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10 Dicembre 2021

Ultimo aggiornamento: 10:15 del 10 Dicembre 2021

I trenta giovani alfieri di Mattarella: è sbagliato chiamarli studenti, la scuola non c’entra

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Il Fatto Quotidiano

di Ilaria Muggianu Scano

Alfieri per la scuola ma non grazie alla scuola: questa l’antifrastica realtà dei 28 giovani studenti recentemente insigniti del titolo di “alfiere della Repubblica” dal Presidente, Sergio Mattarella. Sono trenta gli attestati d’onore (due ad azioni filantropiche collettive), ma probabilmente non è del tutto corretto significare la “meglio gioventù” con la vaga definizione, a largo spettro, di “studenti”. “Ai giovani che si sono distinti per l’uso consapevole e virtuoso degli strumenti tecnologici e dei social network anche durante la difficile gestione della socialità determinata dalla pandemia”, proclama la laurea d’esemplarità prevista dalla Repubblica italiana.

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La stampa si è recentemente sdilinquita nel descrivere i giovani alfieri come destinatari del riconoscimento in relazione al mondo della scuola, parlando di 28 giovani studenti. Nanni Moretti sentenziava con il celebre motto di buon senso: “Le parole sono importanti” che sembra attagliarsi a riflessioni cogenti, in buona compagnia di Nietzsche, che irritato da certo e diffuso fervore ingenuo, si chiede: “Quanta verità può sopportare un uomo?”. Probabilmente poca, si sarebbe risposto, se si concede anche solo un pertugio esistentivo alla, pur soberrima, illusione e ingenuità di chi lascia lingueggiare la fiamma dell’ottimismo scolastico. Sarebbe trascinare nel ridicolo la liturgia dell’integralismo didattico, che di fatto non ha creato cambiamenti permanenti di segno positivo nel periodo in cui gli studenti più avevano bisogno di innovazione scolastica.

Le esperienze più riuscite, come più che spesso accade, sono state in mano alla buona volontà di pochi e creativi docenti che, di fatto, hanno, individualmente, creato il cambiamento a partire da un nuovo umanesimo, avulso, però, dall’universo Scuola, senza tuttavia sottrarsi all’inedita responsabilità educativa, ispirata al servizio pubblico. Ciò che viene in mente analizzando la motivazione al conferimento del titolo onorifico ai diversi giovani è che un simile suggello ai propri mirabili impegni sia arrivato nonostante un intenso impegno scolastico, non grazie alla scuola.

Un esempio tra gli altri – ma eccellentemente paradigmatico ed evocativo del nostro inflessibile postulato d’aletheia, come vorrebbero i greci antichi – è il caso del futuro medico chirurgo ambientalista Alessio Cozzolino, la cui motivazione al prestigioso riconoscimento decreta: “Per l’impegno e la competenza con cui affronta i grandi temi ambientali e il loro riflesso sulla coesione e la giustizia sociale. La sua attività di giornalista è diventata sempre più intensa negli anni del liceo, e ora è riconosciuta e apprezzata a livello di importante testate nazionali”.

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L’attitudine allo studio disciplinato, l’automotivazione, quando sarebbe stato più semplice crogiolarsi nell’autosabottaggio attendista di migliaia di studenti, durante la surreale e straniante didattica a distanza, uno spiccato fiuto per la ricerca scientifica e un’irriducibile capacità e professionalità comunicativa, vissuta come imperativo morale e l’indiscusso talento scrittorio fatto di parole che ad un certo punto sembrano ribellarsi alla stretta della carta e confluiscono in direzione dell’organizzazione di eventi aggregativi in cui porre la propria capacità scientifica ed intellettuale a disposizione di coetanei, attraverso lezioni d’approfondimento.

Nel sito del Quirinale, Cozzolino è descritto con encomiastiche riflessioni su un percorso di formazione autopoietico, di stampo umanista, che si snoda a partire dal background scientifico della propria famiglia. Simile il profilo dei colleghi d’alloro. Filoneismo, gratuità e filantropia, per concludere il quadro non certo pateticamente oleografico dei 28 giovani, un soteriologico distillato di realtà. Una realtà in cui la scuola non è presente. Dove sei scuola? Quo vadis?

Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione. Scopri tutti i vantaggi!
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  • 18:16 - Aisla: "Da Papa Leone oltre 200 persone con Sla, familiari e volontari"

    Roma, 11 mag. (Adnkronos Salute) - Oltre 200 persone con sclerosi laterale amiotrofica, familiari, caregiver, volontari, clinici e rappresentanti territoriali di Aisla (Associazione italiana Sla), hanno attraversato l'Italia e raggiuto Roma per l'incontro con Papa Leone XIV nel cuore di una città che, ancora una volta - sottolinea Aisla in una nota - ha saputo sorprendere per capacità di accoglienza, prossimità e accessibilità con una rete di collaborazione istituzionale che ha garantito a tutti condizioni di sicurezza, dignità e accessibilità. Mentre nel Paese il dibattito pubblico si è acceso attorno al significato della fragilità, del valore della vita e della dignità della persona - tra metafore infelici sulla non autosufficienza e letture che rischiano di allontanarsi dalla realtà, evidenzia l'associazione - Aisla ha scelto di rispondere con ciò che da oltre quarant'anni la definisce, con le persone, con le famiglie, dentro la vita reale. Nel corso dell'incontro - riporta la nota - Papa Leone XIV ha ringraziato per questo coraggio e ha indicato una direzione chiara: "Rispondere con gesti di cura alla cultura dello scarto".

    Aisla esprime profonda gratitudine alla Questura di Roma, alla Polizia di Stato, alla Gendarmeria Vaticana e a tutte le istituzioni coinvolte che, con professionalità e umanità, hanno accompagnato e custodito la delegazione passo dopo passo, rendendo possibile un'organizzazione complessa e permettendo anche alle persone con maggiore fragilità di partecipare pienamente all'incontro con il Santo Padre. Ad accompagnare la delegazione è stata la Fanfara a cavallo della Polizia di Stato, che ha scortato il gruppo lungo tutto il percorso fino a salutare la comunità Aisla con l'esecuzione dell'Inno nazionale in piazza San Pietro. Da piazza Pia, lungo via della Conciliazione, un corteo silenzioso ha attraversato Roma, in un momento solenne

    Nel corso dell'udienza Papa Leone XIV ha rivolto parole di forte incoraggiamento alla comunità Aisla, riferisce l'associazione. "Il dolore e la sofferenza non possono fermare l'amore", ha detto il Pontefice che ha ringraziato per il coraggio e invitato a "non arrendersi", ricordando che "nessuno deve essere lasciato solo". Per suggellare l’incontro, Aisla ha donato al Papa un ulivo alto 160 centimetri, simbolo universale di pace, solidarietà e speranza. Un segno semplice: la promessa che ogni vita - anche nella fragilità - continua ad avere valore e dignità, come nelle parole affidate da Aisla al Santo Padre: "La vita è un dono. Esiste e resiste. Anche nella fragilità".

    I due giorni romani sono stati anche un tempo di lavoro e visione condivisa. Durante la Conferenza nazionale Aisla - si legge nella nota - volontari attivi, dirigenti territoriali e rappresentanti delle sedi e sezioni da tutta Italia hanno aperto un confronto sulle trasformazioni del sistema sociosanitario e sul ruolo del Terzo settore. E' emersa una consapevolezza chiara: il volontariato resta il cuore pulsante di Aisla, capace di generare continuità, competenze, prossimità e diritti. Particolarmente significativa la presenza del Garante per la disabilità, Antonio Pelagatti, che ha richiamato il passaggio decisivo: trasformare i diritti in realtà di vita. Al centro il 'Progetto di Vita personalizzato' introdotto dal D.Lgs. 62/2024: un percorso costruito sulla persona, che integra dimensione sanitaria, sociale e relazionale e supera la logica delle singole prestazioni. Una prospettiva che oggi incontra una criticità evidente: servizi presenti, ma non collegati, risposte non coordinate, famiglie lasciate a tenere insieme un sistema frammentato. E' in questo spazio che si inserisce il progetto ‘Ovunque Vicini’, sostenuto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento per le Politiche in favore delle persone con disabilità, nell'ambito del Fondo unico per l'inclusione.

