ora è riconosciuta e apprezzata a livello di importante testate nazionali”.

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L’attitudine allo studio disciplinato, l’automotivazione, quando sarebbe stato più semplice crogiolarsi nell’autosabottaggio attendista di migliaia di studenti, durante la surreale e straniante didattica a distanza, uno spiccato fiuto per la ricerca scientifica e un’irriducibile capacità e professionalità comunicativa, vissuta come imperativo morale e l’indiscusso talento scrittorio fatto di parole che ad un certo punto sembrano ribellarsi alla stretta della carta e confluiscono in direzione dell’organizzazione di eventi aggregativi in cui porre la propria capacità scientifica ed intellettuale a disposizione di coetanei, attraverso lezioni d’approfondimento.

Nel sito del Quirinale, Cozzolino è descritto con encomiastiche riflessioni su un percorso di formazione autopoietico, di stampo umanista, che si snoda a partire dal background scientifico della propria famiglia. Simile il profilo dei colleghi d’alloro. Filoneismo, gratuità e filantropia, per concludere il quadro non certo pateticamente oleografico dei 28 giovani, un soteriologico distillato di realtà. Una realtà in cui la scuola non è presente. Dove sei scuola? Quo vadis?

Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione. Scopri tutti i vantaggi!

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  • 20:54 - Atalanta-Kairat Almaty 1-1, Krstovic non basta alla Dea

    Bergamo, 5 nov. (Adnkronos) - Il Kairat Almaty blocca l’Atalanta nella terza giornata di Conference League. Alla New Balance Arena finisce 1-1: sono i kazaki a portarsi in vantaggio al 53’ grazie alla rete di Gual, mentre la squadra bergamasca trova il gol del pareggio all’82’ con Krstovic, entrato da poco in campo. Nel finale la Dea prova a cercare la vittoria, senza riuscire però a perfezionare la rimonta. Con questo risultato, la Dea sale a 4 punti nella classifica della League Phase della terza competizione europea.

  • 19:29 - Infortuni: Inail, SI.IN.PRE.SA. fa tappa a Reggio Calabria

    Reggio Calabria, 5 nov. (Adnkronos/Labitalia) - Sul lungomare della zona Stazione Reggio Calabria Lido è stata inaugurata questa mattina la settima tappa di SI.IN.PRE.SA. (SIcurezza, INformazione, PREvenzione, SAlute), il progetto itinerante promosso dall’Inail per portare direttamente sui territori servizi, assistenza e strumenti concreti a sostegno della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. La stazione mobile dell’Istituto resterà a Reggio Calabria per due giorni, offrendo a imprese, lavoratori e cittadini consulenze specialistiche, visite medico-legali, attività formative e iniziative di sensibilizzazione sulla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.

    Ad aprire la giornata il direttore generale dell’Inail, Marcello Fiori e il presidente dell’Inail Fabrizio D’Ascenzo, intervenuto con un video messaggio e il sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro. Il progetto è stato illustrato dal direttore centrale Prevenzione Tommaso De Nicola, da Marta Clemente della Sovrintendenza sanitaria centrale Inail e dal direttore regionale Calabria Teresa Citraro.

    “In Italia più del 90% delle imprese ha meno di 10 dipendenti. È fondamentale accorciare – ha sottolineato Fiori – le distanze tra le istituzioni e queste realtà, spesso caratterizzate da lavorazioni complesse e da un’elevata incidenza di infortuni e malattie professionali. Per questo con il progetto SI.IN.PRE.SA stiamo attraversando il Paese, raggiungendo distretti industriali e consorzi agricoli per presentare concretamente le opportunità che l’Istituto è in grado di offrire. L’Inail vuole accompagnare la crescita della salute e della sicurezza aziendale, mettendo a disposizione incentivi, soluzioni innovative, risultati della ricerca, nonché le migliori prassi e procedure per gestire in modo efficace e moderno la tutela di chi lavora. È necessario realizzare una vera e propria economia della prevenzione con il coinvolgimento attivo delle istituzioni, delle imprese e delle organizzazioni sindacali”.

