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10 Dicembre 2021

Ultimo aggiornamento: 10:15 del 10 Dicembre 2021

I trenta giovani alfieri di Mattarella: è sbagliato chiamarli studenti, la scuola non c’entra

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Sergio Mattarella

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di Ilaria Muggianu Scano

Alfieri per la scuola ma non grazie alla scuola: questa l’antifrastica realtà dei 28 giovani studenti recentemente insigniti del titolo di “alfiere della Repubblica” dal Presidente, Sergio Mattarella. Sono trenta gli attestati d’onore (due ad azioni filantropiche collettive), ma probabilmente non è del tutto corretto significare la “meglio gioventù” con la vaga definizione, a largo spettro, di “studenti”. “Ai giovani che si sono distinti per l’uso consapevole e virtuoso degli strumenti tecnologici e dei social network anche durante la difficile gestione della socialità determinata dalla pandemia”, proclama la laurea d’esemplarità prevista dalla Repubblica italiana.

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La stampa si è recentemente sdilinquita nel descrivere i giovani alfieri come destinatari del riconoscimento in relazione al mondo della scuola, parlando di 28 giovani studenti. Nanni Moretti sentenziava con il celebre motto di buon senso: “Le parole sono importanti” che sembra attagliarsi a riflessioni cogenti, in buona compagnia di Nietzsche, che irritato da certo e diffuso fervore ingenuo, si chiede: “Quanta verità può sopportare un uomo?”. Probabilmente poca, si sarebbe risposto, se si concede anche solo un pertugio esistentivo alla, pur soberrima, illusione e ingenuità di chi lascia lingueggiare la fiamma dell’ottimismo scolastico. Sarebbe trascinare nel ridicolo la liturgia dell’integralismo didattico, che di fatto non ha creato cambiamenti permanenti di segno positivo nel periodo in cui gli studenti più avevano bisogno di innovazione scolastica.

Le esperienze più riuscite, come più che spesso accade, sono state in mano alla buona volontà di pochi e creativi docenti che, di fatto, hanno, individualmente, creato il cambiamento a partire da un nuovo umanesimo, avulso, però, dall’universo Scuola, senza tuttavia sottrarsi all’inedita responsabilità educativa, ispirata al servizio pubblico. Ciò che viene in mente analizzando la motivazione al conferimento del titolo onorifico ai diversi giovani è che un simile suggello ai propri mirabili impegni sia arrivato nonostante un intenso impegno scolastico, non grazie alla scuola.

Un esempio tra gli altri – ma eccellentemente paradigmatico ed evocativo del nostro inflessibile postulato d’aletheia, come vorrebbero i greci antichi – è il caso del futuro medico chirurgo ambientalista Alessio Cozzolino, la cui motivazione al prestigioso riconoscimento decreta: “Per l’impegno e la competenza con cui affronta i grandi temi ambientali e il loro riflesso sulla coesione e la giustizia sociale. La sua attività di giornalista è diventata sempre più intensa negli anni del liceo, e ora è riconosciuta e apprezzata a livello di importante testate nazionali”.

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L’attitudine allo studio disciplinato, l’automotivazione, quando sarebbe stato più semplice crogiolarsi nell’autosabottaggio attendista di migliaia di studenti, durante la surreale e straniante didattica a distanza, uno spiccato fiuto per la ricerca scientifica e un’irriducibile capacità e professionalità comunicativa, vissuta come imperativo morale e l’indiscusso talento scrittorio fatto di parole che ad un certo punto sembrano ribellarsi alla stretta della carta e confluiscono in direzione dell’organizzazione di eventi aggregativi in cui porre la propria capacità scientifica ed intellettuale a disposizione di coetanei, attraverso lezioni d’approfondimento.

Nel sito del Quirinale, Cozzolino è descritto con encomiastiche riflessioni su un percorso di formazione autopoietico, di stampo umanista, che si snoda a partire dal background scientifico della propria famiglia. Simile il profilo dei colleghi d’alloro. Filoneismo, gratuità e filantropia, per concludere il quadro non certo pateticamente oleografico dei 28 giovani, un soteriologico distillato di realtà. Una realtà in cui la scuola non è presente. Dove sei scuola? Quo vadis?

Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione. Scopri tutti i vantaggi!