    La due giorni si è conclusa con l'Assemblea nazionale Aisla. Nel 2025 l'associazione ha raccolto 2.494.728 euro tra donazioni e contributi, generando un valore economico di circa 6,5 milioni di euro. Numeri che non raccontano solo solidità, ma risorse che diventano presa in carico, diritti, prossimità, ricerca scientifica, formazione, informazione e assistenza, ma anche rappresentanza e advocacy nella società civile e nelle istituzioni.

    Per Aisla - conclude l'associazione - ogni Assemblea rappresenta un inizio. Le parole del Santo Padre hanno costantemente accompagnato queste giornate, indicandone la direzione. Raccogliendo l'invito a non arrendersi, martedì 19 maggio, alla Triennale di Milano, Aisla presenterà 'Ovunque Vicini' e ne darà formale avvio alla fase di sperimentazione. Un passaggio che rende concreto il percorso avviato e contribuisce a rendere il 'Progetto di Vita' sempre più esigibile nella quotidianità delle persone e delle famiglie (aisla.it/events/event/alla-triennale-di-milano-aisla-annuncia-ovunque-vicini/). L'incontro sarà aperto alla stampa, alla cittadinanza e a tutte le persone interessate, con ingresso libero fino ad esaurimento posti. "Prendersi cura delle persone più fragili - dichiara Fulvia Massimelli, presidente nazionale Aisla - non è solo un gesto di solidarietà. E' il modo più autentico con cui una società decide chi vuole essere".

  • 17:46 - Valentini: "Investimento in Kedrion per competitività internazionale"

    Roma, 11 mag. (Labitalia) - "Questo investimento è importante perché i soldi pubblici vengono impiegati per un'attività di ricerca che consente a Kedrion di essere all'avanguardia e di portare avanti dei progetti che" portano la farmaceutica a "competere a livello internazionale". Nella partnership "pubblico-privata, nella collaborazione tra autorità nazionali e autorità locali, si attua sempre uno sforzo collettivo che porta al successo di tutti". Così Valentino Valentini, viceministro delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), oggi a Bolognana in provincia di Lucca all'avvio del 'Bolognana X3 Expansion Program', progetto con cui Kedrion, con un investimento da 150 milioni di euro, intende triplicare la capacità produttiva, arrivando a 3,3 milioni di litri di plasma lavorato all'anno, per far fronte alla domanda globale di immunoglobuline per la cura di malattie rare e ultra rare. Il Mimit è partner del programma di espansione con un finanziamento di 14 milioni di euro, tramite un Contratto di sviluppo.

  • 17:45 - Marcucci (Kedrion): "Espansione in partnership pubblico-privato con Mimit"

    Roma, 11 mag. (Adnkronos salute) - "Il progetto di espansione" di Kedrion è in collaborazione "con il ministero delle Imprese e del Made in Italy", con un Contratto di sviluppo da 14 milioni di euro, "per il sostegno di un distretto industriale strategico. La partnership pubblico privato è molto importante. Per noi è riconducibile anche alla parte di formazione, all'università, agli istituti locali superiori che si adattano e si innovano preparando le persone a lavorare per la nostra azienda, o per le aziende del territorio". Così Paolo Marcucci, presidente di Kedrion, oggi a Bolognana (Lucca) alla presentazione del progetto con cui la farmaceutica intende triplicare la capacità produttiva di plasmaderivati investendo 150 milioni di euro.

    "Questa collaborazione con l'ente pubblico - continua Marcucci - è molto importante perché ci valuta e ci valida i progetti, ma ci dà anche un contributo economico, che non è secondario oggi, con un azionariato che non è più solo italiano o a maggioranza italiana, ma, anzi, è a maggioranza estera con un fondo di investimento che si chiama Permira. Il fatto che le autorità, il Governo, la Regione Toscana ci sostengano e facciano di tutto per fare sì che l'investimento venga confermato qui in Italia e qui, in questo territorio, che è la Valle del Serchio", nota anche come 'Plasma valley', "ci aiuta a convincere e rassicurare i nostri manager e i nostri azionisti che questa è una buona idea, che non siamo soli e che siamo sostenuti non solo dalla passione delle persone, ma anche dalle autorità".