    "La promozione della sicurezza sul lavoro - ha detto il presidente dell’Inail Fabrizio D’Ascenzo - è una responsabilità condivisa che richiede il contributo attivo di tutti: istituzioni, imprese, lavoratori e parti sociali. Con la campagna itinerante SI.IN.PRE.SA., l’Inail rafforza la propria capacità di dialogo e collaborazione su tutto il territorio nazionale, mettendo a disposizione competenze specialistiche e soluzioni concrete per rispondere alle esigenze delle diverse realtà produttive. Questo progetto rappresenta un’occasione preziosa per costruire insieme una cultura della sicurezza sempre più diffusa e partecipata, valorizzando il ruolo centrale dell’Inail come punto di riferimento e supporto per chi ogni giorno contribuisce alla crescita e al benessere del Paese”.

    “Due giorni a Reggio Calabria - ha spiegato il direttore regionale Calabria Teresa Citraro - per offrire servizi e per avvicinare l’Inail al mondo produttivo, alle imprese e ai cittadini e per avviare un dibattito, perché SI.IN.PRE.SA è un percorso itinerante attraverso il quale il nostro Istituto incontra il territorio. Siamo contenti anche dell’entusiasmo degli studenti, in tanti presenti oggi, perché vediamo nei loro occhi un futuro di sicurezza sul lavoro e l’Istituto è accanto ai giovani per diffondere la cultura della prevenzione attraverso il loro linguaggio”.

    Oltre alla formazione ci saranno dimostrazioni di rianimazione BLSD, utilizzo dei defibrillatori, tecniche di disostruzione delle vie aeree e attività dedicate alla corretta postura. Particolare attenzione sarà riservata ai rischi legati al cambiamento climatico, alla sicurezza dei lavoratori outdoor, alla gestione digitale dei cantieri e alla prevenzione degli incidenti stradali e degli infortuni in itinere. Spazio anche agli incentivi economici messi a disposizione dall’Inail per sostenere gli investimenti delle imprese in sicurezza. Alcune sessioni formative consentiranno inoltre di acquisire crediti per rspp, aspp e formatori della sicurezza.

  • 19:25 - Morte De Miguel, portiere Owono: "Sono i giorni più difficili della mia vita"

    Roma, 4 nov. (Adnkronos) - "Questi sono i giorni più difficili della mia vita. Faccio fatica a trovare le parole e mi risulta molto complicato elaborare quanto accaduto. Provo un dolore immenso per la perdita di Jesús. Il mio pensiero va a lui, alla sua famiglia e a tutte le persone che gli volevano bene". Queste le parole del portiere dell'Andorra, Jesús Owono, che rompe il silenzio dopo la tragica morte di Jesús De Miguel, attaccante del Tenerife deceduto in seguito al violento scontro di gioco con lo stesso portiere della Guinea Equatoriale.

    "So che ci saranno molte questioni da affrontare e le affronterò con il massimo rispetto. Ma in questo momento, onestamente, non riesco a pensare ad altro che a Jesús e al dolore che stiamo vivendo. Riposa in pace, Jesús", conclude Owono in un post sui canali social ufficiali dell'Andorra. Il club, da parte sua, ha chiesto "la massima sensibilità e rispetto".

    "Oggi, prima di iniziare l'allenamento, ci siamo fermati per ricordare Jesús de Miguel ed esprimere le nostre condoglianze alla sua famiglia e a tutto il CD Tenerife. Riposa in pace, Jesús", ha scritto il club in un secondo post.

  • 19:15 - Biotech, report: 'ogni euro di valore generato da Roche Italia ha un impatto di 2,8 su Pil'

    Roma, 5 nov. (Adnkronos Salute) - Trasformare la ricerca in valore tangibile e propagarla come linfa vitale lungo tutto il sistema socio-economico del Paese: è la traiettoria delineata dalla seconda edizione dello Studio di Impatto di Roche in Italia, realizzato con il supporto metodologico di PwC Italia e presentato oggi a Roma durante l’incontro istituzionale 'L’impatto di Roche e il valore del settore biotech come motore di sviluppo e crescita per l’Italia'. Per ogni euro di valore aggiunto diretto generato da Roche in Italia - informa una nota - l’impatto complessivo sul Pil nazionale è pari a 2,8 euro. Un effetto moltiplicatore che si estende anche all’occupazione, con 3,2 posti di lavoro complessivi sostenuti lungo tutta la filiera e nell’indotto per ogni dipendente diretto, e alla ricerca clinica, dove ogni euro investito negli studi sponsorizzati genera un risparmio stimato di 2,82 euro per il Servizio sanitario nazionale. Sono 3 indicatori che "evidenziano come gli investimenti in innovazione producano benefici che vanno oltre il perimetro del comparto, contribuendo alla crescita economica, alla creazione di occupazione qualificata, alla salute dei cittadini e alla sostenibilità della spesa sanitaria pubblica, generando valore per l’intera società e il Sistema Paese".