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  • 20:01 - Digitale, Veronese (FiberCop): "Dal connubio di rete e calcolo nascono servizi innovativi"

    Roma, 24 giu. (Adnkronos) - "La rete è in un momento molto rilevante: a fianco alla sua naturale evoluzione tecnologica - più fibra, più sicurezza, più garanzia dell'informazione, più banda - c'è anche tutto quello che poi deve accadere dove la rete finisce, ossia vicino all'origine del dato. Si deve quindi complementare i servizi di rete tradizionali con servizi di elaborazione, dove finisce la connettività comincia il computing. Non intendo riferirmi al cloud, che in questa analogia è dove la rete comincia, ma all’edge computing, cioè la computazione vicino all'utente, dove nasce il dato. Questo è il naturale complemento delle reti e dal connubio di rete e calcolo nascerà la possibilità di creare servizi innovativi". Ad affermarlo è Fabio Veronese, Chief Information Technology Officer FiberCop, intervenendo oggi a Roma all’edizione 2026 di Telco per l’Italia, durante il panel ‘Wholesale e reti aperte: dal co-investimento ai servizi data-driven’.

    Investire in questo ambito rappresenta, secondo Veronese, un'occasione rara per il nostro Paese: “Abbiamo dato prova di poca tempestività quando è nato il cloud e adesso è completamente in mano ad aziende americane, poi c'è stato l'arrivo dell'intelligenza artificiale e dei big data e, di nuovo, è quasi tutto americano, stavolta con una parte rilevante di Cina. Adesso arriverà questa rivoluzione dell’edge computing. Credo che siamo in grado, per una volta, di cavalcarla e di creare un'infrastruttura di calcolo distribuito, sovrana, efficiente, efficace e non costruita da qualcun altro che non appartiene né all'Europa né all'Italia”.

    Al centro dell’incontro, intitolato ‘La nuova economia delle reti, tra investimenti, sharing ed equilibri di mercato’, l’evoluzione delle reti e dei modelli di sviluppo infrastrutturale, l’efficientamento degli investimenti e la sostenibilità del settore, il ruolo delle tecnologie digitali nella trasformazione delle telecomunicazioni e le nuove strategie per la crescita e la competitività del sistema Paese.

    “Il cloud è stata una rivoluzione dal successo incredibile ma non ha coperto tutto - spiega Veronese - Esiste ancora del workload che è rimasto ‘a casa’, per esempio per motivi di latenza o di sovranità. Questi esempi si sposano benissimo con l’edge computing perché, essendo vicino al dato, garantisce latenza e se è vicino è implicitamente locale, per cui è sovrano”.

    “C'è poi l’Ai dell'iper automazione agentica, che lascerà un impatto sui processi operativi delle aziende e che permette, con un deployment di piccoli modelli di intelligenza artificiale generativa, di dare servizi di controllo alla produzione, di sorveglianza a fini safety e security, di miglioramento dei processi, che possono funzionare efficientemente solo in locale - conclude Veronese - Questi sono i servizi nuovi che verranno offerti grazie al connubio di reti e di capacità di computazione distribuita”.

  • 18:48 - Ai, Francesca Albanese al Wmf: "Algoritmo non può diventare un alibi"

    Bologna, 24 giu. (Adnkronos) - Tecnologia, diritti umani, piattaforme digitali e responsabilità nei conflitti. Sono questi i temi al centro dell’intervento di Francesca Albanese sul Mainstage del Wmf – We Make Future 2026, Il Più Grande Evento sull’Innovazione: AI Tech e Digital (24 - 26 giugno BolognaFiere), in dialogo con Cosmano Lombardo, Founder e Ceo di Search On Media Group e ideatore del Wmf. Albanese ha aperto il confronto richiamando l’intersezione tra i temi del proprio lavoro e quelli della manifestazione: accesso libero alla rete, diritto all’informazione, uso delle tecnologie nei contesti di guerra e impatto degli strumenti digitali sulla tutela dei diritti fondamentali. Nei conflitti, ha sottolineato, l’informazione diventa essa stessa un terreno di battaglia: blackout, manipolazione dei dati, controllo delle pubblicazioni e limitazione dell’accesso alle fonti possono ostacolare la documentazione di ciò che accade.

    Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato il ruolo delle piattaforme digitali. Albanese ha evidenziato come le piattaforme non siano spazi neutrali: le scelte di moderazione, le policy aziendali e gli algoritmi determinano cosa viene amplificato, cosa viene nascosto e cosa viene silenziato. Il rischio, nel suo ragionamento, non riguarda soltanto le singole persone colpite da campagne di delegittimazione o da forme di censura, ma l’intero dibattito pubblico: quando chi prende parola viene esposto ad attacchi o silenziamenti, anche altri possono essere scoraggiati dal farlo. Nel confronto con Lombardo, Albanese ha affrontato anche il tema dell’attivismo digitale. Le piattaforme, ha spiegato, possono rendere possibile l’organizzazione politica e la partecipazione pubblica anche dove sarebbe più difficile farlo, rompendo monopoli informativi e amplificando voci altrimenti marginalizzate. Ma lo strumento digitale, ha ricordato, non basta da solo: la difesa dei diritti deve tradursi anche in impegno concreto nella vita fisica, politica e materiale.