    Oggi "Kedrion festeggia i 25 anni dalla sua nascita e il radicamento sul territorio è stato uno dei fattori importanti di crescita - spiega Marcucci - La nostra azienda, il nostro settore dipende dal know-how, cioè dal contributo che le persone, gli operai, gli impiegati, i ricercatori portano nel processo produttivo, nella creazione del plasmaderivato che va infuso dai pazienti. Siamo in una valle di persone appassionate", che si sono formate nelle "nostre scuole e università": questo ci sta restituendo "l'investimento che abbiamo fatto all'inizio, facendo una scommessa proprio su questo territorio caratterizzato da persone appassionate".

  • 17:45 - Di Francesco (Kedrion): "Triplicare produzione e competere a livello globale"

    Roma, 11 mag. (Adnkronos salute) - "Triplicare la nostra capacità di frazionamento qui a Bolognana" significa "aumentare in maniera molto significativa la nostra disponibilità di farmaci, in molti casi salvavita, per il trattamento di pazienti affetti da immunodeficienze primarie e secondarie, patologie neurologiche, malattie molto importanti". Un altro obiettivo è "consolidare, a livello competitivo, la nostra azienda per diventare la migliore del settore: non la più grande, ma sicuramente la migliore. Vogliamo darci la possibilità di competere a livello globale sulla qualità e sulla produzione di farmaci di nuova generazione, soprattutto nel campo dell'immunodeficienza". Lo ha detto Ugo Di Francesco, Ceo di Kedrion, oggi a Bolognana (Lucca) alla presentazione del progetto 'Bolognana X3 Expansion Program' - che prevede l'investimento di 150 milioni di euro per portare a 3,3 milioni di litri il plasma lavorato all'anno - di cui è partner il ministero delle Imprese e del made in Italy, con un finanziamento di 14 milioni di euro, tramite un Contratto di sviluppo.

    “A Bolognana - continua Di Francesco - non c’è solo un centro produttivo, ma ci sono anche le nostre strutture di ricerca per lavorare a nuove proteine in grado di trattare altre patologie rare e, in molti casi, ultra rare. Il nostro obiettivo, nei prossimi anni, è chiaramente quello di consolidare la nostra dimensione e la nostra presenza a livello mondiale diventando sempre più globali e sempre di più in grado di servire i pazienti in tutto il mondo - rimarca - L'altro aspetto è quello anche di completare il nostro percorso, trasformando un'azienda che era solo ed esclusivamente di plasmaderivati in un'azienda biofarma che continua a produrre, a essere leader nei plasmaderivati, ma integrando anche la produzione di altre proteine e altri farmaci sempre focalizzati al trattamento nelle aree terapeutiche rare e ultra rare".

  • 17:45 - Kedrion: 150 milioni per triplicare produzione plasmaderivati per malattie rare

    Roma, 11 mag. (Adnkronos Salute) - Contribuire allo sviluppo del Paese e offrire nuove possibilità di cura partendo dal territorio. In quest'ottica Kedrion, azienda biofarmaceutica leader a livello mondiale nella produzione di terapie plasmaderivate per la cura di malattie rare e ultra-rare, ha annunciato un investimento di circa 150 milioni di euro per il potenziamento del polo produttivo di Bolognana, in provincia di Lucca, a pochi chilometri dalla sede principale di Castelvecchio Pascoli. L'annuncio è stato fatto oggi, in occasione della cerimonia di taglio del nastro alla presenza del viceministro delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), Valentino Valentini, delle istituzioni locali, regionali e dei parlamentari del territorio. L'obiettivo dell'investimento - informa l'azienda in una nata - è triplicare la capacità produttiva del sito, passando da 1,1 milioni a 3,3 milioni di litri di plasma lavorato ogni anno, per far fronte alla crescente domanda di immunoglobuline nel mondo. Il programma di espansione, denominato 'Bolognana X3 Expansion Program', prevede la realizzazione di un nuovo edificio dedicato al frazionamento del plasma, ottimizzando un'area disponibile all'interno del sito e impiegando 120 milioni di euro dei 150 previsti in totale. I restanti 30 milioni consentiranno di migliorare l'efficienza produttiva e rafforzare il legame tra l'hub di Bolognana e il vicino impianto di Castelvecchio Pascoli. Il progetto vede la partecipazione del Mimit, che ha concesso a Kedrion un finanziamento di 14 milioni di euro attraverso un Contratto di sviluppo. Queste risorse sono principalmente destinate all'ampliamento del sito e in parte ad attività di Ricerca e Sviluppo industriale.