    In occasione dell’evento, Roche ha annunciato di aver ottenuto l’assegnazione del Bollino per le buone pratiche partecipative, istituito dal Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro e il premio Parità di Genere 2026, promosso da Assolombarda, Assolombarda servizi società benefit e dall’Associazione Steamiamoci. I riconoscimenti - si legge nella nota - certificano l’eccellenza dei modelli aziendali di Roche nella promozione del dialogo sociale e dell’inclusione, come evidenziato anche nello Studio di Impatto, in cui si attesta l’assenza di gender pay gap (certificazione Uni/PdR 125) e, guardando all’occupazione diretta, si rileva che più di una dipendente su due è donna (54%) e si registra la compresenza attiva di quattro generazioni, con una quota pari al 30% di giovani under 40.

    Il Cnel ha premiato, in particolare, 3 forme di partecipazione: quella economico-finanziaria, grazie a un piano di azionariato, aperto su base volontaria, a tutti i dipendenti; quella organizzativa, che conta su organismi paritetici dedicati alla parità di genere e alla diversità - la Commissione ne ha apprezzato in particolare la storicità e la strutturazione - e quella consultiva, che passa per un ascolto continuo delle persone. "Lo Studio di Impatto presentato oggi - scrive Renato Brunetta, presidente del Cnel, in un messaggio letto in apertura dell’evento - descrive un’azienda in cui il 78% dei dipendenti è laureato e in cui per ogni ora di formazione obbligatoria se ne svolgono 2,4 di formazione non obbligatoria. Dove il valore nasce dalla conoscenza, coinvolgere chi lavora nelle scelte dell’impresa diventa una condizione per competere. È il ‘paradigma partecipativo’ in cui il Cnel crede, un investimento in produttività, il nodo che la nostra economia non ha ancora sciolto".

    Dopo i saluti istituzionali dell’Ambasciatore di Svizzera in Italia, Roberto Balzaretti, e del Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Claudio Durigon, l’incontro ha ospitato un intervento dell'economista e docente universitario Tito Boeri, dando poi spazio a un dibattito con contributi dei General Manager di Roche Spa, di Roche Diagnostics Spa e con la partecipazione di rappresentanti di: ministero della Salute, Mimit, Mur, Farmindustria, Assobiotec, Confindustria Dispositivi medici e Istituto Bruno Leoni. Le voci sono state concordi nel delineare con chiarezza come il settore delle scienze della vita sia a un punto di svolta strategico.

    "Apprezziamo i primi segnali del Governo nella manovra e sul Testo Unico, ma la velocità delle riforme è ancora troppo lenta rispetto a come corrono i capitali internazionali”, afferma Amy VanBuskirk, nuova General Manager di Roche Spa. “Il rischio reale per l’Italia è quello di una delocalizzazione silenziosa: ogni giorno che passa senza decisioni strutturali, i grandi investitori scelgono altri hub. I dati sono inequivocabili: secondo lo studio Altems, solo le lungaggini burocratiche nell'attivazione dei centri clinici sono costate al Paese oltre 10.500 pazienti non arruolati e 180 milioni di euro di benefici sanitari persi in 3 anni. A questo si somma un payback che sottrae liquidità vitale proprio dove l’effetto moltiplicatore su ricerca e lavoro qualificato è massimo. Per invertire la rotta servono scelte coraggiose: superare gradualmente il payback, imporre tempi certi e contratti unici per i trial clinici e premiare chi sceglie di ancorare in Italia valore aggiunto, occupazione specialistica e una filiera di eccellenze territoriali".