    Ampio spazio è stato dedicato poi al rapporto tra sorveglianza, dati e libertà. Albanese ha parlato dell’uso di tecnologie di controllo, riconoscimento e raccolta di dati biometrici nei confronti della popolazione palestinese, indicando questi strumenti come uno degli esempi più estremi di come l’innovazione possa essere piegata a logiche di isolamento, controllo e oppressione. La tecnologia, ha ricordato, è uno strumento potente e utile, ma i suoi effetti dipendono dai valori e dagli obiettivi di chi la utilizza. Il passaggio sull’Intelligenza Artificiale ha portato al centro il tema della responsabilità. Secondo Albanese, l’AI non può cancellare la responsabilità umana: il fatto che una decisione sia assistita da un algoritmo non crea unazona senza legge. “L’algoritmo non può diventare l’alibi”, ha affermato, richiamando la necessità di non presentare l’automazione come uno strumento neutrale dietro cui schermare responsabilità politiche, militari e umane. La riflessione si è chiusa con un richiamo al senso stesso del progresso tecnologico: innovazione, AI e piattaforme devono restare subordinate ai principi di dignità, libertà e responsabilità umana. Dal Mainstage del Wmf, il messaggio conclusivo è stato netto: davanti all’accelerazione delle tecnologie e al loro impiego nei contesti più critici, la sfida è non perdere il centro umano dell’innovazione. “Restiamo umani”.

  • 18:22 - Digitale, Veronese (FiberCop): "Dal connubio di rete e calcolo nascono servizi innovativi"

    Roma, 24 giu. (Adnkronos) - "La rete è in un momento molto rilevante: a fianco alla sua naturale evoluzione tecnologica - più fibra, più sicurezza, più garanzia dell'informazione, più banda - c'è anche tutto quello che poi deve accadere dove la rete finisce, ossia vicino all'origine del dato. Si deve quindi complementare i servizi di rete tradizionali con servizi di elaborazione, dove finisce la connettività comincia il compute. Non intendo riferirmi al cloud, che in questa analogia è dove la rete comincia, ma all’hedge compute, cioè la computazione vicino all'utente, dove nasce il dato. Questo è il naturale complemento delle reti e dal connubio di rete e calcolo nascerà la possibilità di creare servizi innovativi". Ad affermarlo è Fabio Veronese, Chief Information Technology Officer FiberCop, intervenendo oggi a Roma all’edizione 2026 di Telco per l’Italia, durante il panel ‘Wholesale e reti aperte: dal co-investimento ai servizi data-driven’.

    Investire in questo ambito rappresenta, secondo Veronese, un'occasione rara per il nostro Paese: “Abbiamo dato prova di poca tempestività quando è nato il cloud e adesso è completamente in mano ad aziende americane, poi c'è stato l'arrivo dell'intelligenza artificiale e dei big data e, di nuovo, è quasi tutto americano, stavolta con una parte rilevante di Cina. Adesso arriverà questa rivoluzione dell’hedge compute. Credo che siamo in grado, per una volta, di cavalcarla e di creare un'infrastruttura di calcolo distribuito, sovrana, efficiente, efficace e non costruita da qualcun altro che non appartiene né all'Europa né all'Italia”.

    Al centro dell’incontro, intitolato ‘La nuova economia delle reti, tra investimenti, sharing ed equilibri di mercato’, l’evoluzione delle reti e dei modelli di sviluppo infrastrutturale, l’efficientamento degli investimenti e la sostenibilità del settore, il ruolo delle tecnologie digitali nella trasformazione delle telecomunicazioni e le nuove strategie per la crescita e la competitività del sistema Paese.

    “Il cloud è stata una rivoluzione dal successo incredibile ma non ha coperto tutto - spiega Veronese - Esiste ancora del workload che è rimasto ‘a casa’, per esempio per motivi di latenza o di sovranità. Questi esempi si sposano benissimo con l’hedge compute perché, essendo vicino al dato, garantisce latenza e se è vicino è implicitamente locale, per cui è sovrano”.