    "Il settore farmaceutico è oggi la punta di diamante dell'export italiano, e Kedrion ne è uno dei simboli più rappresentativi - afferma il viceministro Valentini - Triplicare la capacità produttiva di Bolognana significa rafforzare la posizione dell'Italia nella catena del valore globale delle terapie plasmaderivate, un segmento ad altissimo contenuto scientifico e fortemente strategico per la sicurezza sanitaria internazionale. Questa è la politica industriale che vogliamo: partnership con imprese che hanno visione, radicamento territoriale e capacità di competere globalmente. Come ministero, siamo qui per confermare un impegno concreto e continuativo a fianco di chi costruisce il futuro industriale del Paese".

    "L'investimento da 150 milioni di euro annunciato da Kedrion conferma il ruolo strategico dell'Italia nella filiera globale delle terapie plasmaderivate - sottolinea Marcello Cattani, presidente di Farmindustria - La creazione di una vera e propria 'Plasma Valley' in Toscana rappresenta un esempio concreto di come innovazione, ricerca, manifattura hi-tech e radicamento territoriale possano generare crescita, occupazione qualificata, nuove opportunità di cura per i pazienti affetti da malattie rare e ultra-rare. E assicurare sicurezza per la nazione con terapie salvavita e farmaci critici. Per questo è fondamentale favorire la competitività con misure che rendano il nostro Paese sempre più attrattivo, ad esempio superando il payback ed escludendo i plasmaderivati dalla spesa soggetta a tetto. Questo per dare certezza al sistema e garantire la disponibilità di plasmaderivati e la continuità terapeutica per i pazienti in considerazione della limitata disponibilità di plasma e della crescita dei fabbisogni terapeutici dei pazienti a livello mondiale".

    Il cronoprogramma dell'investimento - dettaglia la nota - prevede l'approvazione da parte della Food and Drug Administration (Fda) nel 2028, con il pieno regime produttivo entro il 2031. Ad oggi nel polo produttivo di Bolognana, dove sono impiegate circa 700 persone, si svolgono tutte le fasi di lavorazione del plasma e sono prodotte le principali specialità terapeutiche dell'azienda distribuite in oltre 100 Paesi, tra cui gli Stati Uniti che rappresentano il principale mercato di Kedrion. L'investimento porterà a un incremento occupazionale di circa 300 nuovi posti di lavoro, rafforzando ulteriormente la presenza di Kedrion sul territorio lucchese, dove l'azienda è stata fondata e opera da decenni. Dal punto di vista industriale, il nuovo building unirà automazione avanzata, sistemi digitali di monitoraggio e processi innovativi, con l'obiettivo di migliorare efficienza, qualità e controllo lungo tutta la filiera produttiva. Sul fronte della sostenibilità, il programma è pienamente integrato nella strategia di decarbonizzazione del gruppo, con soluzioni di recupero energetico, ottimizzazione dei consumi idrici e tecnologie innovative come la produzione 'a freddo' di Water for Injection, riducendo significativamente l’impatto ambientale complessivo.

    "Bolognana X3 Expansion Program rappresenta per la nostra azienda un passo decisivo per rispondere in modo sempre più efficace alla crescente domanda globale di immunoglobuline e offrire nuove opportunità di cura al maggior numero di pazienti in tutto il mondo - spiega Ugo Di Francesco, Ceo di Kedrion - Il nostro è un investimento strategico che consolida il ruolo di Kedrion tra i player principali del settore e valorizza la nostra specificità di azienda biofarmaceutica fortemente focalizzata sul fornire soluzioni terapeutiche per chi convive con una malattia rara e ultra-rara. Siamo particolarmente orgogliosi di questo progetto, che proietta Kedrion nel futuro, assicurando nel lungo periodo la sostenibilità industriale in Italia e l'impegno nei confronti dei pazienti in tutto il mondo. Vorrei infine ringraziare il viceministro per aver ricordato che siamo tra le aziende che contribuiscono alla crescita dell’export italiano nel mondo, per cui il farmaceutico rappresenta la punta d'eccellenza".