    Anche nel 2025 Roche Italia si conferma la seconda azienda per contributo al payback farmaceutico, con un totale di 178 mln di euro versati, pari a una quota di ben il 7,5% dell’intero ripiano nazionale - riferisce la nota - Applicando la metodologia dell'analisi delle Missed Opportunities condotta da Altems Università Cattolica in collaborazione con Farmindustria, ai dati della ricerca clinica Roche, emerge che una più rapida attivazione degli studi e una gestione ottimizzata del ‘trial journey’ consentirebbero di arruolare più pazienti (+35% sui 34 studi interventistici sponsorizzati attivi in Lombardia nel 2025, analizzati come campione rappresentativo a livello nazionale) e generare un risparmio pari a 1,4 mln per il Ssn. Dati che andrebbero a sommarsi all’impatto complessivo della ricerca promossa da Roche in Italia. Sono 191 gli studi interventistici attivi al 2025, per un totale di 13.326 pazienti complessivamente coinvolti, in 6 aree terapeutiche (cardiovascolare e metabolica, ematologia, immunologia, neuroscienze, oftalmologia, oncologia). A questi - dettaglia la nota - si sommano 36 studi osservazionali e 25 Programmi di uso compassionevole (Cup). Un’attività di ricerca che rappresenta anche una leva per la sostenibilità del sistema salute: con i 137 studi sponsorizzati attivi al 2025 - dei 191 studi complessivi citati - è stato stimato un risparmio totale per il Ssn pari a 94,4 mln di euro.

    Con 20 studi attivi promossi da Roche Diagnostics nel 2025 e un totale di 11.480 pazienti coinvolti, la diagnostica si conferma la bussola delle scelte cliniche (guidandone circa il 70%) e lo strumento principe per orientare il Ssn verso un paradigma preventivo, proattivo e personalizzato.

    "È con questa consapevolezza che ci impegniamo costantemente nella generazione non solo di evidenze cliniche, ma anche dati di impatto economico e organizzativo, offrendo ai decisori sanitari gli strumenti necessari per un’adozione consapevole e informata dell'innovazione. Perché il valore della diagnostica non deve essere misurato solo all'interno del laboratorio ma lungo l'intero percorso clinico del paziente”, sottolinea Burçak Çelik, General Manager di Roche Diagnostics Spa. “L’Italia rappresenta un mercato strategico per la nostra azienda. A fronte del chiaro riconoscimento istituzionale del valore del nostro settore, inserito tra i comparti strategici nazionali, continuiamo tuttavia a scontrarci con misure fortemente penalizzanti, a partire dal payback sui dispositivi medici. Un sistema basato su tetti di spesa strutturalmente sotto finanziati impone alle imprese private di ripianare fino al 50% lo sforamento regionale per l'acquisto di tecnologie sanitarie: un meccanismo non più sostenibile. Il payback - rimarca - non è un problema che riguarda solo le aziende, ma un vero freno alla modernizzazione del Ssn. Per continuare a garantire ai cittadini l'accesso alle innovazioni diagnostiche più avanzate, è indispensabile superare questa logica e definire una governance chiara e prevedibile. Auspichiamo pertanto che il Parlamento possa rivedere l’impostazione della attuale legge di bilancio e che il Governo si impegni quanto prima in una riforma organica e strutturale per la governance dei dispositivi medici, a tutela della salute pubblica e della competitività dell'Italia in Europa".

    Il valore complessivo generato da Roche in Italia alimenta il tessuto industriale del nostro Paese in modo diffuso: con 718 mln di euro di impatto sul Pil nazionale, l’azienda - chiarisce la nota - coinvolge con le sue attività oltre 1.300 fornitori italiani in 51 settori merceologici e, nel 78% dei casi, si tratta di Pmi. Sul fronte occupazionale, i dipendenti diretti sono 993, ma si sostengono complessivamente 3.195 lavoratori equivalenti totali (Ula), considerando tutti i livelli della filiera e l’indotto, con un investimento continuo nello sviluppo delle competenze: sono oltre 60mila le ore di formazione erogate nel 2025 ai collaboratori Roche, con un effetto moltiplicatore di 2,4 di formazione non obbligatoria per ogni ora di formazione obbligatoria, mentre 5.700 sono state le ore dedicate all’Ai. Infine, rispetto all’impatto ambientale, a fronte di importanti traguardi già raggiunti tra il 2022 e il 2025 nella riduzione dei consumi di energia elettrica (-30%), di gas metano (-4%) e di emissioni di gas serra (-8%), il prossimo traguardo è rappresentato da un innovativo progetto geotermico che si pone l’obiettivo di rendere la sede Roche Italia di Monza a zero emissioni di Co2 entro il 2027.

