È allerta massima per la variante Omicron, la nuova mutazione del Covid individuata in Sudafrica così ribattezzata dall’Organizzazione mondiale della sanità. Dopo che l’Onu l’ha classificata come “preoccupante” e che l’università di Oxford ha espresso il timore che i vaccini siano “quasi certamente” meno efficaci nei suoi confronti, il Ministero della Salute ha diramato questa mattina, in via precauzionale, una circolare alle Regioni raccomandando di rafforzare e monitorare le attività di tracciamento e sequenziamento in caso di viaggiatori provenienti da Paesi o in caso di focolai caratterizzati da rapido ed anomalo incremento di casi e applicare tempestivamente e scrupolosamente le misure già previste previste per la quarantena e l’isolamento già previste per la variante Delta.

“Si teme che l’elevato numero di mutazioni della proteina spike possa portare a un cambiamento significativo delle proprietà antigeniche del virus, ma finora non sono state effettuate caratterizzazioni virologiche e non ci sono prove di modificazioni nella trasmissibilità, nella gravità dell’infezione, o nella potenziale evasione della risposta immunitaria”, si legge nel documento firmato dal direttore alla prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza. Nell’ultima settimana l’Istituto Superiore di Sanità ha registrato un aumento dei casi di Covid in tutte le fasce d’età e in particolare nella popolazione di età inferiore ai 12 anni: “Nel periodo 8 – 21 novembre 2021, in questa popolazione sono stati segnalati 31.365 nuovi casi, di cui 153 ospedalizzati e 3 ricoverati in terapia intensiva“.

“A sei mesi dal vaccino la protezione scende al 40%” – “Negli ultimi 30 giorni in Italia si osserva una maggiore incidenza di casi diagnosticati nella popolazione non vaccinata. Dopo sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale, scende dal 72% al 40% l’efficacia nel prevenire qualsiasi diagnosi sintomatica o asintomatica di Covid-19 rispetto ai non vaccinati”, si legge nel report settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità secondo cui “rimane elevata l’efficacia vaccinale nel prevenire casi di malattia severa, in quanto l’efficacia per i vaccinati con ciclo completo da meno di sei mesi è pari al 91% rispetto ai non vaccinati, mentre risulta pari all’81% per i vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi rispetto ai non vaccinati”.

“Tasso di non vaccinati nelle terapie intensive 12 volte più alto rispetto ai vaccinati” – Continua a restare alto il livello di protezione da parte del vaccino contro la malattia grave da Covid: nell’ultimo mese il tasso di non vaccinati ricoverati in terapia intensiva per Covid è a 6,7 per centomila, mentre nei vaccinati da meno di sei mesi è a 0,54 per centomila, ossia 12 volte più basso. “Negli ultimi 30 giorni sono stati notificati 61.908 casi (37,7%) fra i non vaccinati, 4.260 casi (2.6%) fra i vaccinati con ciclo incompleto, 81.740 casi (49,7%) fra i vaccinati con ciclo completo entro sei mesi, 15.519 (9,4%) fra i vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi e 969 casi (0,6%) fra i vaccinati con ciclo completo con dose aggiuntiva/booster”, si legge ancora nel report dell’Iss. “Il 49,1% delle ospedalizzazioni, il 64,2% dei ricoveri in terapia intensiva e il 44% dei decessi sono avvenuti tra coloro che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino“.

“Impennata casi Covid fra 6-11 anni, è un caso su quattro” – In questo contesto, a preoccupare è anche l’aumento dei contagi in età scolare: nella fascia 6-11 anni, l’Iss ha evidenziato “a partire dalla seconda settimana di ottobre, una maggiore crescita dell’incidenza rispetto al resto della popolazione in età scolare, con un’impennata nelle ultime due settimane”. C’è poi anche “un aumento del tasso di ospedalizzazione nella fascia sotto i tre anni (poco sopra i 2 ricoveri per 100.000 abitanti) nelle ultime settimane, mentre nelle altre fasce di età risulta stabile” si legge sempre nel report. Nell’ultima settimana infine viene confermato l’andamento osservato nei precedenti sette giorni, con il 27% dei casi diagnosticati nella popolazione di età scolare. Il 51% dei casi in età scolare è stato diagnosticato nella fascia d’età 6-11 anni, il 32% nella fascia 12-19 anni e solo il 11% e il 6% sono stati diagnosticati, rispettivamente tra i 3 e i 5 anni e sotto i 3 anni.

Speranza: “Venerdì record di terze dosi, anche le prime in aumento” – “Ieri abbiamo fatto il record di terze dosi, oltre 270mila, anche le prime dosi sono aumentate: per molti giorni il dato era tra 15 e 18mila prima dosi, e ieri ne abbiamo fatto 25mila”. A dirlo è il ministro della Salute Roberto Speranza a Rai Radio1, ospite di Zapping, sottolineando che “il vaccino è fondamentale, è la vera chiave per affrontare questa stagione, senza vaccino ora avremmo numeri terrificanti. La stragrande maggioranza degli italiani ha risposto molto positivamente a questa chiamata: siamo all’86.12% di popolazione vaccinabile che ha preso la prima dose, all’84.5% quasi di persone che hanno completato il ciclo, a 5 milioni e 3 di persone che hanno fatto la prima dose”, ha spiegato il ministro. “Sono fiducioso -ha concluso – che questi numeri crescano ancora”.

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