    “C'è poi l’Ai dell'iper automazione agentica, che lascerà un impatto sui processi operativi delle aziende e che permette, con un deployment di piccoli modelli di intelligenza artificiale generativa, di dare servizi di controllo alla produzione, di sorveglianza a fini safety e security, di miglioramento dei processi, che possono funzionare efficientemente solo in locale - conclude Veronese - Questi sono i servizi nuovi che verranno offerti grazie al connubio di reti e di capacità di computazione distribuita”.

  • 18:13 - Sostenibilità, Trasporto Unico Abruzzese vince l’'Uitp Award 2026' con 'La Verde'

    Pescara, 24 giu. - (Adnkronos) - L’Abruzzo entra tra le eccellenze mondiali della mobilità sostenibile. Nella serata di ieri 'Tua Abruzzo' ha conquistato l’'Uitp Award 2026', il più prestigioso riconoscimento internazionale nel settore del trasporto pubblico, grazie al progetto 'La Verde – A Fully Electric BRT-Style Trolleybus Corridor for Medium-Sized Cities'. La proclamazione è avvenuta a Bruxelles nell’ambito degli Uitp Awards 2026, organizzati dall’International Association of Public Transport (Uitp), la principale organizzazione mondiale del trasporto pubblico, che rappresenta oltre 2.000 operatori, istituzioni e aziende provenienti da più di 100 Paesi. 'La Verde' si è imposta nella categoria 'Public Transport / Urban Mobility Strategy & Planning', una delle più rilevanti dell’intera competizione internazionale, superando candidature finaliste provenienti da Germania, Colombia e Nord America. Per il sistema italiano della mobilità si tratta di un risultato di assoluto rilievo: un progetto sviluppato in Abruzzo viene indicato dalla più autorevole organizzazione mondiale del settore come una delle migliori esperienze internazionali nel campo della pianificazione e dell’innovazione del trasporto pubblico. La giuria internazionale ha premiato il progetto per la sua capacità di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e pianificazione urbana, riconoscendolo come modello replicabile per le città di medie dimensioni di tutto il mondo. Alla base del successo vi sono i tre elementi che l’Uitp considera decisivi per lo sviluppo dei moderni sistemi di trasporto pubblico elettrificato: corsia riservata, in grado di garantire velocità commerciale, affidabilità e competitività rispetto all’automobile privata; tecnologia In-Motion Charging (Imc), che consente ai filobus di ricaricare le batterie durante il servizio e di circolare anche in assenza di linea aerea; capacità concreta di favorire lo shift modale, trasferendo quote significative di mobilità dall’auto privata al trasporto pubblico.Una combinazione che ha consentito a “La Verde” di essere riconosciuta come una delle applicazioni più avanzate a livello mondiale nel settore del trasporto pubblico completamente elettrico.

    "Il riconoscimento assegnato dall’Uitp rappresenta un risultato di straordinario valore per Tua e per l’intero Abruzzo. Non viene premiata soltanto un’infrastruttura, ma una visione di mobilità che ha saputo coniugare sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e qualità del servizio pubblico. 'La Verde' - ha detto Gabriele De Angelis, presidente di Tua - dimostra come anche una regione di medie dimensioni possa sviluppare progetti capaci di competere e affermarsi sui più importanti palcoscenici internazionali. Questo premio appartiene ai lavoratori di Tua, alle istituzioni che hanno creduto nel progetto e ai cittadini che ogni giorno scelgono il trasporto pubblico. È la conferma che investire in mobilità sostenibile significa investire nel futuro dei territori e nella qualità della vita delle comunità". Per Maximilian Di Pasquale, direttore generale Tua: "La vittoria dell’Uitp Award 2026 certifica a livello mondiale la validità del modello sviluppato da Tua. Il progetto 'La Verde' si basa sui tre pilastri che l’Uitp considera essenziali per il successo dei sistemi di trasporto pubblico moderni: corsia dedicata, tecnologia In-Motion Charging e capacità di generare un reale shift modale dall’automobile privata verso il trasporto collettivo. Aver ottenuto questo riconoscimento significa che il modello sviluppato in Abruzzo è oggi considerato una best practice internazionale per le città di medie dimensioni che intendono investire nella mobilità sostenibile". Secondo Umberto D’Annuntiis, assessore regionale ai Trasporti: "la vittoria dell’Uitp Award 2026 rappresenta un riconoscimento internazionale che va ben oltre il valore tecnico dell’opera. È il risultato di una strategia regionale che negli ultimi anni ha scelto di investire con decisione nella mobilità sostenibile, nell’innovazione e nell’ammodernamento del trasporto pubblico. Oggi l’Abruzzo viene indicato come esempio di buona pianificazione e capacità realizzativa, dimostrando che anche le regioni non metropolitane possono diventare laboratori di eccellenza riconosciuti a livello mondiale. Questo premio rafforza la nostra convinzione che la mobilità debba essere uno strumento di sviluppo, coesione territoriale e competitività, capace di migliorare la qualità della vita dei cittadini e di rendere i nostri territori sempre più attrattivi e connessi".