  • 18:50 - AI, Stefani (DeepHealth): "Può contribuire alla sostenibilità del Ssn"

    Milano, 5 nov. (Adnkronos Salute) - L'intelligenza artificiale "può contribuire alla sostenibilità del Sistema sanitario nazionale italiano in quanto non solo aiuta a identificare patologie, ma anche a prevenire interventi non necessari per il paziente, come ad esempio biopsie non sono necessarie per la valutazione di un cancro". Lo ha detto Niccolò Stefani, Business & Product Leader, Clinical AI di DeepHealth, intervenendo a Milano all’incontro "L'Ai nella diagnostica italiana: dall'adozione all'impatto clinico" organizzato da DeepHealth, azienda che opera nel campo dell’informatica sanitaria basata sull’intelligenza artificiale, nei giorni in cui si svolge il 52esimo congresso nazionale della Società italiana di radiologia medica e interventistica - Sirm.

    Le principali applicazioni dell’integrazione dell’Ai nell'ambito dell'imaging diagnostico si osservano oggi "sia nello screening del tumore alla mammella, al polmone e alla prostata, che nella medicina d'urgenza, ad esempio per l’identificazione delle fratture" spiega Stefani. L'adozione dell'intelligenza artificiale nei sistemi sanitari e nelle strutture ospedaliere italiane "sta crescendo velocemente. Ad oggi con la nostra intelligenza artificiale eseguiamo l'analisi di approssimativamente 5 milioni di esami l'anno. Un dato - sottolinea - che rende l’idea di quando questa stia diventando fondamentale". Sul rapporto tra intelligenza artificiale, diagnostica per immagini e medicina predittiva nel prossimo futuro, il Business & Product Leader, Clinical AI di DeepHealth aggiunge: "L'intelligenza artificiale avrà certamente un ruolo fondamentale sia nell’individuazione delle patologie già in essere che dal punto di vista predittivo. Tra le nostre soluzioni ne esiste già una in grado di predire lo sviluppo del cancro alla mammella da qui a cinque anni".

  • 18:40 - AI, Panebianco (Sapienza): E' di grande apporto per la radiologia diagnostica"

    Milano, 5 nov. (Adnkronos Salute) - "Il contributo dell'intelligenza artificiale nella diagnostica per immagini, e quindi nella radiologia diagnostica, è eccellente. Il radiologo, per definizione, è nato con il digitale ed è da sempre abituato a far fronte ad una serie di immagini che ha dovuto sintetizzare con l'occhio umano. Oggi, i software di intelligenza artificiale utilizzano una sintesi automatica, quindi sicuramente questo è un grosso apporto”. Lo ha detto Valeria Panebianco, direttrice del Dipartimento di Scienze radiologiche, oncologiche e anatomo-patologiche presso l’università Sapienza di Roma, in occasione dell'incontro, oggi a Milano, "L'Ai nella diagnostica italiana: dall'adozione all'impatto clinico". L’evento è organizzato da DeepHealth, azienda attiva nell’informatica sanitaria basata sull’intelligenza artificiale, nei giorni in cui si svolge il 52esimo congresso nazionale della Società italiana di radiologia medica e interventistica - Sirm.

    I benefici già riscontrabili offerti dall’integrazione dell’Ai nell’imaging diagnostico "sono ormai validati in diversi campi e in vari clinical setting. In oncologia, e nello specifico nell'ambito genito-urinario, l'utilizzo di software installati direttamente nelle risonanze magnetiche permette di migliorare la qualità delle immagini - spiega - rendendo idonee quelle che prima sarebbero state alterate dal respiro pesante del paziente piuttosto che dalla peristalsi intestinale. Questi artefatti vengono oggi automaticamente cancellati grazie all’Ai". Un altro vantaggio derivante dall’integrazione di tools di Ai nella diagnostica per immagini è rappresentato dalla possibilità di "selezionare automaticamente i pazienti che presentano un tumore. Se, per esempio, dobbiamo refertare una lunga serie di risonanze magnetiche, per il radiologo è molto importante poter iniziare da quelle in cui è presente una patologia, lasciando magari ai giorni successivi la refertazione degli esami relativi a pazienti che non hanno il cancro".