    "Kedrion è oggi una grande azienda internazionale che non rinuncia alle sue profonde radici italiane - conclude Paolo Marcucci, presidente di Kedrion - Questo progetto di espansione industriale rappresenta, quindi, il segno tangibile di un percorso che contribuirà in modo decisivo alla crescita di Kedrion e fungerà da volano per lo sviluppo dei nostri territori e delle comunità locali. Siamo profondamente grati per il sostegno e la collaborazione del ministero delle Imprese e del Made in Italy e proseguiamo con determinazione nell'affrontare le sfide che ci attendono, mantenendo sempre al centro del nostro commitment la salute e il benessere dei pazienti".

  • 17:24 - Costituzione, Capecchi (Lottomatica): "Diffondere i valori repubblicani crea consapevolezza"

    Roma, 11 mag. - (Adnkronos) - “Fondazione Lottomatica ha scelto di realizzare questa iniziativa in una logica di creazione di consapevolezza, perché gli 80 anni della Repubblica rappresentano un momento importante da celebrare”. Lo ha dichiarato Riccardo Capecchi, presidente di Fondazione Lottomatica, intervenendo all’Archivio Storico del Palazzo del Quirinale in occasione dell’incontro dedicato all’80° anniversario della Repubblica italiana. Capecchi ha spiegato che la Fondazione ha deciso di sostenere il percorso culturale dedicato alla storia repubblicana attraverso un ciclo di quattro seminari pensati per approfondire il significato dei valori costituzionali e il loro impatto nella società contemporanea. “Abbiamo voluto chiamare persone di grandissimo rilievo, capaci di raccontare e divulgare il senso dei valori della Costituzione e della nostra storia democratica”, ha affermato.

    Secondo il presidente di Fondazione Lottomatica, la conoscenza della storia repubblicana e della Carta costituzionale rappresenta un patrimonio comune che merita di essere valorizzato e trasmesso alle nuove generazioni. “Pensiamo che conoscere ciò che la Repubblica e la Costituzione, approvata l’anno successivo alla nascita della Repubblica, rappresentano per il nostro Paese sia fondamentale per rafforzare la consapevolezza civica”, ha sottolineato.

    “Questa iniziativa – ha aggiunto – vuole essere semplicemente un’opportunità offerta ai cittadini per raccontare quanto di importante è stato costruito negli ultimi 80 anni e quanto questi valori continuino ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento per la vita democratica del Paese”.

  • 17:20 - Costituzione, Gentiloni Silveri (La Sapienza): "Fu punto di equilibrio sui temi fondamentali"

    Roma, 11 mag. - (Adnkronos) - “A 80 anni di distanza, rivivere quest'anniversario non è soltanto un dovere di memoria e nemmeno una semplice celebrazione. Il rischio degli anniversari tondi, come gli ottantesimi, è proprio quello di trasformarsi in una ritualità. Invece il significato del 2 giugno nella nostra storia ci offre ancora oggi strumenti utili per comprendere la realtà del Paese e il rapporto tra cittadini e istituzioni”. Lo ha dichiarato Umberto Gentiloni Silveri, professore ordinario di Storia contemporanea all’università degli Studi di Roma La Sapienza, intervenendo all’archivio storico del Quirinale durante l’incontro dedicato agli 80 anni della Repubblica italiana, promosso con la partecipazione della Fondazione Lottomatica.

    Nel corso del suo intervento, Gentiloni Silveri ha ripercorso le origini della Repubblica e della Costituzione italiana, sottolineando come il referendum del 2 giugno 1946 continui a rappresentare un passaggio centrale nella costruzione dell’identità democratica del Paese. “Quel momento storico lontano – ha spiegato – può ancora darci stimoli e strumenti per leggere il presente, non solo sul piano istituzionale ma anche sul rapporto di fiducia tra lo Stato e i cittadini”.

    Il professore si è poi soffermato sul ruolo svolto dai protagonisti della stagione costituente, indicando nel compromesso uno degli insegnamenti più attuali lasciati in eredità alla democrazia italiana. “Chi lavorò alla scrittura della Costituzione cercò un punto di equilibrio pur partendo da posizioni molto diverse e spesso contrapposte su temi fondamentali - ha osservato - L’eredità più grande di quella stagione – ha aggiunto – è proprio la capacità di trovare un equilibrio orientato all’interesse generale. Ognuno rinunciò a qualcosa, ma riuscì a contribuire alla costruzione di un bene comune che ha attraversato buona parte della storia successiva del nostro Paese”.

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