    Il progetto premiato nasce dal recupero dell’ex tracciato ferroviario costiero tra Pescara e Montesilvano, trasformato in un moderno corridoio filoviario completamente elettrico ad alta capacità. Quello che per anni è stato al centro del dibattito locale è oggi riconosciuto dalla comunità internazionale come una soluzione concreta e innovativa per affrontare alcune delle principali sfide della mobilità contemporanea: riduzione delle emissioni, decarbonizzazione dei trasporti, efficienza energetica, rigenerazione urbana e competitività del trasporto pubblico. Con la vittoria dell’Uitp Award 2026, Tua e l’Abruzzo entrano ufficialmente nel ristretto novero delle realtà che contribuiscono a definire il futuro della mobilità sostenibile a livello mondiale.

  • 17:59 - Assemblea Generale Cisambiente Confindustria 2026 al Parco Biometano Ecoross

    Roma, 24 giu. (Adnkronos) - L'Assemblea Generale 2026 di Cisambiente Confindustria, ospitata il prossimo 26 giugno al Parco Biometano Ecoross in Calabria, mette al centro il ruolo strategico della valorizzazione dei rifiuti nei processi di produzione energetica e di sviluppo delle fonti rinnovabili. La scelta della sede assume un ruolo particolarmente simbolico: il Parco Biometano, un impianto che trasforma i rifiuti organici domestici in fonte di nuova vita, è un caso esemplare di Economia Circolare applicata. Un sito che trasforma gli scarti in una risorsa preziosa per la produzione di biometano, fattore di modernità e di crescita per il comparto energetico, che può assumere un ruolo chiave nel processo di affrancamento dalle fonti fossili e nel raggiungimento degli obiettivi europei. La cornice ideale per un dibattito sulle politiche energetiche che allarga lo sguardo a tutte le forme che possono contribuire all'autonomia del paese e alla competitività dell'Industria: dai biocombustibili al Css, fino ai nuovi vettori come l'idrogeno.

    In questo contesto, l’incontro tra istituzioni, imprese ed esperti, è l'occasione per una riflessione ad ampio raggio sul comparto energetico, con attenzione a temi che spaziano dalle prospettive dell'Industria e le politiche messe in campo dal governo, fino alla corretta gestione delle risorse pubbliche.

    Dopo i saluti istituzionali del consigliere generale di Cisambiente Confindustria e Amministratore Unico di Ecoross Walter Pulignano, del presidente regionale Calabria di Cisambiente Confindustria Eugenio Guarascio, del presidente di Confindustria Cosenza Giovan Battista Percacciante, del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, e l'introduzione del direttore generale di Cisambiente Confindustria Lucia Leonessi, aprirà il confronto Roberta Toffanin, esperto e consulente Mase, nonché membro del CdA del Gse, che farà il punto sullo stato di attuazione delle politiche per lo sviluppo delle rinnovabili e sul piano degli incentivi a disposizione. Il contributo di Massimo Centemero, direttore generale del Cic, riprenderà il tema di fondo dell’evento, rilevando il valore del trattamento della frazione organica per la conversione in risorse a servizio del territorio. Interverrà anche Antonello Colosimo, presidente della sezione di Controllo sugli Enti della Corte dei Conti, per una disamina sulla gestione delle risorse pubbliche dedicate alla transizione ecologico-energetica e sull'impatto di specifiche misure adottate per rilevarne l'efficacia in relazione agli investimenti. Concluderà il presidente di Cisambiente Confindustria Donato Notarangelo.

    Nell’ambito dell’evento verrà presentato il modello Esg Cisambiente Confindustria, che stabilisce criteri congrui alle specificità del settore ambientale per la predisposizione dei questionari volti a determinare i parametri Esg; il documento, redatto da Coface, è frutto di un confronto che ha coinvolto gli industriali del comparto.

    “Ospitare l’Assemblea Generale di Cisambiente Confindustria e un convegno di tale rilevanza rappresenta per noi un grande motivo di orgoglio e conferma la lungimiranza della scelta di realizzare un impianto aperto, visitabile e pronto ad ospitare eventi – dichiara Walter Pulignano, amministratore unico di Ecoross - il Parco Biometano, dove la frazione organica viene trasformata in biometano e compost di qualità con recupero della CO₂, rappresenta concretamente la nostra idea di economia circolare. Un ringraziamento particolare al Direttore Generale Lucia Leonessi per aver scelto Parco Biometano come sede dell’Assemblea Generale”.