    "Un buon utilizzo dell'intelligenza artificiale - aggiunge - aiuta a ottimizzare i tempi e i costi e a limitare tutto ciò che può rappresentare un aggravio nella giornata lavorativa del radiologo. Una Tc total body, per esempio, produce l’acquisizione di 5.000 immagini. Prima queste dovevano essere esaminate singolarmente dal radiologo, oggi questo lavoro lo svolge l'occhio dell'intelligenza artificiale, impiegando certamente meno tempo". Perché l'innovazione tecnologica sia effettivamente al servizio del medico e del paziente occorre e il suo utilizzo diventi massivo “bisogna innovare il sistema e formare figure professionali con competenze miste, che si occupino di medicina e di radiologia, ma che sappiano anche capire come funziona nello specifico un software di intelligenza artificiale, anziché limitarsi a saperlo applicare. Ci vorrebbe una trasformazione anche delle scuole di specializzazione, con l'introduzione di figure professionali specifiche all'interno dei team che operano nei diversi settori". L’impiego di sistemi di Ai in prevenzione, diagnosi e trattamento apre nuove possibilità per il futuro: "Una di queste è sicuramente lo snellimento delle liste d’attesa. Immaginiamo, a titolo di esempio, un algoritmo che possa interfacciarsi tra la richiesta di un medico di base e le prestazioni effettuate in un'azienda ospedaliera. Questo algoritmo potrebbe essere in grado di discriminare quale sia il livello di urgenza che porta all'acquisizione di un esame piuttosto che di un altro e, soprattutto, con quale tempistica", conclude.

  • 17:24 - Zocchetti (ViiV): "Lo stigma sull'Hiv nasce da scarsa conoscenza dei progressi scientifici"

    Roma, 5 nov. (Adnkronos Salute) - "Non tutti sanno che vivere con l'Hiv non rappresenta più il problema di un tempo, trattandosi di una condizione che permette di condurre una vita assolutamente normale. Il concetto di U=U (Undetectable = Untransmittable, Non rilevabile = non trasmissibile) esiste, consentendo alle persone di avere una vita sociale e relazionale normale e senza limitazioni, poiché si sa che l'infezione non viene trasmessa. Tutto questo non è percepito dal pubblico, probabilmente perché la comunicazione ad oggi non è andata di pari passo con l'evoluzione scientifica. Invece questo è un passaggio altamente importante e fondamentale: le persone all'esterno devono conoscere la realtà di oggi e i progressi straordinari compiuti su questa patologia". Lo afferma Cristina Zocchetti, direttore medico di ViiV Healthcare Italia e Olanda, oggi a Casa Gsk a Verona, in occasione dell’incontro "Oltre lo stigma: salute, prevenzione e inclusione". Un appuntamento durante il quale sono stati presentati i risultati della campagna 'Tackle Hiv 2026 italia', condotta online da Research Without Barriers (Rwb) su 2.012 adulti italiani tra il 10 e il 23 marzo 2026 per conto della farmaceutica, in collaborazione con Terrence Higgins Trust.

    "L'innovazione può giocare un ruolo nella vita di una persona che vive con infezione da Hiv - riprende Zocchetti - Oggi tutti i trattamenti sono efficaci, quindi il problema non è l'efficacia della terapia, perché se adeguatamente seguiti e con un monitoraggio attento, tutti i pazienti possono stare bene. Il vero valore dell'innovazione, invece, è andare oltre l'efficacia biologica o clinica per normalizzare il più possibile la vita della persona che vive con l'Hiv, integrandosi nelle sue necessità, nelle sue abitudini e nella sua quotidianità". In tal senso, "avere somministrazioni gestite da un operatore sanitario aiuta a mantenere l'aderenza. Disporre di terapie sempre meno frequenti contribuisce a garantire una qualità di vita quasi normale, facendo sentire la persona meno stigmatizzata, meno ‘paziente’ e permettendole di agire in assoluta libertà", aggiunge.

    "Pensiamo anche alla persona anziana che ha già molte altre patologie e deve assumere diversi trattamenti essere libera dalla gestione quotidiana dell'infezione da Hiv rappresenta un supporto importante per sentirsi più vicina ai suoi coetanei. L'innovazione passa proprio attraverso la capacità di integrarsi nella vita di chi vive con l'Hiv, riducendo al minimo lo stigma e il peso della terapia". conclude.

Adn Kronos www.adnkronos.com
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