Non ci sono solo le plusvalenze sotto la lente della procura di Torino che indaga sui presunti illeciti in bilancio della Juventus. Ora anche i trattamenti economici “speciali” per i procuratori dei giocatori sono finiti all’attenzione della Guardia di finanza. Lo riporta il Corriere della Sera, raccontando come nel materiale sequestrato durante la perquisizione di venerdì 26 novembre dagli uomini delle Fiamme Gialle, voluta dai pubblici ministeri Mario Bendoni, Ciro Santoriello e dall’aggiunto Marco Gianoglio, sia emerso il sospetto di “mandati fittizi” per gli agenti dei calciatori.

Gli inquirenti le definiscono operazioni “opache”: in sostanza, l’ipotesi, ancora in uno stato embrionale, è che nel corso delle trattative per i rinnovi ai procuratori venisse riservato un trattamento economico speciale che non collimerebbe con le prestazioni effettivamente rese. La questione ruota principalmente attorno a rinnovi ritenuti scontati, insomma trattative in cui il ‘peso’ dell’agente sarebbe minimo. E in alcuni casi sganciato – spiega il Corriere della Sera – dal valore del giocatore. Ad esempio: il procuratore di Cristiano Ronaldo, Jorge Mendes, intascò 11,4 milioni di euro per il suo passaggio dal Real Madrid ai bianconeri. Quello di Emre Can, ricorda il quotidiano di via Solferino, strappò 15,8 milioni alla Juve nel 2019 quando arrivò a Torino. Quello delle laute commissioni pagate ai procuratori è uno dei temi più dibattuti degli ultimi anni, con gli agenti che hanno acquisito un potere gigantesco nel calciomercato.

Alla procura di Torino è arrivata tra l’altro la richiesta d’informazioni da parte della Federcalcio. Gli inquirenti si sono resi fin da subito disponibili a collaborare per quanto consentito dalle indagini. Da quello che emerge dal palazzo di giustizia piemontese alle numerose intercettazioni – ora secretate – potrebbero emergere elementi di interesse per la giustizia sportiva. Per ora può essere inviato solo il decreto di perquisizione: i verbali degli interrogatori secretati, le intercettazioni e il materiale coperto da segreto istruttorio non può essere divulgato fino a chiusura indagini.

Alle 15 l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene è arrivato in procura a Torino, dove è stato ascoltato per quasi quattro ore come testimone nell’ambito dell’inchiesta che vede al momento 6 indagati, tra i quali il presidente della Juventus Andrea Agnelli e il vicepresidente Pavel Nedved. Arrivabene – non indagato – verrà ascoltato relativamente al suo periodo di competenza, iniziato lo scorso luglio. Intanto dopo il k.o. di sabato con l’Atalanta che ha ulteriormente ampliato il distacco dalla vetta della Serie A, l’infortunio di Federico Chiesa e la notizia dell’inchiesta emersa venerdì sera, alla riapertura degli scambi in Borsa, il titolo della società quotato a Piazza Affari fa registrare un rosso pesante. Dopo non essere riuscito a fare prezzo in apertura ed essere entrato negli scambi con il -2%, il titolo perde oltre il 5 per cento toccando il minimo degli ultimi venti mesi a 0,43 euro. Poco mossa invece Exor (-0,03%) a 78,02 euro.

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