    "Noi puntiamo su innovazione, competenze e pianificazione strategica per cogliere tutte le opportunità che interessano il sistema energetico e produttivo del Paese - dichiara il direttore generale di Cisambiente Confindustria Lucia Leonessi - Le tecnologie e le soluzioni integrate adottate dagli industriali italiani dell'Ambiente, di cui il Parco Biometano Ecoross è una testimonianza preziosa".

    Uno spazio di approfondimento sarà dedicato anche al rapporto tra Ambiente e Salute, con un focus a cura del biologo Dino Ceppodomo, membro del Consiglio Direttivo e del Comitato Scientifico di Apts – Aps, associazione che promuove convegni medico-scientifici mirati alla prevenzione e alla sensibilizzazione sul territorio (in particolare nell'Alto Jonio e nel Pollino), per la tutela della Salute e il potenziamento dei presidi ospedalieri locali.

    Il Parco Biometano non sarà solo cornice dell’evento, ma sarà esso stesso protagonista coinvolgendo gli ospiti in una visita che darà l’opportunità di vedere da vicino l’impianto, conoscerne il funzionamento e vivere gli spazi: un sito dove tecnologia e natura si incontrano, ma anche un luogo pensato per essere vissuto dalla comunità, arricchito con percorsi didattici e aree polifunzionali.

  • 17:26 - Geopolitica del farmaco, a Roma focus su approvvigionamenti e autonomia

    Roma, 24 giu. (Adnkronos Salute) - "Le catene del valore farmaceutiche non sono più soltanto un tema sanitario, ma un'infrastruttura strategica per la sicurezza nazionale, la competitività industriale e l'autonomia europea". È questo il messaggio al centro della tavola rotonda 'Geopolitica del farmaco e resilienza industriale. Le nuove catene del valore farmaceutico', promossa oggi a Roma da Rud Pedersen Italy, nell'ambito del format Powerful Breakfasts, con il contributo non condizionante di Bayer Italia. L'evento, ospitato presso il MoMeC - Montecitorio Meeting Centre, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, dell'industria farmaceutica e del mondo accademico per un confronto sulle trasformazioni che stanno ridefinendo gli equilibri globali del settore. Al centro della discussione la sicurezza degli approvvigionamenti, la localizzazione delle capacità produttive, l'accesso ai farmaci innovativi, l'attrazione di investimenti strategici e la capacità dell'Italia di consolidare il proprio posizionamento nelle catene del valore europee.

    A guidare i lavori è stato Giorgio Rutelli, vicedirettore di Adnkronos, che ha moderato il confronto tra istituzioni, industria e stakeholder, inquadrando il passaggio da una lettura prevalentemente sanitaria del settore farmaceutico a una dimensione più ampia, in cui politica industriale, geopolitica, sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e competitività europea diventano elementi strettamente interdipendenti. All'iniziativa hanno preso parte, tra gli altri, Arianna Gregis, amministratrice delegata di Bayer Spa, Carlo Riccini, direttore generale di Farmindustria, Giuseppe Lanzillotta, responsabile Relazioni istituzionali di Farmindustria, la senatrice Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato, la senatrice Elisa Pirro, la deputata Ilenia Malavasi e Francesca Lecci (Sda Bocconi).

    A portare i saluti istituzionali iniziali è stato il viceministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini, il quale ha sottolineato "la rilevanza strategica del comparto farmaceutico per il futuro industriale del Paese e dell'Europa". "Negli ultimi anni - ha detto Valentini - abbiamo compreso che la catena del valore farmaceutica non è una questione da concepire meramente in ambito sanitario. È anche e soprattutto una questione di sovranità industriale, di sicurezza nazionale e di posizionamento geopolitico. Le tensioni internazionali e la pressione sui costi energetici si traducono concretamente in filiere di approvvigionamento più fragili e margini sotto pressione. Non è un tema di politica estera lontano da noi, è un tema industriale che riguarda le nostre fabbriche e le nostre imprese". Il viceministro ha richiamato anche l'impatto delle politiche statunitensi sui prezzi dei farmaci e il rischio che meccanismi come la Most Favored Nation possano incidere sulle scelte di investimento delle imprese europee. "L'Italia dispone di una base industriale farmaceutica di primissimo livello che vale la pena difendere con determinazione - ha aggiunto Valentini - Il lavoro del Governo è su stabilità regolatoria, incentivi alla ricerca industriale, semplificazione autorizzativa e strumenti per attrarre investimenti ad alto valore aggiunto. L'Italia deve affermarsi come hub farmaceutico europeo di riferimento, non solo come piattaforma produttiva, ma come centro di innovazione e di integrazione tra grandi industrie e filiera delle piccole e medie aziende specializzate".

