Ha evocato “anni di vacche grasse per l’occupazione“. Ed è arrivato a promettere che nei prossimi anni, per spendere le risorse del Recovery fund, la pubblica amministrazione italiana creerà oltre 1 milione di posti di lavoro tra diretti e indiretti. Per la precisione “1-1,3 milioni”. Il ministro della pa Renato Brunetta ha lanciato il nuovo Portale nazionale del reclutamento inpa.gov.it, sviluppato con Almaviva e che prevede anche una partnership con LinkedIn Italia. Dopo aver invitato gli italiani a inserire il proprio curriculum nella banca dati pubblica, anche “per verificare se la collocazione attuale sia ottimale oppure no”, ha detto che di qui al 2026 ci saranno 500mila ingressi a termine o incarichi professionali e “alla fine del quinquennio la legge prevede che il 40% di queste persone possano essere assorbite della pubblica amministrazione in forma ordinaria attraverso una procedura concorsuale”. In più ci sarebbero, ha fatto capire, i professionisti che troveranno occupazione grazie a lavori e appalti legati ai fondi europei.

A dire il vero la pessima riuscita del concorso Sud non fa ben sperare nella capacità del settore pubblico di attirare alte professionalità. Ma Brunetta ha sostenuto che ora i concorsi “digitali e semplificati iniziano e si concludono in meno di 100 giorni, 87 giorni di media” – già’ oltre 30mila posizioni sono state bandite con queste nuove procedure – e quanto agli stipendi “sarà necessario un processo evolutivo legato ai contratti a termini, magari legato a una premialità del contratto a termine”. Per i 1000 professionisti ed esperti previsti per il supporto alle amministrazioni territoriali ha parlato di salari anche fino a 100mila euro all’anno. “La mia preoccupazione non è quella dei salari, ma di trovare le specializzazioni sul mercato”. E poiché le assunzioni saranno moltissime “sarà anche necessario riaprire il decreto flussi”.

Nei giorni scorsi Brunetta, rispondendo all’allarme lanciato dall’Anci sulla farraginosità dei processi di assunzione e il rischio che gli enti locali non siano in grado di spendere le risorse per tempo, aveva annunciato che il governo avrebbe riscritto “le norme riguardanti le potenzialità assunzionali dei comuni in funzione non di generici indicatori di spesa corrente e di costi del personale, ma di spesa per personale qualificato legato ai trend che si stanno incrementando (investimenti, servizi alla persona)” in modo da “correlare i fabbisogni assunzionali agli obiettivi che hanno trend incrementali, rendendo le regole non ottuse e piatte, ma intelligenti, in funzione dei bisogni dei comuni in questo particolare periodo storico”.

Oggi il ministro non ha dato aggiornamenti su questo ma ha ribadito che “dall’anno prossimo avremo circa 100-120mila nuove assunzioni per via ordinaria, con contratti di lavoro a tempo indeterminato, secondo qualifiche specialistiche”. Quindi 500-600mila nuovi assunti nei prossimi cinque anni. “Questo è ancora un anno di ripresa, i prossimi saranno gli anni del boom” e “saranno anni di vacche grasse dal punto di vista di domanda di posti di lavoro da parte delle Pubbliche amministrazioni”. Per la Funzione Pubblica, il portale InPa ha l’obiettivo di rendere veloce e trasparente il reclutamento e di innalzare la qualità del capitale professionale delle pubbliche amministrazioni, collegando domanda e offerta di lavoro. Da una parte i professionisti possono inserire il proprio cv e ricercare le opportunità, dall’altra le pubbliche amministrazioni si registrano nel sistema per poter attingere al bacino degli oltre 5,6 milioni di professionisti censiti. Al momento sono oltre 95mila gli iscritti al portale di cui 47% donne e 53% uomini. Come primo caso concreto, ci sarà l’assunzione di 1000 professionisti per la semplificazione, sempre previsti dal Pnrr, entro la fine dell’anno.

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Recovery, l’allarme dei Comuni: “Senza un piano di assunzioni veloce non riusciremo a spendere le risorse. Dal 2007 a oggi perso un dipendente su quattro”

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