    Il keynote speech è stato affidato a Massimo Riccaboni, professore di Economia applicata e direttore dell'Unità di ricerca Axes presso Imt Lucca, che ha approfondito le implicazioni economiche e industriali della Most Favored Nation e dei nuovi meccanismi di riferimento internazionale dei prezzi. "Il sistema di riferimento ai prezzi attuato dall'amministrazione americana modifica radicalmente la capacità negoziale dei singoli Paesi - ha osservato Riccaboni - L'Italia dovrà negoziare l'accesso ai farmaci innovativi sapendo che il prezzo applicato in Italia potrà incidere anche sulle condizioni praticate sul mercato americano. Le conseguenze possono tradursi in pressioni al rialzo sui mercati presi a riferimento o in ritardi nelle sequenze di lancio, laddove non si riesca a raggiungere un accordo negoziale". Secondo Riccaboni, il nuovo scenario richiede una risposta coordinata, in grado di tenere insieme accesso all'innovazione, sostenibilità della spesa e politica industriale. "Il rischio per un Paese come l'Italia è vedere arrivare i farmaci ancor più in ritardo di quanto non stiano arrivando ora - ha evidenziato - Servono politiche coordinate in senso ampio, perché una misura che nasce con un respiro settoriale impatta anche su comparti essenziali della capacità di esportare del sistema Paese. La risposta deve integrare strumenti fiscali, strumenti di politica industriale, priorità di spesa sanitaria e una determinazione dei prezzi sempre più ancorata all’innovatività dei prodotti".

    Il confronto - riporta una nota - ha valorizzato anche i dati più recenti sul ruolo industriale della farmaceutica in Italia. Come emerso nel corso dell'Assemblea pubblica 2026 di Farmindustria, il comparto ha raggiunto nel 2025 circa 74 miliardi di euro di produzione e 69 miliardi di euro di export, con oltre 72mila addetti diretti e più di 300mila occupati considerando filiera e indotto. Numeri che confermano la farmaceutica come uno dei principali driver della performance industriale del Paese e come asset strategico per salute, crescita e sicurezza economica nazionale. A questa traiettoria positiva si affiancano tuttavia criticità rilevanti. Tra queste, il rischio che la competizione internazionale per attrarre investimenti in ricerca e produzione si sposti sempre più verso Stati Uniti e Asia, la pressione esercitata dai nuovi meccanismi di prezzo internazionali, il nodo del payback, i tempi di accesso ai nuovi farmaci e la necessità di rendere più efficiente il sistema della ricerca clinica. In questo quadro, stabilità regolatoria, prevedibilità delle decisioni pubbliche, rapidità autorizzativa e partnership pubblico-private sono emerse come condizioni decisive per trattenere e attrarre investimenti.

    Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo dell'Italia nelle catene del valore farmaceutiche europee, prosegue la nota. Il Paese dispone di una forte vocazione manifatturiera, competenze industriali qualificate e una presenza significativa di gruppi internazionali. Questa base produttiva rappresenta un asset strategico per l'autonomia europea, ma richiede politiche coerenti per evolvere da piattaforma produttiva a ecosistema capace di competere anche su ricerca, sviluppo, studi clinici e innovazione. In questo contesto - si legge - l'esperienza di Bayer in Italia è stata richiamata come "esempio di presenza industriale radicata nel Paese e integrata nelle filiere globali. Lo stabilimento di Garbagnate, dove viene prodotta Cardioaspirina anche per mercati strategici come la Cina, rappresenta un caso concreto del contributo che l'Italia può offrire alla competitività farmaceutica europea, valorizzando capacità produttiva, qualità industriale e apertura ai mercati internazionali".

    "Il settore farmaceutico sta attraversando una fase particolarmente complessa, in cui dinamiche industriali, geopolitiche e regolatorie si sommano e impongono scelte rapide e strutturali - ha dichiarato Arianna Gregis, Ad di Bayer - In uno scenario globale segnato dall'accelerazione della Cina e dalla crescente capacità degli Stati Uniti di orientare gli investimenti, l'Europa e l'Italia devono passare da una posizione difensiva a una strategia più ambiziosa. Bayer conferma il proprio impegno nel Paese attraverso una presenza industriale radicata, che da 125 anni contribuisce a innovazione, competenze e qualità produttiva. Lo stabilimento di Garbagnate rappresenta un esempio concreto di come l'Italia possa essere parte attiva delle filiere globali e rafforzare il proprio ruolo come hub farmaceutico ad alta tecnologia, capace di attrarre investimenti e generare valore per il sistema Paese".

    Dal confronto è emersa "la necessità di superare una lettura frammentata delle politiche sanitarie e industriali. Sicurezza degli approvvigionamenti, accesso tempestivo ai farmaci, sostenibilità della spesa pubblica e attrazione degli investimenti richiedono una visione integrata, in cui la salute sia considerata anche come leva di politica industriale, innovazione e crescita". Il giro finale di discussione si è concentrato sulle priorità operative da attuare nei prossimi 24 mesi per rafforzare la resilienza industriale del settore in Europa. Tra i messaggi emersi, "la necessità di accelerare le procedure autorizzative, rendere più attrattiva la ricerca clinica, valorizzare gli investimenti produttivi, rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese e costruire una risposta europea più coordinata rispetto alle pressioni geopolitiche e commerciali globali".

    Con la tavola rotonda 'Geopolitica del farmaco e resilienza industriale. Le nuove catene del valore farmaceutico' - conclude la nota - Rud Pedersen Italy conferma il proprio "impegno a promuovere spazi di confronto qualificato tra istituzioni, industria e stakeholder su temi ad alta rilevanza strategica per il Paese. In una fase in cui le catene del valore farmaceutiche sono sempre più esposte a tensioni geopolitiche, competizione industriale e nuove dipendenze globali, il rafforzamento della capacità produttiva e innovativa italiana rappresenta una priorità per la salute dei cittadini, per la competitività dell'Europa e per la sicurezza economica nazionale".

  • 17:17 - Serie A, si comincia il 22 agosto alle 18,30 con Inter-Monza e Udinese-Como

    Roma, 24 giu. (Adnkronos) - Saranno i campioni in carica dell'Inter a San Siro contro il neo promosso Monza e l'Udinese contro il Como ad aprire la nuova stagione del campionato di Serie A il 22 agosto 2026 alle ore 18,30. Lo ha ufficializzato la Lega di Serie A, svelando il programma delle prime cinque giornate del campionato 2026-2027. Si comincia, appunto, sabato 22 agosto con i due anticipi delle 18.30, poi alle 20.45 altre due gare: Genoa-Napoli e Parma-Cagliari.

    Mentre domenica 23 agosto si giocheranno due partite alle 18.30: Frosinone-Juventus e Venezia-Lecce, e altre due alle 20.45, Atalanta-Sassuolo e Torino-Milan. Infine due posticipi previsti lunedì 24 agosto: alle 18.30 Bologna-Lazio, e alle 20.45 chiuderà il programma Roma-Fiorentina. La seconda giornata si aprirà invece venerdì 28 agosto alle 20,45 con Milan-Venezia, mentre il primo big match stagionale sarà Napoli-Como, domenica 30 agosto alle 18,30.

    Non ci sarà una sosta dopo i primi due turni in questa stagione. La terza giornata si aprirà venerdì 4 settembre con Genoa-Como all 20,45, poi sabato sarà la volta dell'altro big match Inter-Napoli, alle 18.00, e la sfida tra Fiorentina e Torino, alle 15.00 e Roma-Atalanta, alle 20.45. Domenica 6 settembre toccherà aJuventus-Milan alle 20.45.

    Nella quarta giornata Lazio-Milan e Sassuolo-Juventus si giocheranno, in base a quando rossoneri e bianconeri debutteranno in Europa League, una prevista sabato alle 18.00 e l'altra domenica alle 20.45. Soggetta a modifiche, per gli impegni europei, anche Como-Parma (domenica alle 15.00), Napoli-Bologna (domenica alle 18.00), e Torino-Roma (domenica alle 12.30), in attesa del calendario della prima giornata di Champions League che prevede, solo per il turno d'esordio, una gara di giovedì.

    La quinta giornata è programmata tra il 18 e il 20 settembre, prima della sosta lunga per le nazionali. Non si giocherà nei due week end consecutivi del 27 settembre e 4 ottobre. La quinta giornata si aprirà con Monza-Sassuolo venerdì sera, con Roma-Inter all'Olimpico in programma sabato 19 alle ore 18. Domenica all'ora di pranzo scendono in campo Fiorentina e Napoli prima di Frosinone-Como e Parma-Genoa, entrambe alle 15.00. Alle 18.00 tocca ad Atalanta-Juventus, e si chiude alle 20.45 con Milan-Lecce.

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